SOLDI/ Tariffe postali: addio alle agevolazioni



ROMA – L’abolizione delle tariffe postali agevolate sta ponendo in difficoltà tutto il settore della carta stampata. Gli aumenti sono insostenibili per un comparto già duramente provato dalla crisi e dalla concorrenza di internet. Le reazioni più dure vengono dagli operatori del settore.
“”Siamo di fronte ad un’’aggressione alla libertà di espressione dei cittadini””. Cosi Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore, commenta l’’abolizione delle tariffe postali agevolate. “
Non sappiamo se il decreto sia frutto di una colpevole disattenzione o di un disegno politico perverso, ma questo è un attacco che rischia di minare alle fondamenta la possibilità di fare informazione e aggregazione sociale.
“Questo provvedimento non taglia gli sprechi ma riduce gli spazi di democrazia e quindi di sussidiarietà, incidendo in maniera profondissima sull’’esistenza stessa di molti editori e sull’essenza stessa di molte organizzazioni del terzo settore; dal momento che vivono solo del proprio autofinanziamento di fatto impedisce loro di parlare ai milioni di cittadini aderenti”.
Richieste di aiuto sono già emerse da parte di tantissime organizzazioni, comprese molte storicamente non collegate al Forum del Terzo Settore, come l’’Azione Cattolica, i Francescani, il Banco Alimentare”.
Anche Lelio Grassucci, presidente onorario di Mediacoop, sottolinea la gravità della situazione causa un provvedimento “che lede il diritto all’’espressione ed all’’informazione”. “
I decreti interministeriali –- ricorda tra l’altro Grassucci – non possono variare una norma.”
Grassucci si esprime in maniera molto critica anche nei confronti di Poste Italiane che ha adottato dal 1 aprile le tariffe piene senza prevedere i canonici 30 giorni di adeguamento a nuove norme.
“Alcuni organismi hanno firmato il ricorso al Tar contro questo discutibile provvedimento”.

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