REGNO UNITO/ Elezioni:  un parlamento “impiccato”



REGNO UNITO/ Elezioni:  un parlamento “impiccato”

Come da previsione, già ieri sera alla chiusura delle urne, nel Regno Unito, i primi exit poll davano i Conservatori (Tories) di David Cameron davanti ai Laburisti (Labours) di Gordona Brown. Subito si profilavano due situazioni particolari. La prima era la disfatta di Nick Clegg, enfànt prodige dei Liberal-Democratici, che i sondaggi davano per la prima volta nella storia intorno al 30% delle preferenze. Invece aveva raggranellato miseri 50 seggi, rispetto ai quasi 300 di Cameron.
La seconda, ben più preoccupante, è il famigerato “hung partliament”, cioè il parlamento “sospeso” – ma in inglese hung significa anche impiccato – cioè lo spauracchio della politica dell’Algida Albione.
Per tutta la notte e fino a stamattina i risultati elettorali, pur continuando a dare David Cameron e i conservatori in testa, confermano l’ormai certa situazione di bilico. E infatti il leader dei Tories ha già iniziato a parlare di “disponibilità” ad una coalizione.
Che Cameron sarà il futuro primo ministro del Regno Unito non ci sono dubbi, come riaffermano e rilanciano in continuazione tutti le maggiori tv inglesi, dalla Bbc a Sky, ma la domanda sorge spontanea. Con chi governerà il baldanzoso David?
Con il Liberal-Democratici, che invece erano stati esclusi come partner di coalizione durante la campagna elettorale, oppure con i restanti partitini che hanno raggranellato tutti insieme i venti seggi necessari a costituire un governo?
Intanto la conta continua, ma gli agognati 326 seggi da raggiungere per i Conservatori per la maggioranza assoluta sono al momento – 9.39 del 7 maggio – ancora un miraggio. Fermi a 287 e con poche prospettive di salvezza in corner.

(Piera D’Alessandro)

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