ELEZIONI 1/ I primissimi dati premierebbero il centrodestra



ROMA – Secondo i primissimi dati provenienti dalle urne, le regioni “rosse” non avrebbero problemi a confermare le giunte di centrosinistra (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche), seppur con risultati più modesti rispetto a cinque anni fa, così come le due regioni date per scontate al centrodestra – Lombardia e Veneto – confermerebbero le previsioni e lo schieramento delle giunte uscenti.
Il dato più certo, al momento, è quello della Toscana dove risultano scrutinate quasi il 20% delle schede: Enrico Rossi, candidato del centrosinistra, è al 58,4%.
In Emilia-Romagna il candidato del centrosinistra Errani, secondo le proiezioni Pragma, sarebbe al 52,8% (coalizione al 62,7% cinque anni fa), dato più o meno confermato dalle prime schede scrutinate e la candidata umbra Martini sarebbe al 53,8% (coalizione al 63% cinque anni fa).
Per quanto riguarda le sfide più indecise e attese, in Puglia Nichi Vendola sarebbe avanti, seppur di poco, in Piemonte secondo le prime schede la Bresso è avanti su Cota, nel Lazio la Polverini, nonostante le roventi polemiche sull’assenza della lista del Pdl, starebbe avendo per ora la meglio sulla Bonino. Ma si tratta di cifre ancora molto provvisorie. Massima incertezza in Liguria, dove però il centrosinistra è leggermente avanti.
Al Sud dati ancora frammentari. La Calabria passerebbe al centrodestra. In Campania, seppur di poco, Caldoro (centrodestra) sarebbe in vantaggio su De Luca (centrosinistra).
Le prime proiezioni rileverebbero un vento favorevole al centrodestra. L’Ipsos sottolinea Caldoro al 49,5% rispetto al 46,5% di De Luca. La Pragma assegna un 62% a Zaia in Veneto (Galan, cinque anni fa, aveva vinto con il 50,5%).

(ore 16-17)

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