ESTERO/ Lettera a Berlusconi da italiani residenti in Germania



HANNOVER (GERMANIA) – Sono di questi giorni le notizie relative ai sospetti di broglio elettorale nella zona di Stoccarda e di contatti mafiosi che riguardano Nicola Di Girolamo, che si è ora dimesso dalla carica di senatore (del Partito della Libertà). Penso, che come italiani residenti in Germania sia giusto e necessario far sentire pubblicamente la nostra voce su questo ennesimo scandalo, che – in questo caso – ci tocca in particolare. Tanto più che, in conseguenza di esso, ora si moltiplicano le voci che richiedono un’abolizione generale della possibilità di esercitare il diritto di voto per corrispondenza per gli italiani all’ estero.
Per questo, accolgo con piacere l’invito di Antonio Riccò e Marcella Heine di sottoscrivere la seguente lettera aperta al Presidente del Consiglio da loro formulata da inviare alla stampa.
Il testo della lettera è anche sul sito www.aussorgeumitalien.de unitamente a un formulario per la raccolta delle adesioni.
Questo il testo della lettera.
“Signor Presidente del Consiglio,
con costernazione abbiamo appreso che sussistono pesanti indizi
• che Nicola Di Girolamo, candidato nella lista del “Popolo della Libertà” nella circoscrizione degli italiani all’ estero e ora dimessosi dalla carica di senatore, sia un emissario della ‘ndragheta calabrese e
• che personaggi appartenenti alla ‘ndrangheta siano venuto in possesso di schede bianche di italiani residenti in Germania per inserirvi il nome di Di Girolamo e assicurarsi così la sua “elezione”.
Noi, cittadini italiani residenti in Germania, riteniamo che sia un nostro fondamentale diritto poter partecipare alle elezioni politiche nel nostro Paese. Abbiamo perciò accolto con soddisfazione la possibilità di poter finalmente realizzare questo diritto tramite le rappresentanze consolari. Un broglio elettorale come quello che pare sia stato effettuato nel caso di Di Girolamo costituisce non solo un atto criminale, ma anche un massiccio affronto ai cittadini italiani che risiedono all’estero e si sentono legati all’Italia, e una lesione dei nostri diritti. Finora, infatti, eravamo partiti dal presupposto che le elezioni a cui partecipiamo all’estero si svolgessero correttamente e democraticamente. Siamo perciò sconvolti e indignati, che si vada concretizzando il sospetto che il voto di italiani all’estero sia stato usato per aprire alla mafia calabrese le porte del Senato, uno degli organi legislativi del nostro Paese.
Signor Presidente del Consiglio, ci aspettiamo che Lei chiarisca con urgenza:
• come sia stato possibile che un personaggio come Nicola Di Girolamo venisse a far parte delle liste del “Popolo della Libertà” nella circoscrizione degli italiani all’ estero,
• e quali misure Lei intende prendere per evitare il ripetersi di simili fatti in futuro.
Inoltre ci aspettiamo che Lei dia il Suo pieno appoggio alle autorità giudiziarie nello svolgimento delle indagini, per appurare se e in qual modo Di Girolamo e i suoi mandanti si siano appropriati di schede bianche di emigrati italiani per realizzare un massiccio broglio elettorale.
Se il sospetto di broglio elettorale dovesse confermarsi chiediamo
• che il PdL rinunci ad avvantaggiarsi di voti ottenuti in modo illecito e lasci vacante il seggio già di Di Girolamo, e
• che Lei esprima pubblicamente alle autorità giudiziarie il Suo riconoscimento per aver messo luce sul fatto.
Come cittadini italiani residenti in Germania crediamo sia nostro diritto ricevere al più presto una risposta alla nostra lettera e alle richieste da noi poste”.

Giovanni Pollice (molisano di Capracotta) e altri italiani residenti in Germania

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