ROMA/ Tutto sul piano casa: esigenza di 47mila alloggi



ROMA – Il Comune di Roma scende in campo contro l’emergenza abitativa. Si parte da un dato: sarebbero 46.600 gli alloggi attualmente richiesti dalle fasce deboli (e dal ceto medio impoverito) a Roma. Una stima frutto di un’accurata indagine del Cresme. Il Campidoglio risponde a questi numeri con il “Piano Casa”, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta e presentato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dagli assessori alla Casa Alfredo Antoniozzi e all’Urbanistica Marco Corsini.
Come si procederà nel dettaglio?
Innanzitutto si realizzeranno in tempi rapidi circa 9.000 alloggi che costituiscono il residuo delle previsioni del piano regolatore. A questi se ne aggiungeranno 25.700 previsti dal “Piano Casa” entro cinque anni, di cui 3.000 da destinare all’edilizia residenziale pubblica (Erp). Per altre 11.900 famiglie è prevista l’erogazione di un contributo all’affitto. Si arriva così alla copertura dell’esigenza espressa dall’indagine del Cresme.
Si comincia subito con 167 alloggi dislocati a Lunghezza e Settecamini (acquistati per 32 milioni di euro), disponibili già entro Natale e destinati all’edilizia residenziale pubblica (Erp). A questi se ne aggiungeranno a breve 80: 52 presi dal bando del 2002 sui cambi di destinazione d’uso, i rimanenti 28 pronti entro sei mesi. Entro il 2010 saranno consegnati altri 300 alloggi relativi all’acquisizione di immobili per l’Erp e derivanti da un nuovo avviso pubblico (costeranno all’amministrazione 55 milioni di euro).
Altre abitazioni saranno in vendita a prezzo convenzionato; per quelle in locazione per almeno dieci anni è previsto un patto di futura vendita o a riscatto, fermo restando che in caso di mancato riscatto proseguirà la locazione a canone sociale.
La delibera include, oltre all’acquisizione di alloggi da destinare all’Erp, anche la densificazione di aree edificabili, la modificazione delle destinazioni d’uso e il reperimento di nuove aree dove realizzare alloggi sociali.
Ma la novità più interessante è il canone per gli alloggi in “housing sociale” in locazione per almeno 25 anni: si aggirerà sui 430 euro al mese per una casa costituita da due camere, due bagni, soggiorno con angolo cottura, oltre accessori, per circa 75 metri quadrati. Previste anche abitazioni collettive in locazione temporanea con gestione di servizi comuni (studentati, residenze socio-sanitarie per anziani e diversamente abili, nuclei mono-parentali a basso reddito). Le categorie cui si rivolgono questi alloggi sono i nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o monoreddito; giovani coppie a basso reddito; anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate; studenti fuori sede; soggetti sottoposti a sfratto e immigrati regolari a basso reddito residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale e da cinque nella medesima regione.
L’intervento comunale si concretizzerà in case popolari (Erp, edilizia residenziale pubblica) da dare in affitto e in “housing sociale”, cioè appartamenti a basso costo per famiglie economicamente disagiate, giovani, studenti, lavoratori fuori sede. Vengono poi specificate nel dettaglio le procedure che consentiranno l’attuazione del piano.
Per le case Erp:
– 167 alloggi dall’acquisto di immobili relativi all’avviso pubblico del 20 maggio 2009 (procedure già espletate, la Giunta deve approvare l’acquisizione);
– 300 alloggi con il nuovo avviso pubblico per l’acquisizione di immobili destinati all’edilizia residenziale pubblica, di recente costruzione o ristrutturazione;
– 142 alloggi con il “bando anziani” del 2007 (in via di perfezionamento);
– 350 alloggi da convenzioni tra Comune e privati, a completamento del I stralcio del bando cambi destinazioni d’uso del 2002;
– 150 alloggi da convenzioni tra Comune e privati (completamento II stralcio bando cambi destinazioni d’uso 2002);
– 108 alloggi con l’acquisizione di aree al Quadraro tramite cessione bonaria già concordata (bando pronto, gara d’appalto prevista tra qualche mese);
– 31 alloggi di bio-edilizia nel piano Lunghezzina II – Municipio VIII (bando di gara per progettazione esecutiva e lavori già pubblicato in Gazzetta ufficiale).
– 80 alloggi di edilizia sovvenzionata, da bando per assegnazione comparto F del comprensorio Sdo di Pietralata;
– 286 alloggi derivanti dall’aumento di densità edificabile dei piani di zona, individuati con delibera 65 del 2006 (quota edilizia sovvenzionata), prima fase;
– 92 alloggi derivanti dall’aumento di densità edificabile dei piani di zona, individuati con delibera 65 del 2006 (quota edilizia sovvenzionata), seconda fase;
– 200 alloggi (stima previsionale) derivanti dai cambi di destinazione d’uso di zone urbanistiche di piano regolatore o di “Piani attuativi” e “Programmi urbanistici” già approvati o in corso di approvazione, attraverso bando di evidenza pubblica;
– 250 alloggi (stima previsionale) derivanti da cambi di destinazione d’uso di fabbricati non residenziali, attraverso bando di evidenza pubblica;
– 850 alloggi (stima previsionale) derivanti dall’attuazione dei nuovi “ambiti di riserva”.
Per l’housing sociale:
– 2.472 alloggi derivanti dall’aumento di densità edificabile dei piani di zona previsti dalla delibera di Consiglio comunale n. 65 del 2006, fino ai limiti di sostenibilità urbanistica; (oltre i 6.300 originariamente previsti);
– 2.400 alloggi derivanti dall’aumento di densità edificabile dei piani di zona del II Peep, precedenti alla delibera di Consiglio Comunale n. 65/2006;
– 1.750 alloggi derivanti dalla modifica delle destinazioni d’uso di zone urbanistiche di PRG;
– 1.000 alloggi derivanti dalla modifica di destinazione d’uso di fabbricati non residenziali, da effettuarsi mediante bando pubblico;
– 3.600 alloggi derivanti dalla ricognizione dei Piani o Programmi urbanistici, approvati o in corso di approvazione, che prevedono una quota o la totalità degli alloggi da destinare ad housing sociale (vendita a prezzo convenzionato o locazione a canone concordato o solidale);
– 2.000 alloggi con il programma di riqualificazione degli immobili agricoli (Pria), che ha tra i suoi scopi il reperimento di alloggi da dare in affitto;
– 88 alloggi a Casal Bertone-Ponte Mammolo, grazie allo scambio patrimoniale tra Comune e Cam s.r.l.;
– 360 alloggi (previsione minima) con il bando pubblico per l’assegnazione del comparto F del comprensorio Sdo di Pietralata (area prevista per alloggi in housing sociale);
– 9.000 alloggi (stima previsionale) con i nuovi “ambiti di riserva” (quota edilizia convenzionata).
I diversi casi possibili per gli alloggi in housing sociale:
vendita a prezzo convenzionato / affitto per almeno 25 anni, poi possibilità di cessione a prezzo convenzionato (canone medio: intorno ai 430 euro al mese per un appartamento di 2 camere, 2 bagni, soggiorno con angolo cottura e accessori) / affitto per almeno 10 anni con patto di futura vendita o riscatto (in caso di mancato riscatto, prosecuzione dell’affitto a canone sociale) / abitazioni collettive in locazione temporanea con gestione di servizi comuni (studentati, residenze socio-sanitarie per anziani e disabili, nuclei mono-parentali a basso reddito ecc.).
Le categorie dell’housing sociale (decreto 112/2008, articolo 11):
nuclei familiari a basso reddito (anche mono-parentali o mono-reddito); giovani coppie a basso reddito; anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate; studenti fuori sede; famiglie sottoposte a sfratto esecutivo; immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni sul territorio nazionale o da almeno 5 anni nella medesima regione.
Altre possibilità:
Uso per housing sociale di alloggi privati, già realizzati e rimasti invenduti, proponendo incentivi ai costruttori; impulso all’istruttoria dei nuclei edilizi ex-abusivi (cosiddetti “toponimi”) per incrementare la superficie utile lorda (Sul) a disposizione del Comune, anche accrescendo gli indici edificatori territoriali; valutazione dell’opportunità di realizzare alloggi a costi contenuti ricorrendo a fonti energetiche rinnovabili; individuazione di nuovi “ambiti di riserva a trasformabilità vincolata”, in esecuzione del bando approvato con delibera di Giunta n. 315 del 15 ottobre 2008.

(Pierino Vago – gennaio 2010)

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