ALTRI MONDI/ La Luna? Ci porterà fortuna



ALTRI MONDI/ La Luna? Ci porterà fortuna

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ROMA – Per celebrare il quarantesimo anniversario dell’allunaggio, l’Agenzia spaziale italiana e la Società geografica italiana hanno organizzato lo scorso 17 luglio nella splendida cornice di Villa Celimontana una serata a tema dedicata alla Luna e allo spirito di esplorazione che anima le imprese umane tra le stelle.
Dopo la proiezione del filmato “Apollo 11 sulla Luna” delle Teche Rai, che ha fatto rivivere quelle indimenticabili ore del 1969 che hanno cambiato il mondo, s’è svolto un interessante dibattito “sopra i massimi sistemi” con Roberto Buonanno, presidente della Società astronomica italiana, Enrico Saggese, presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Franco Salvatori, presidente della Società geografica italiana, e Roberto Vittori, astronauta, ottimamente moderato dal giornalista scientifico del Corriere della Sera Giovanni Caprara.
A conclusione della serata, il gruppo astrofili “Hipparcos” ha guidato il pubblico all’osservazione della volta celeste attraverso due telescopi installati sulla terrazza di palazzo Mattei.
Dal dibattito è emerso come la corsa alla Luna, abbandonata da diversi anni (dopo il 1972 nessun uomo ha più messo piede sul suolo del nostro satellite), potrebbe ripartire grazie all’emersione di diversi Stati sul fronte della ricerca spaziale.
La Cina, ad esempio, nel 2003 ha messo in orbita propri astronauti con il razzo Lunga Marcia e nel 2008 ha firmato la missione Shenzhou 7. I cinesi programmano di sbarcare sulla Luna nel 2020.
Nel novembre 2008 l’India ha messo in orbita la sonda Chandrayaan 1 intorno al nostro satellite. L’Indian space research organization prevede di mettere in orbita propri astronauti tra qualche anno e di sbarcare con propri uomini sulla Luna entro il 2020.
Anche il Giappone fa parte del gruppo di Paesi intenzionati a raggiungere il suolo lunare. La prima sonda giapponese sulla Luna è del 1990, una seconda è del 2007, una terza dovrebbe arrivare nel 2013. Per i nipponici entro il 2030 ci potrebbe essere una base umana sulla Luna.
Gli Stati Uniti non stanno con le mani in mano e dopo aver mandato in pensione lo Shuttle (dal prossimo anno, in via definitiva), partirà il programma Constellation, forte del razzo Ares e del modulo spaziale Orion. Obiettivo: oltre la Luna anche Marte, il cui viaggio di arrivo non prevede qualche giorno ma circa otto mesi.
Anche i russi, dopo anni di non esaltanti vicissitudini, hanno ripreso i progetti spaziali.
Infine l’Europa. L’Italia, come ha sottolineato il presidente Saggese, non può certo aspirare a mandare un uomo sulla Luna ma un robot sì. E vederlo sul suolo lunare con la bandiera italiana sarebbe una bella soddisfazione.

(luglio 2009)

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