MOLISE/ Eolico: monta la protesta



ROMA – L’amica Cecilia Ruscitto ci manda una mail in cui sottolinea – di ritorno da un weekend a Petrella Tifernina – un certo smarrimento per aver visto per la prima volta il profilo delle montagne contornato da pale eoliche. “Devo abituarmici… – commenta Cecilia.

L’avvocato Gianlugi Ciamarra da Torella del Sannio (Campobasso) c’informa della manifestazione che avrà luogo domani a Campobasso proprio sul tema dell’eolico. Ecco il testo:
Il comitato per la tutela e la valorizzazione del territorio molisano “A che punto è il Molise?” (Via Garibaldi 85, Torella del Sannio (Campobasso), tel. e fax. 0874-76222, e-mail: [email protected]) organizza per
MARTEDI’ 28 LUGLIO ORE 10,00
A CAMPOBASSO
davanti alla sede del Consiglio regionale del Molise (Via IV Novembre, 87)
UNA MANIFESTAZIONE CONTRO L’EOLICO SELVAGGIO
a cui parteciperanno numerose associazioni (Wwf, Italia Nostra, Coldiretti, Comitato nazionale del paesaggio, Lipu) ed altri organismi del Molise.
Il comitato invita tutti i cittadini ad intervenire numerosi per difendere il territorio molisano dallo scempio perpetrato dai “signori del vento”, gli “arroganti nuovi padroni” del territorio.

Infine il geologo Angelo Sanzò, di Campobasso, ci manda un pezzo sull’argomento, che riportiamo a seguire.

LE NUOVE TECNOLOGIE PER L’EOLICO DEL FUTURO
In merito al dibattito che si è sviluppato intorno alla recente proposta di legge regionale del consigliere Berardo, circa la installazione di nuovi impianti eolici nel Molise, appare evidente la scarsa considerazione mostrata nei confronti di quanto, proprio in questi ultimi mesi, è andato emergendo in
direzione delle nuove tecnologie in questo campo.
Utilizzando un qualunque motore di ricerca su internet, si scopre che, a dir poco, fin dai primi mesi del 2009, è in avanzato stato di sperimentazione un nuovo sistema di aerogenerazione di energia elettrica, detto “Tornado like”.
Si tratta di una macchina per la produzione di elettricità, da fonte eolica, che sostituisce, le ingombranti e antiestetiche pale, con una camera a forma di cono, non più alta di due o tre metri, funzionante in qualunque località, anche in presenza di venti con velocità contenute.
La realizzazione di tale novità tecnologica è opera della “Western co”, società di San Benedetto del Tronto, specializzata in tecnologie rinnovabili, su progetto di un gruppo di ingegneri russi.
I principi fisici, su cui si basa il funzionamento della macchina, sono stati illustrati dal presidente della “Western co”, Giovanni Cimini, in occasione del recente summit, sull’uso delle energie alternative, tenutosi a Firenze.
Si tratta della possibilità di accelerare l’aria in entrata, all’interno del suddetto cono, creando un effetto tornado, da cui il nome, in grado di muovere le turbine e, dunque, gli alternatori elettrici su esse calettate.
Lo stesso presidente ha dichiarato che la fase sperimentale sta per concludersi e che tra pochi mesi la nuova macchina potrà essere installata.
E’ una notizia, a dir poco, rivoluzionaria.
Se un cono dell’altezza di non più di tre metri e del diametro del cerchio di base che, verosimilmente, non va al di là di 1,00 – 1,50 metri, è in grado di prendere il posto in tempi brevi degli attuali, ciclopici ed antiestetici impianti, così come ora li conosciamo, significa che ci troviamo di fronte ad una vera e propria svolta in questo campo.
L’impatto visivo prossimo allo zero, perché facilmente camuffabile e la massima diffusione di installazione possibile sul territorio, anche nei centri urbani, in prossimità di utilizzatori, quali uffici, centri commerciali, luoghi di svago, ecc., magari accoppiati ad impianti di produzione energetica di altra natura, anche per una maggiore flessibilità di approvvigionamento, come il solare e/o il geotermico, cosiddetto, a bassa entalpia, rappresentano la “nuova frontiera” della produzione e consumo di energia del futuro.
Stante così le cose, una pausa di riflessione è d’uopo e una verifica quanto mai opportuna.
Sarebbe come se la pubblica amministrazione avesse assunto in servizio, poco prima dell’invenzione della macchina per scrivere, un bel numero di quegli scrivani che, proprio per la loro bella calligrafia, erano addetti alla trascrizione dei documenti pubblici sui registri ufficiali o dell’acquisto di macchine per scrivere in vista dell’arrivo del computer.
(Angelo Sanzò)
Responsabile Sigea Molise

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