MOSTRE/ Il “molisano” Vaccaro alle Scuderie del Quirinale



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ROMA – Fino al 30 agosto 2009 le Scuderie del Quirinale rendono omaggio al grande fotografo di origine molisana Tony Vaccaro. “Scatti di Guerra. Lee Miller e Tony Vaccaro dallo sbarco in Normandia a Berlino” è il titolo dell’esposizione curata da Marco Delogu e Umberto Gentiloni con il generoso contributo di Reinhard Schultz (Galleria Bilderwelt).
La mostra si concentra sul mese di giugno 1944, quando, sulle spiagge della Normandia, si svolge la fase inaugurale dell’operazione Overlord: oltre 850mila soldati alleati sbarcano sul continente, con l’obiettivo di avanzare verso i confini del Terzo Reich e liberare l’Europa nord-occidentale dall’occupazione nazista. Tra gli inviati di guerra che raggiungono la Francia via mare e si uniscono alle truppe nella lunga marcia di avvicinamento a Berlino, c’è Michelantonio “Tony” Vaccaro (1922), figlio di molisani di Bonefro, giovane soldato della us Army che, come reporter dell’83a divisione di Fanteria, muove i primi passi della propria attività professionale.
Tony Vaccaro sbarca a Omaha Beach il 6 giugno 1944, con un fucile in una mano e una macchina fotografica nell’altra. Nella veste di fotografo-soldato documenta e partecipa all’avanzata alleata attraverso la Francia, il Lussemburgo, il Belgio e la Germania.
Da Zerbst liberata tenta, senza riuscirvi, di raggiungere Berlino per ritrarre l’ingresso delle truppe americane; vi entrerà dopo la resa, raccontando come corrispondente del giornale della us Army “The Stars and the Stripes” i primi mesi del dopoguerra tedesco. Gli ottomila scatti che – in condizioni estreme e disseminate di continui e pesanti ostacoli – Tony Vaccaro realizza nel corso della mobilitazione raccontano, dall’interno, la difficile vita del fronte: il contatto quotidiano e ravvicinato con la morte; le violenze sulla popolazione; la devastazione del paesaggio e di qualsiasi forma di convivenza civile ma anche la solidarietà tra i soldati e le loro condizioni di vita, con un realismo e una assenza di retorica che rende le immagini del “combattente fotografo” uno tra i documenti più autorevoli delle ferite inferte dal secondo conflitto mondiale al Novecento.
Molte le similitudini con la biografia dell’autore. Il suo sentirsi italiano e americano, aver percorso l’Atlantico nei due sensi alla ricerca di risposte a interrogativi attuali e inevasi. Anche nel caso di Vaccaro la guerra è uno spartiacque irrinunciabile, divide la sua esistenza, lo porta fuori dall’Italia per arruolarsi nell’esercito statunitense e lo spinge a cercare – nei tanti dopoguerra – tracce di un’umanità che possa allontanarsi dall’odio e dal terrore. Cammino difficile e irto di ostacoli soprattutto per chi ha conosciuto, raccontato e fotografato la guerra nei suoi risvolti peggiori. Un giovane soldato con la passione per la fotografia deve documentare e conservare, fissare scene e momenti tragici, descrivere feste e libertà ritrovate. Un fotografo inquieto e curioso. La sua Argus C-3 apre piccole finestre su un mondo in fiamme che tenta di ritrovare la strada della ragione e del dialogo. La forza della fotografia si scontra con il difficile ricorso alle parole, o alle spiegazioni artificiali.
La mostra è allestita nelle sale del primo piano delle Scuderie del Quirinale. Per introdurre il visitatore alla più imponente campagna offensiva della storia militare contemporanea, la prima sala è dedicata allo sbarco in Normandia: fotografie aeree realizzate dai reparti di reconnaissance dell’aviazione alleata, provenienti dai National Archives and Records Adminitrations (nara) statunitensi e dai National Archives britannici. Nelle sale successive viene esposta, in parallelo e in sequenza cronologica, una selezione delle fotografie di Lee Miller (pareti di sinistra) e di Tony Vaccaro (pareti di destra): precedute da una puntuale ricostruzione dei percorsi che conducono i due reporter dalla Normandia alla Germania, un centinaio di immagini dei momenti maggiormente rappresentativi della loro esperienza di guerra e delle prime fasi del difficile dopoguerra europeo.
La biografia. Tony Vaccaro (Michelantonio Celestino Onofrio Vaccaro) nasce il 20 dicembre 1922 a Greensburg, in Pennsylvania. La sua famiglia, originaria del Molise, torna in visita a Bonefro nel 1925. La prematura scomparsa di entrambi i genitori costringe Tony e le due sorelle a rimanere in Molise fino alla fine degli anni Trenta.
A Bonefro è legata l’adolescenza di Vaccaro; un’esperienza da cui nasce un profondo legame tra lui e la «sua terra» molisana e tra lui e gli uomini di quella terra, segnando non solo la sensibilità dell’uomo, ma anche una parte importante della sua futura produzione artistica.
Vaccaro comincia a interessarsi di fotografia quando frequenta il liceo. È tra i primi a utilizzare una tecnica fotografica basata sulla velocità di scatto della macchina nel tentativo di cogliere le “reali” e spontanee espressioni dei soggetti.
Tornato in America nel 1939, si arruola nell’Esercito degli Stati Uniti. Inviato nel settembre del 1943 a Camp Van Dorn, in Mississippi, ottiene il permesso di realizzare un primo book sulla vita del suo battaglione. Nell’aprile del 1944 è inviato in Inghilterra con l’83a Divisione di Fanteria. Prende parte allo sbarco in Normandia e alla progressiva liberazione dell’Europa occidentale. Attraversa il Lussemburgo e il Belgio, combatte nella battaglia delle Ardenne; partecipa alla conquista della Germania, dalle rive del Reno alle porte di Berlino.
Nel corso del conflitto, Vaccaro scatta oltre 8.000 fotografie, alcune inserite in questa mostra, per la prima volta in Italia (esposte a partire dal 1994 in vari paesi europei dalla Galerie Bilderwelt di Berlino). Nel 1945 decide di rimanere in Europa come fotografo del giornale dell’esercito americano, The Stars and Stripes. È in questi anni che la produzione di Vaccaro si allarga, accentuando alcuni degli elementi già presenti nelle fotografie della guerra (una selezione nel volume Entering Germany, 2001). Vaccaro attraversa l’Italia, la macchina da presa allarga e restringe il campo, focalizzando la sua attenzione sulla vita quotidiana nelle città e nelle campagne durante il dopoguerra e la ricostruzione. Una parte del lavoro sarà poi inserito nella raccolta La mia Italia. Nascita della Repubblica del 2008.
Rientrato negli States nel 1949, deluso dagli studi accademici, comincia a lavorare per i periodici Flair, Look, Venture e Life.
Torna a Roma una prima volta nel 1954, rimanendoci due anni come corrispondente di Time Life. Rientra a New York dove oltre a continuare a lavorare come freelance per numerose riviste comincia a esporre i propri lavori. Nel 1963 riceve la Medaglia d’Oro dall’Art Directors’ Club di New York per la migliore fotografia di moda a colori. Tony è il primo fotografo a riprendere una modella di colore.
Nel 1964 si trasferisce di nuovo a Roma per rimanerci sino alla fine degli anni Sessanta, corrispondente di diversi giornali. Dal Matrimonio con Anja Lehto nascono Francis e David. Vaccaro continua a compiere frequenti viaggi a Bonefro e in altre zone d’Italia, occupandosi dell’industria del cinema, dello spettacolo e della moda e fotografando, tra gli altri, Loren, Chaplin, Brando, Dietrich, Gable, Fellini, Magnani, Picasso. Nel 1969 riceve la Medaglia d’Oro per la migliore fotografia a colori nel mondo dal World Press Association, La Hague, Olanda.
Rientrato in America, affianca al lavoro di fotografo la docenza in fotografia alla Cooper Union di New York.
Oltre ad avere ricevuto molti premi e riconoscimenti, le opere di Vaccaro sono presenti in numerose collezioni private e nei più importanti musei del mondo, il Metropolitan di New York, la George Eastman House di Rochester (NY) e il Centre Pompidou di Parigi.
Tony Vaccaro, che oggi ha 87 anni ed è tornato nel “suo” Molise per fotografare il terremoto del 2002 (che ha seriamente danneggiato anche Bonefro), vive a Long Island City (New York).
Dove. Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio 16, Roma (di fronte al Quirinale).
Con l’autobus: 170-36-360-37-38-40-60-61-62-64-70-H
Con la metropolitana: metro A (fermata P.za della Repubblica), metro B (fermata Cavour)
Dalla Stazione Termini, piazza dei Cinquecento, recarsi alla fermata Termini (Ma-Mb-Fs) , prendere la Linea 40 (P.za Pia/Castel S. Angelo) per 2 fermate e scendere alla fermata Nazionale/Quirinale, a piedi per 100 metri fino alle Scuderie del Quirinale.
Tutti i giorni dalle 17.00 alle 24.00. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura.

(foto: Molisecinema)

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