TASSINARI/ A Roma arriva il “galateo”



ROMA – L’abito non fa il monaco ma potrebbe fare il tassista. E’ stata, infatti, approvata a Roma, all’unanimità, quindi in forma bipartisan, la mozione del Pdl sul “decoro dei tassisti”. Nel documento si richiede “un abbigliamento consono alla logica della decenza” in quanto anche i “tassinari” costituirebbero un simbolo della città eterna (anche se la maggior parte di loro ha origini molisane e abruzzesi). Niente divisa, ma pantaloni lunghi, scarpe chiuse e una t-shirt perché, spiegano, il servizio pubblico “è un biglietto da visita per i turisti”. Addio quindi a canottiere, pinocchietti, scarpe aperte, infradito o ciabatte.
Ad avere l’idea della mozione è stato il consigliere Maurizio Berruti (Pdl). In sostanza ha raccolto qualche malumore per abbigliamento più da spiaggia che da città turistica – complice anche il caldo – da parte dei guidatori di auto pubbliche. “Non dimentichiamoci che il taxi è un servizio pubblico: sugli sportelli delle auto bianche è affisso il simbolo del Comune di Roma. Il taxi è un biglietto da visita per i turisti: non possiamo permettere che gli stranieri in visita a Roma siano accompagnati da tassisti con la canotta dalla quale spunta il petto villoso”.
Insomma per i tassisti, almeno nelle intenzioni, un cambio di look e bon ton sui taxi. Del resto la giunta Alemanno deve trattare con i “guanti di velluto” questa categoria che ha contribuito non poco alla vittoria del centrodestra a Roma dopo i continui attriti con la giunta Veltroni

(luglio 2009)

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