Film “Religiolus”: iniziano le polemiche



ROMA – Si chiama “Religiolus” e scaturisce dalla contrazione delle parole “Religion” e “Ridiculous”. Insomma, già dal titolo il film-documentario americano di Larry Charles sugli “eccessi” della religione è una provocazione a tutto tondo. Presentato al Festival di Torino e nelle sale tra qualche giorno, il film sta già scatenando reazioni soprattutto negli ambienti cattolici. Il dito, per ora, è puntato contro i manifesti promozionali dove sono ritratte tre scimmie con i copricapo simbolo di tre confessioni religiose. La prima a scendere in campo è un’associazione ultracattolica denominata “Veralibertà”, che fa proselitismo soprattutto su Facebook e attraverso un blog. Rivendica di aver oscurato decine di manifesti pubblicitari perché ritenuti oltraggianti. Ha affisso strisce nere adesive con scritto “Ateo No” e “Vergogna”. Insomma, un tentativo di boicottare la campagna pubblicitaria del film che potrebbe però rivelarsi un boomerang, come spesso avviene in questi casi. “Dopo i manifesti pubblicitari dell’UAAR sugli autobus di Genova – spiega una nota dell’associazione – un’altra minaccia alla fede giunge, dopo pochi giorni, dal mondo del cinema. Una locandina ridicolizza in una sola immagine, in un’estrema sintesi, le tre religioni abramitiche, Cristianesimo, Ebraismo, Islam, nello scopo di promuovere un film in uscita nelle prossime settimane che ha come tema proprio la religione. La rappresentazione più che ridicolizzante è oltraggiante, nei confronti delle massime figure “istituzionali” (rappresentate in veste di primati), nei confronti di tutti i credenti, e infine nei confronti dei valori che sottendono i rispettivi credi. Possiamo supporre – continua l’associazione – che il poster in questione sia solo una leggera anticipazione dei contenuti e dei toni della pellicola Religiolus. Noi crediamo – conclude la nota – che un manifesto di questo tipo, sotto gli occhi di tutti, offenda molti. Chiediamo perciò innanzitutto l’abolizione della suddetta immagine. In secondo luogo, esortiamo le autorità competenti a vigilare sui contenuti della pellicola in oggetto per evitare che siano veicolati messaggi empi o amorali”. “Si tratta ovviamente di un tentativo di malcelata censura – commentano i distributori italiani del film. “Religiolus – sottolineano alla Eagle Pictures – è un film che parla ai giovani e utilizza pertanto un linguaggio schietto e irriverente, come schietta e irriverente è la campagna pubblicitaria”. Il film segue il comico Bill Maher (“Real Time with Bill Maher”, “Politically Incorrect”) nei suoi viaggi presso i siti religiosi del mondo e nelle sue interviste con numerosi credenti, sul tema di Dio e della religione. Noto per le sue abilità analitiche e per la sua caratteristica irriverenza, Maher applica la sua proverbiale onestà e il suo tipico senso dell’ironia al tema della fede, trasportandoci in un provocatorio e turbolento viaggio spirituale. Regista della pellicola “incriminata” è Larry Charles, già autore di “Borat”. I due hanno raccontato motivazioni ed esperienze che hanno accompagnato la realizzazione di un film dissacratore della religione. “Sin dai miei esordi con Politically Incorrect, nel 1993 – ha spiegato Maher – e durante gli ultimi quindici anni è stato un piacere fare della religione organizzata uno dei miei bersagli preferiti. Spesso spiegavo alle persone, “Non ho bisogno di prendere in giro la religione, lo fa già benissimo da sola”. E poi invece iniziavo a prenderla in giro, così, tanto per ridere. Con fanatici della religione come George Bush e Osama Bin Laden che controllano il mondo, mi è sembrato che negli ultimi anni questo tema, il tentativo, cioè, di demistificare l’uomo che si nasconde dietro al sipario, necessitasse di un forum più ampio, più tenace e meglio mirato, rispetto ai programmi televisivi notturni. Volevo fare un documentario e volevo che fosse divertente. Non esiste niente di più ridicolo delle antiche storie mitologiche che ancora oggi sopravvivono sotto le sembianze delle religioni e lo scopo di questo film è proprio quello di cercare di essere estremamente divertente. A meno che, ovviamente, non siate religiosi, in tal caso, allora, il film potrebbe non essere di vostro gradimento”. Soprattutto negli Stati Uniti, la religione è uno dei bersagli preferiti dai comici. Le battute a sfondo religioso, insieme a quelle politiche, sono le più efficaci, garantiscono gli addetti ai lavori. I mormoni, ad esempio, sono spesso oggetto di ilarità. Non c’è reticenza a parlare della verginità della Madonna o del frutto proibito di Adamo ed Eva. Spiega l’autore: “In cosa credete, perché ci credete e perché avete bisogno di crederci? Possiamo riuscire ad essere buoni senza Dio? La religione è una vocazione o piuttosto una malattia mentale? Gesù, Mosé e Maometto erano dei profeti, dei visionari oppure degli squilibrati mentali che ai giorni nostri sarebbero finiti in manicomio? La religione è un disordine ossessivo-compulsivo? Il comico, acido cronista, narratore, scettico, ricercatore Bill Maher ed io siamo partiti alla ricerca delle risposte a tutte queste domande, in questo scandaloso, insolente, irriverente, oltraggioso e sconcertante film di nonfiction sulla più grande fiction mai raccontata. Dal Muro del Pianto al Vaticano, dai sedicenti messia ai sedicenti Paria, smaschereremo non solo l’ipocrisia e la corruzione all’interno della religione organizzata, ma anche la sconvolgente e divertente logica che la mantiene assieme. Parleremo con uomini del clero, estremisti, studiosi, politici, ex-truffatori, con il comune uomo della strada e anche con l’uomo che sta lì sù (ebbene sì, intervisteremo anche Dio). Il divertimento sarà spaventoso, lo spavento sarà estremamente divertente. La pazzia sembrerà sensata e ciò che è sensato apparirà assolutamente e innegabilmente folle. Ogni linea di confine apparirà sfocata. Ci spingeremo a fondo, al di sopra, dietro e davanti alla religione”. Vedremo la reazione di chi viene chiamato in causa. (P.V.)

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