Roma: altro che saldi, fila per le mostre



ROMA – Le bancarelle di piazza Navona. I presepi per tutti i gusti nelle chiese e, per i più laici, quello ambientato nella città papalina esposto dietro una vetrata in piazza del Campidoglio. E, novità di questi scampoli del periodo natalizio, lunghissime file non solo per i saldi ma soprattutto davanti alle entrate delle mostre. E’ questo il fenomeno, imprevedibile per intensità, che sta caratterizzando le fredde giornate romane di gennaio, incuriosendo soprattutto i passanti impegnati nello shopping. La cosa più sorprendente è che le principali mostre sono ormai in cartellone da diverse settimane. Per alcune, anzi, i battenti sarebbero dovuti essere in fase di chiusura. Come per la mostra sugli Etruschi al Palazzo delle Esposizioni. Che invece, proprio per il grande afflusso e per le numerose richieste del pubblico, resterà aperta fino all’8 marzo grazie ad un accordo tra Azienda Palaexpo, Regione Lazio e Comune di Roma. Il primato dell’interesse artistico davanti all’entrata delle Scuderie del Quirinale: oltre duecento metri di ordinata fila per innamorarsi dei quadri di Giovanni Bellini. Nonostante la mostra sia aperta da fine settembre, l’afflusso è crescente. Qui si chiuderà l’11 gennaio perché a febbraio è attesa l’esposizione sul futurismo. Scontato un altro successo. Anche a via del Corso grande viavai per ammirare sia le quaranta opere di Jean-Michel Basquiat, ospitate dalla Fondazione Memmo a Palazzo Ruspoli, sia i pittori fiamminghi e olandesi al Museo del Corso. Non solo stranieri e turisti italiani. Anche tanti romani, driblando tentazioni meno nobili, dedicano i propri pomeriggi ai tour culturali. Analoghe scene al Vittoriano per Picasso e al Colosseo. Mentre vengono particolarmente graditi gli originali “pacchetti” di visite guidate per genitori e laboratori didattici per bambini offerti dai musei capitolini. Le guide turistiche sono soddisfatte, gli albergatori pure: si lavora. E tanto. Le grandi mostre polarizzano interesse e fanno da volano all’industria turistica. Insomma, sarà il disfacimento dei programmi televisivi e la non esaltante offerta delle sale cinematografiche, ma la cultura si sta prendendo concrete e visibilissime rivincite. E Roma, anche con il freddo e lo stress da file, appare più bella che mai. Del resto meglio pazientare un’ora per il Giambellino che non per l’impiegato dei conti correnti postali di via Taranto.
(Giampiero Castellotti)

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