Radiologia e i suoi problemi



LARINO (CAMPOBASSO) – Come annunciato precedentemente è intenzione del Comitato far sapere in dettaglio come il Vietri vive la sua notevole precarietà e di come sono aumentate le difficoltà per tutti i reparti e i servizi diagnostici.
Oggi iniziamo parlando di radiologia. Provate, per esempio, a prenotare un esame diagnostico radiologico ordinario e vi accorgerete che da un tempo di attesa di una settimana occorrono, ormai, due mesi e mezzo per poterlo effettuare. Una situazione destinata a peggiorare allorquando, come sta avvenendo al “Vietri” negli ultimi 12 mesi i radiologi si sono ridotti da 5 a 3; i tecnici effettivi sono solo 4 più due esonerati dalla reperibilità e altri 3 operanti in regime di part-time; un portantino è in dotazione solo la mattina. Andando alle origini del problema si scopre che, pur in presenza del pensionamento imminente di una unità medica, non si adotta alcun provvedimento per la sua sostituzione. Sembrerebbe che piuttosto assumere nuove unità si privilegia, di fatto, la pratica del “gettone” per prestazioni aggiuntive. Un sistema che fa lievitare di molto la busta paga di qualche medico (anestesisti, cardiologi) ma che non assicura ai pazienti l’efficienza e la qualità delle prestazioni che si avrebbe con personale effettivo e non in regime di straordinario. Se è vero, inoltre, che al “S. Timoteo” tutte le prestazioni radiologiche effettuate per pazienti ambulatoriali vengano considerate come prestazioni aggiuntive effettuate solo di pomeriggio, che faranno sì lievitare gli stipendi degli operatori della radiologia di Termoli ma con risultati qualitativi sicuramente non adeguati(ci si chiede come può oggettivamente un operatore, che ha svolto già il suo turno la mattina, eseguire prestazioni nel pomeriggio per altre sei ore e probabilmente assicurare anche la reperibilità). Questa, si badi bene, è solo la punta di un iceberg che appare sempre più ingovernabile e la cui massa informe è costituita peraltro anche dall’istituzione di una facoltà di medicina, presso l’Università degli Studi del Molise (recentemente sanzionata dalla Corte dei Conti) che, unica in Italia, anziché essere finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, viene sostenuta con il fondo sanitario destinato alla nostra Regione. Dato il desolante quadro della situazione, la domanda è: la dott.ssa Mastrobuono, sub-commissario ministeriale, sta lavorando per rendere virtuosa la sanità molisana o sta rallentando il riordino ? Intanto Iorio dichiara ufficialmente che per risanare la sanità la Regione Molise sarà costretta a utilizzare i fondi FAS, che dovevano essere destinati per la spesa in investimenti e invece si dirottano per coprire spesa corrente della sanità, ad aumentare ancora di più le tasse (si ricorda che i molisani sono i cittadini più tassati d’Italia) e a vendere il proprio patrimonio immobiliare. Si fa presente a riguardo che in qualche determina dirigenziale, di qualche mese fa, si paventa anche la vendita dell’immobile che ospitava il Vietri qualche anno fa. Forse chi gestisce l’Asrem non è a conoscenza che l’edificio in questione è frutto di una donazione di un privato con il vincolo di destinarlo ad attività sanitaria e con particolare riferimento agli indigenti. Sempre il Presidente Iorio, qualche giorno fa, ha dichiarato di voler costruire un nuovo ospedale tra Isernia e Venafro. Ma con quale obiettivo? Per elargire incarichi agli amici progettisti e farne una nuova cattedrale nel deserto?
Ad oggi si può solo constatare che i provvedimenti adottati nella nostra Regione hanno prodotto nient’altro che aberrazioni. Se, dunque, è questa la sanità che si vuole offrire ai molisani, il Comitato per la difesa dell’Ospedale “Vietri” di Larino si dichiara pronto a nuove e più eclatanti forme di protesta a salvaguardia della pari dignità di tutti i cittadini.

Il Comitato per la difesa dell’ospedale Vietri (febbraio 2010)

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