Nuovo volume su Vincenzo Cuoco



ROMA – Vincenzo Cuoco, uno dei più grandi intellettuali meridionali a cavallo tra settecento e ottocento, rivive nella collana “Scritti editi e inediti su statistica e pubblica amministrazione”, raccolta dei testi che il politologo molisano nato a Civitacampomarano (Campobasso) ha dedicato alla statistica e alla pubblica amministrazione. I volumi sono editi da Laterza di Bari e curati da Luigi Biscardi e Antonino De Francesco. L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Campobasso in occasione del Bicentenario della Provincia di Molise (1806-2006) nell’ambito del protocollo d’intesa con l’Associazione Vincenzo Cuoco, che ha già portato alla pubblicazione del “Platone in Italia” e dell'”Epistolario”. L’edizione degli scritti cuochiani si prefigge di colmare un vuoto negli studi dedicati alla personalita’ di Cuoco, presentando sotto il segno di un progetto culturale unitario interventi che pure videro la luce in contesti geografici e situazioni personali diversi.
Nell’insieme questi scritti concorrono compiutamente a delineare il profilo di Cuoco, esemplare di una generazione intera, il cui impegno intellettuale e di governo, sia nella stagione milanese sia negli anni napoletani, fu sempre volto a coniugare l’eversione dell’antico regime con la riaffermazione di una specifica identità italiana- sottolineano Biscardi e De Francesco.
L’Epistolario di Cuoco (1790-1817), pubblicato nel 2007, presenta per la prima volta in circa 460 pagine la raccolta completa delle lettere scritte e ricevute da Vincenzo Cuoco. Grazie alla pubblicazione integrale delle missive precedentemente edite spesso solo in forma parziale, e all’aggiunta di una nuova serie di lettere individuate nelle biblioteche italiane, l’Epistolario contribuisce a gettare nuova luce sulla biografia umana ed intellettuale del molisano nelle sue varie tappe (gli anni vissuti a Napoli prima della rivoluzione del 1799, quelli trascorsi a Milano – i più importanti per la sua produzione letteraria – e poi quelli del ritorno nella capitale del Regno meridionale, ormai sotto i Napoleonidi). In tal modo è possibile indagare con maggiore ampiezza, oltre alla dimensione intellettuale, i rapporti con i familiari, innanzitutto il fratello Michele Antonio, con gli amici (per esempio Giuseppe Bossi e Vincenzo Monti), con la galassia di esuli che avevano partecipato agli avvenimenti rivoluzionari, con gli uomini che, dopo il suo ritorno a Napoli, hanno dato una spinta alla politica di ammodernamento dell’amministrazione statale avviata durante il decennio francese. La pubblicazione è in vendita a 30 euro.
“Platone in Italia”, edito nel 2006, in 832 pagine offre uno scavo nell’erudizione dello scrittore, alla ricerca dei tanti testi, classici e moderni, a cui egli si rifece per sostenere la propria tesi di un antico primato italiano nel campo dei saperi. Tutto ciò garantisce la lettura del progetto politico alla base dell’impegno di Cuoco e il quadro del contesto letterario nel quale quest’opera trovò collocazione. Una riproposizione del Platone in Italia che tiene in equilibrio la dimensione storiografica e quella letteraria, molto insistendo, in pari tempo, sulla cura filologica: la lettura della proposta politica alla base dell’impegno di Vincenzo Cuoco e il quadro esauriente del contesto letterario nel quale l’opera trovò collocazione sono affiancati da un grande scavo nel terreno dell’erudizione, alla ricerca dei tanti testi, classici e moderni, che vennero utili all’autore per sostenere la sua tesi di un antico primato italiano nel campo dei saperi. Il risultato è una lettura del testo cuochiano priva di luoghi comuni e lenti deformanti, tutta declinata sotto l’auspicio di ricondurlo al tempo nel quale vide la luce e dei cui sviluppi storico-culturali fu al tempo stesso interprete e promotore. La pubblicazione è in vendita a 45 euro ma non è attualmente disponibile (e non se ne capisce il perché).
Nel 2002 sono stati infine pubblicati, sempre a cura di Luigi Biscardi e Antonino De Francesco, gli atti del convegno su “Vincenzo Cuoco nella cultura di due secoli”, tenutosi a Campobasso nel gennaio 2000 nell’ambito delle celebrazioni del Bicentenario del 1799.
I testi documentano, in 378 pagine, un percorso di studi e ricerche mirati a ricostruire il rilievo e l’incidenza dell’opera dello scrittore molisano nella vicenda intellettuale d’Italia nell’ottocento e nel novecento. Nella riconsiderazione critica dei modi e degli esiti della lettura dell’opera cuochiana nei due secoli, storici di diverse generazioni e di varia formazione culturale ne ridefiniscono significato e valore come cardine di orientamento storiografico e, insieme, come adeguato paradigma per più penetranti valutazioni dei problemi politici che hanno attraversato la nostra storia nazionale e continuano a segnarne il non facile cammino. Il prezzo di copertina è di 26 euro. Questi gli interventi: introduzione di Luigi Biscardi, “Cuoco lungo due secoli” di Fulvio Tessitore, “L’infortune de Cuoco en France” di Maïté Bouyssy , “La stagione napoleonica – Parigi, 1807: Bertrand Barère traduce Vincenzo Cuoco” di Anna Maria Rao, “Cuoco in Germania” di Marco Meriggi, “Il giornalismo di Vincenzo Cuoco, tra Milano e Napoli” di Domenico Conte, “Una nuova «eloquenza popolare»: Vincenzo Cuoco e Ugo Foscolo tra dibattito politico e riforma letteraria” di Christian Del Vento, “Le idee linguistiche di Vincenzo Cuoco e le varianti tra le due redazioni del «Saggio storico»” di Rita Librandi, “Il rilievo dell’opera di Cuoco nella cultura politica del Mezzogiorno napoleonico, 1806-1821” di Raffaele Pittella, “Il Risorgimento – Botta e Cuoco: un tradimento?” di Maria Pia Donato, “Cuoco e il «platonismo» italiano: il «Mario Pagano»” di Terenzio Mamiani di Annalisa Nacinovich, “L’Italia liberale – Cuoco nella «Storia della letteratura italiana» di De Sanctis” di Gennaro Maria Barbuto, “L’«Italia antiliberale»: l’opera di Vincenzo Cuoco nella riflessione di Pasquale Turiello” di Aurelio Mus, ” Cuoco e Zanardelli: i percorsi accidentati di un’opinione pubblica liberale in formazione” di Roberto Chiarini, “Tra le due guerre – Alle origini della scrittura laica. Modelli letterari e storiografici nell’opera di Vincenzo Cuoco” di Emma Giammattei, “La difficile strada sulla via della nazionalizzazione: Cuoco e Volpe” di Federico Guidotti, “Il «pedagogista politico» di Gentile” di Gabriele Turi, “La fortuna di Vincenzo Cuoco nella scuola fascista” di Monica Galfré , “Rileggere il Risorgimento, rintracciare le origini del fascismo: l’opera di Cuoco nella riflessione di Antonio Gramsci” di Gianpasquale Santomassimo. Conclusioni. Fortune e sfortune di Vincenzo Cuoco nel dopoguerra (Umberto Carpi, Piero Craveri, Marcello Verga, Giuseppe Giarrizzo, Giuseppe Galasso) – Postfazione di Antonino De Francesco.

(Maria Di Saverio)

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