Gru ferita in Molise



PETACCIATO (CAMPOBASSO) – Violento, ovviamente. Capace di acquisire forza e personalità soltanto con un fucile in mano. Ignorante, chiaramente, perché chi non rispetta un altro essere vivente, per giunta indifeso, non conosce e non può apprezzare. Solo, isolato, o al limite circondato da suoi simili, naturalmente, perché una persona del genere non può godere dell’amicizia, della stima ma anche della semplice interazione con un’altra persona con un po’ d’intelletto. Ce lo immaginiamo così quel "genio" che ha sparato ad una gru, probabilmente sui cieli molisani. Alcuni agricoltori hanno trovato l’animale ferito a Petacciato dove, secondo alcune testimonianze, da alcuni giorni stazionava nei campi insieme ad altri quattro esemplari.
L’animale è ferito ad una delle ali. Ha le falangi amputate. Non può quindi volare. Non potrà più farlo. Per sempre. Grazie al "genio" che gli ha sparato, la gru trascorrerà il resto della vita a terra, in un parco del Lazio, in compagnia di altri sfortunati esemplari. E ce ne sono tanti, purtroppo. Specie protette che però rimangono ferite a vita sotto i colpi di arma da fuoco dell’imbecille di turno.
La gru, animale splendido, elegante, alto fino a 130 centimetri, con un’apertura alare di oltre due metri, emblema delle migrazioni, che si muove dalle regioni nordafricane a quelle nordeuropee, è vittima dell’ennesimo atto dissennato e gratuito di cieca violenza.
Lo sanno bene alla Lipu, la Lega italiana protezione uccelli, che accoglie ogni giorno in tutta Italia decine e decine di animali feriti dall’idiozia umana, da gesti di puro egoismo. Il Centro recupero della fauna selvatica di Casacalenda (Campobasso), gestito dalla Lipu, ha accolto la gru e le ha assicurato le prime cure veterinarie. L’animale, però, non potrà tornare a fare ciò che l’uomo ha sempre sognato: volare.

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