A Roma il libro del molisano Tanzj



ROMA – Sarà presentato a Roma mercoledì 11 marzo alle ore 18,00 al Caffè Letterario di via Ostiense 95 il romanzo "Un Paradiso triste" dello scrittore agnonese Francesco Paolo Tanzj. Per l’occasione verrà intervistato da Deborah D’Agostino e sarà presente Plino Perilli.
Il titolo del volume, "Un Paradiso triste", è ossimorico, ma il contenuto – nel suo dipanarsi a tre voci saldamente dominate dall’autore – è lo specchio limpido di tre personalità, ciascuna a suo modo complessa, che incarnano altrettanti "tipi" che animano la società contemporanea: un professore di Filosofia, uno studente ed una madre. Il mondo della scuola in un liceo romano a fare da sfondo ad un intreccio che, nella valenza marcatamente psicologica, porta le esistenze dei tre protagonisti, in uno qualunque dei duecento giorni di cui si compone un anno scolastico, ad un incontro, che non è solo fisico – l’ospedale in cui Giulio, lo studente, viene ricoverato in seguito ad un incidente in motorino – ma è ancor più forzata occasione per far luce su situazioni personali e riprendere ciascuno con consapevolezza maggiore il proprio percorso di vita ed il proprio ruolo nella società.
Un romanzo, prima prova del genere per Tanzj, già autore celebrato di quattro raccolte di poesie, di un saggio romanzato, di un cd poetico-video-musicale e promotore di readings nazionali di poesia contemporanea, che si colloca stabilmente fra i romanzi di formazione di ultima generazione e che si contraddistingue per un registro linguistico fortemente aderente al vissuto e alle aspirazioni dei personaggi e per un sapiente scavo interiore, che scandaglia lucidamente situazioni – tutte del quotidiano – che nella loro usuale ripetitività appartengono al professor Ferri, a Giulio e a sua madre Gabriella, ma che fotografano realisticamente ogni professore, ogni adolescente ed ogni madre di oggi, impegnati dalla società in stereotipi, che tuttavia si rivelano non appartenere loro del tutto e che generano invece in chi, come i protagonisti, alza la testa e si ascolta da dentro frustrazione, delusione, amarezza del limite ma anche attesa del domani, in una tensione interiore, che muove all’azione ma "unidirezionale" ma – nelle riflessioni finali del professor Ferri, in cui non fatichiamo a riconoscere le magnifiche idealità del nostro autore – "può anche diventare un agitarsi a vuoto e senza senso".
Tutto ha però senso – e ben lo sappiamo – se ogni cosa ha il nostro sapore e trasmette agli altri la nostra impronta, pur a fronte della disillusione che soffoca spesso lo slancio e arresta le gambe. E questo libro ha un sapore ed un’impronta che per nulla si confondono: le sue pagine fanno annuire i docenti – quanta lucida disamina -, compiacciono gli studenti, che si ritrovano in tantissimi comportamenti e modi di pensare e sostengono infine le madri, ritratte nel loro ormai difficilissimo triplo ruolo di madri, mogli e donne. Prova riuscitissima, dunque.

Francesco Paolo Tanzj
Un Paradiso triste
Edizioni Tracce, Pescara

(Ida Di Ianni)

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