Colavita (olio) su “Repubblica”



Colavita (olio) su "Repubblica"

L’inserto "Affari e Finanza" del quotidiano "La Repubblica" ospita un articolo sull’azienda molisana Colavita, settore olio. Il presidente del gruppo, Enrico Colavita, racconta l’impresa di famiglia. Ecco il pezzo…

Colavita, dal Molise agli States il mercato va liscio come l’olio

MILANO – La conquista del mercato statunitense è una delle sfide più difficili per le aziende alimentari italiane, come hanno dimostrato numerosi insuccessi degli ultimi anni. Perché occorre fare i conti non solo con i differenti gusti dei consumatori, ma anche con un mercato della grande distribuzione spesso difficile da penetrare arrivando dall’Europa. L’impresa è riuscita a Colavita, azienda produttrice di olio proveniente al 100% da olive italiane, che ha giocato proprio la carta della qualità italiana per conquistare a piccoli passi il mercato più ambito. «La scelta di puntare sul mercato statunitense risale alla fine degli anni Settanta, quando cercavamo mercati alternativi a quello interno, già allora maturo», spiega Enrico Colavita, presidente del gruppo e già numero uno di Federalimentare. «Allora non c’era spazio per una novità nella grande distribuzione americana, anche perché parliamo di un periodo in cui nell’area non si riscontrava l’interesse odierno per la dieta mediterranea».
Così i primi approcci sono stati con i ristoratori e i grandi chef, ai quali veniva presentata la qualità del prodotto, accompagnata da schede esplicative delle tecniche di produzione. Un approccio che mescolava educazione culturale alla cucina italiana con promozione del prodotto. Dopo qualche anno è partita la vendita ai consumatori statunitensi, cominciando dalle comunità di immigrati italiani ed europei. Fino allo sbarco nella grande distribuzione attraverso Colavita Usa, azienda che ha acquisito la licenza per distribuire il prodotto in Nord America.
Una realtà che non ha visto la famiglia italiana tra gli azionisti fino allo scorso gennaio. «Dopo 30 anni abbiamo deciso di prendere le redini della società acquisendo l’80% del capitale per diventare protagonisti diretti del mercato americano», commenta Enrico Colavita. Un accorciamento della catena motivato con l’obiettivo di rafforzare la presa sul mercato nordamericano in un periodo di recessione che sta cambiando i parametri dell’industria alimentare.
Gli Stati Uniti sono il principale mercato di destinazione per i prodotti dell’azienda molisana, seguito da Canada, Australia, Brasile e Giappone. Complessivamente, l’export rappresenta l’80% delle vendite del gruppo, che ha chiuso il 2008 con un giro d’affari intorno agli 80 milioni di euro, in linea con i valori del 2007.
Una storia iniziata nel 1938 con un piccolo frantoio a Sant’Elia a Pianisi (Campobasso) e cresciuta attraverso tre generazioni di imprenditori familiari, con l’apertura di stabilimenti produttivi a Campobasso e Pomezia. «Stiamo già lavorando per lasciare il testimone alla quarta generazione», prosegue Colavita, «con l’obiettivo di internazionalizzare ulteriormente il business».
In un settore competitivo come la produzione e commercializzazione di olio extravergine d’oliva, Colavita punta soprattutto sulla fascia alta e medioalta del mercato: «Abbiamo iniziato con le certificazioni volontarie tre lustri fa, quando non esistevano ancora le normative sull’origine del prodotto spiega il presidente del gruppo in modo da conquistare consumatori che chiedono un prodotto di qualità, di cui sia certa la produzione e la molitura in suolo italiano».
Nel 1990 la società, nel frattempo evoluta da srl in Oleifici Colavita Spa, ha costituito la Moliseconserve, specializzata nella produzione di conserve in olio d’oliva, in modo da diversificare il business.
Oggi la produzione totale del gruppo ammonta a 13 milioni di litri, con una capacità di imbottigliamento per 25 milioni di litri.

(Luigi Dell’Olio)

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