“Spedino” Moffa sabato a Roma



"Spedino" Moffa sabato a Roma

ROMA – Sabato 7 febbraio alle ore 21,30 presso il C.I.P. centro d’iniziativa popolare di Roma, in via delle Ciliege 42 (Quartiere Alessandrino) l’artista molisano Giuseppe "Spedino" Moffa & co.mpari in concerto.

Spedino (voce, chitarra classica, chitarra battente, zampogna, fisarmonica)

I "Co.mpari"

· Salvatore de Iure: pianoforte / organo hammond
· Domenico Mancini: violino
· Guerino Taresco: contrabbasso
· Gian Michele Montanaro: tamburi a cornice / percussioni / voce
· Vincenzo Gagliani: tamburi a cornice / percussioni

Giuseppe Moffa è nato a Riccia (Campobasso) il 20 maggio 1979. A sette anni comincia a studiare la fisarmonica, si diploma al conservatorio "Lorenzo Perosi" di Campobasso nel 2004 in chitarra classica. Ha avuto sempre una grande passione per il blues e per quasi dieci anni ha suonato la chitarra elettrica nel gruppo molisano "Alti e bassi band" di cui era stato uno dei fondatori. Si è quindi trasferito da Riccia a Roma per portare avanti il suo nuovo progetto.
Da diversi di anni sta svolgendo con Antonio Fanelli un lavoro di ricerca sulle musiche, le danze e i canti popolari di Riccia e sull’organetto nell’intera area del Fortore. Tre dei tanti brani raccolti sono stati pubblicati dalla rivista "World music magazine" nella collana "Tribù italiche" dedicata al Molise.
Nasce da questi incontri la voglia imperniare la sua musica su quella tradizionale. Così soddisfa la sua passione innata per la zampogna, imparando a suonarla, e un’ esperienza davvero epica è la novena tradizionale di Natale, che svolge ogni anno accompagnato dalla ciaremella di Christian Panichella per le strade di Riccia dalle 5 di mattina alle 10 di sera dal 16 al 24 dicembre.
Tra le varie attività concertistiche oltre al blues e alla classica, ha fatto parte di cori polifonici locali e ha diretto per alcuni anni il gruppo folkloristico di Riccia, dove è praticamente ‘nato’ e cresciuto fino all’attuale distacco. Il padre è uno, per non dire l’unico, dei pochi costruttori e suonatori di bufù (tamburo a frizione) di Riccia, già suo nonno suonava l’organetto, sua nonna cantava tutto il giorno e questo e ciò che ha preso musicalmente dalla sua famiglia.

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