Fondi per terremoto: la De Camillis assicura tutti



CAMPOBASSO – C’è la conferma: il Molise dovrebbe essere equiparato ad Umbria e Marche per gli sgravi fiscali riguardanti le zone terremotate. Lo ha annunciato la deputata molisana Sabrina De Camillis (Pdl). La parlamentare di Larino ha infatti presentato – come annunciato nei giorni scorsi – un proprio emendamento sulla sospensione dei tributi e dei contributi per il post sisma che sarà inserito nel maxi emendamento al decreto anti-crisi del governo. Un passaggio necessario "per evitare l’esame degli oltre mille emendamenti che erano stati depositati – come spiega la deputata.

L’emendamento della De Camillis prevede che a beneficiare della sospensione dei tributi e dei contributi nei territori danneggiati dal sisma del 31 ottobre 2002 siano i dipendenti sia pubblici sia privati. Analogo discorso per i datori di lavoro. Inoltre, nel provvedimento viene chiesto l’abbattimento del 60% delle somme da restituire, così come e’ stato gia’ concesso alle Regioni Umbria e Marche, con una copertura finanziaria di circa 50 milioni di euro. Il provvedimento riguarda anche due comuni terremotati del foggiano.

Per quanto riguarda, infine, la restituzione delle somme dovute, questa dovrebbe prendere il via dal prossimo giugno.

"Il governo ha fornito ampie e precise assicurazioni circa l’approvazione del provvedimento – sottolinea la De Camillis. "Le richieste del Molise saranno accolte. E’ un risultato estremamente importante che consentirà di risolvere un problema che si trascina da alcuni anni e che interessa centinaia di cittadini".

Oggi è prevista la riunione, a San Giuliano di Puglia (Campobasso), dei sindaci dei comuni terremotati del Molise, che nei giorni scorsi hanno presentato congiuntamente le proprie dimissioni per protestare contro la discriminazione con altre realtà terremotate, in particolare con paesi di Umbria e Marche dove la terrà tremò nel 1997, sulle norme per l’emergenza.

All’ordine del giorno proprio le attese decisioni dell’esecutivo e del parlamento circa la proroga dello stato d’emergenza nelle aree terremotate, la regolamentazione dei tributi e dei contributi non versati e lo stanziamento di ulteriori fondi per la ricostruzione. Dopo le assicurazioni dell’onorevole De Camillis dovrebbe comunque esserci il lasciapassare per tutte le questioni aperte.

Nei giorni scorsi anche il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha assicurato al presidente della Regione Molise, Michele Iorio, che il governo ha intenzione di risolvere il problema della discriminazione tra differenti aree terremotate nella restituzione dei contributi post terremoto. Ciò equivale all’abbattimento del 60% delle somme non pagate da lavoratori e imprese (tributi e contributi sono infatti sospesi dalle aziende negli ultimi sei anni) e la restituzione poliennnale del restante 40%, probabilmente in dieci anni. Sul tappeto anche il via libera ai 40 milioni di euro stanziati dalla Finanziaria 2008 e non ancora erogati, impegno preso dal Ministero e comunicato dal subcommissario Romagnolo.

Della delicata questione sono interessati anche due paesi terremotati pugliesi, Pietra Montecorvino e Casalnuovo Monterotaro, i cui sindaci, anche loro dimissionari per protesta, sono in contatto soprattutto con il presidente della Provincia Antonio Pepe e il senatore Carmelo Morra del Pdl. "Le comunità della Capitanata e del Molise ferite dal sisma del 2002 hanno ricevuto risposte concrete; testimonianza reale dell’attenzione nei confronti delle difficoltà che vive questa parte del territorio e della volontà di sostegno nella difficile opera di ricostruzione – ha sottolineato Pepe,

”Siamo molto soddisfatti – sottolinea il governatore molisano Iorio – per il positivo atteggiamento del governo che ha confermato completamente quanto assicuratomi personalmente dal presidente Silvio Berlusconi. Accogliendo tutte le nostre richieste Berlusconi, Tremonti e tutto il governo hanno assicurato al Molise i suoi giusti diritti cancellando una norma, quella introdotta dal precedente esecutivo, che creava un inopportuno e non equo trattamento per i dipendenti degli enti pubblici rispetto a quelli delle aziende private".

Il Molise e Puglia, insomma, dovrebbero essere equiparati a Marche ed Umbria.

 

(G.C.)

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