E’ l’olio il respiro del Molise



Il respiro dell’olio, che Luigi Caricato ha avuto modo di ascoltare nel suo viaggio tra gli olivi del Molise, e, raccontare in un libro pubblicato dalla giovane donna dell’olio, Mena Aloia, dell’omonimo frantoio in Colletorto, lo puoi ascoltare anche tu, se dal fiume Trigno, attraversando il Biferno, salti da una collina all’altra, di quelle che guardano le isole Tremiti e l’Adriatico, per arrivare al Fortore, il fiume, in comproprietà con la Puglia, che alimenta il suo lago artificiale, il più grande d’Europa.

Luigi Caricato, oleologo di professione, direttore di un importante settimanale on line "Teatro Naturale" e, per chi, come me, ha letto il suo bel romanzo, "L’olio della conversione", scrittore bravissimo, riesce a confermare la sua bravura con questo libro fuori commercio, dal titolo, appunto, "Il respiro dell’olio – Viaggio tra gli olivi del Molise".

Pubblicato da Mena Aloia, una che, ancora ragazzina, ha ereditato dal padre la grande passione per l’olio, il primo a fare uscire dall’anonimato la preziosità di una terra da sempre vocata alla sua "Gentile o Peranzana", per renderlo testimone di un territorio che ha, anche, altri valori da raccontare.

Non è cosa facile trovare in giro imprenditori, piccoli ed, anche, grandi, che riescono a capire il significato della cultura e la forza che essa ha, quando possiede gli elementi giusti (il respiro), di rendere grande un prodotto e il territorio che lo esprime.

Capire che, per avere, bisogna dare e che, quando un prodotto, l’olio, ti dà la possibilità di ripagare la tua passione e i tuoi sacrifici e porta il tuo nome in giro per il mondo, merita di essere ripagato con un regalo, bello solo come riesce ad esser un libro. Necessario perché possa alimentare il suo respiro e renderlo oggetto di attenzione di una personalità nel campo della comunicazione dell’olio, com’è Luigi Caricato, ma anche del consumatore che apprezza l’olio che "respira" cultura o storia per assaporarlo nella sua complessità e, così, sentire il bisogno di raccontarlo agli amici.

Anche perché l’olio, come il vino, è storia e cultura, paesaggio e ambiente, memoria, tradizione, in pratica tutto quello, come prima dicevo, che il territorio esprime.

Mena è, oggi, una giovane imprenditrice, lungimirante, che ha in sé il senso della gratitudine per un padre che ha voluto affidare a lei un compito non facile, ma, nel momento in cui è riuscita a credere ed a fare, entrando in sintonia con il frutto del suo lavoro, che è anche il frutto della sua terra, ha avuto modo di capire la sua identità, di riconoscersi e, così, riconoscere tutto quello che l’olio le dà.

Caricato racconta questo suo viaggio e lo rende affascinante al lettore che sa dell’olio e, ancor, più a chi dell’olio conosce poco. In questo senso la traduzione in inglese dà la possibilità di raggiungere lettori lontani dal Molise e dall’Italia facendo capire che Mena guarda al mondo quando pensa alla offerta del suo olio.

Caricato non si ferma ad ascoltare solo il respiro dell’olio molisano ma, quando incontra, lungo uno dei tanti tratturi che ancora segnano il Molise, un personaggio, Antonio Fratangelo, che riesce a raccontare le origini delle parole di una terra impressa dalla presenza del grande condottiero, Annibale, gli dà la possibilità di parlare al lettore.

Un contributo importante, come quello dei disegni molto belli di Angelo Ruta che, a mio modesto parere, merita ogni considerazione, perchè rende il libro ancora più prezioso e, come tale, ancora più convincente per chi vuole dall’olio una risposta al suo bisogno di benessere.

Ma, anche, per chi non sa dov’è il Molise, la piccola regione che la storia dell’olio riesce a raccontare con la antica fama dell’olio "liciniano", lattuale "aurino" di Venafro, o dell’olio "Gentile" di Larino, culla delle Città dell’Olio.

Sono certo che sta qui, in questa storia che è tanta parte della storia dell’olio italiano, la ragione di un capitolo che porta il titolo "l’olio è lo specchio del passato che si riflette nel presente", visto che, per questo minuto fazzoletto di terra che è il mio Molise, le cose stanno proprio così.

 

(Pasquale Di Lena)

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