Qualità della vita: bene Roma e il Molise



Qualità della vita: bene Roma e il Molise

ROMA – E’ Siena la provincia italiana in cui si vive meglio, secondo il Rapporto annuale sulla qualità della vita promosso dal quotidiano "Italia Oggi" (alternativo a quello del "Sole 24 Ore", che uscirà tra qualche giorno).
Il lavoro statistico è stato realizzato da Augusto Merlini e Alessandro Polli del dipartimento di Teoria economica e metodi quantitativi per le scelte politiche dell’Università La Sapienza di Roma.
A seguire, nelle parti alte della classifica, le "solite" province del benessere: rispettivamente Trento, Bolzano, Aosta, quindi Ravenna, Mantova, Modena, Firenze (che conquista un invidiabile ottavo posto), Parma e Vincenza.
In fondo alla classifica quasi tutto Mezzogiorno: Agrigento la peggiore (e non solo quest’anno), penultima Enna, terz’ultima Napoli.
Pur tra le solite riserve che questo genere di classifiche genera (Isernia è un caso emblematico: conquistò addirittura la terza piazza un po’ d’anni fa nella classifica del "Sole 24 Ore", fino a precipitare agli ultimi posti negli anni scorsi), la ricerca ha il merito di offrire una serie di dati su affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale, popolazione, servizi, tempo libero e tenore di vita nelle province italiane.
Innanzitutto "Italia Oggi" premia Roma: dal 58/mo posto occupato nel 2007, fino al 29/mo raggiunto quest’anno. Un dato ancora più significativo se si pensa che dal 2007 al 2008 la qualità della vita nelle città italiane è, in generale, decisamente peggiorata. Quest’anno sono ben 55 su 103 province in cui la qualità della vita è risultata "scarsa" o "insufficiente", il peggiore dato degli ultimi 6 anni. Il crollo più significativo, però, non si è registrato nel Sud (già messo male, in verità) ma nel Nordovest, dove ben 12 province, contro le 3 dello scorso anno, sono state giudicate "scarse" o "insufficienti" (Torino cede 12 posizioni e scivola al 50° posto nella classifica generale). In genere vanno bene le province di Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Marche.
Nel resto del Lazio: settantesima Latina, settantaduesima Rieti, ottantesettesima Viterbo e addirittura ottantanovesima Frosinone.
Il Molise, invece, migliora nettamente rispetto allo scorso anno. Ed ora guida il Sud. Campobasso raggiunge il 41° posto (dal 68° dello scorso anno) ed è la prima provincia meridionale nella classifica. Certo, i parametri sono un po’ discutibili (un grande peso lo ha la bassa criminalità), se è vero che sta avanti persino a Trieste e a Bergamo. Il capoluogo molisano è diciassettesimo per rispetto ambientale, in particolare per capacità di depurazione delle acque reflue ma anche per la bassa incidenza del disagio sociale.
Isernia è settantanovesima, ma molto meglio dello scorso anno quando era fanalino di coda della classifica. Cosa abbia fatto per questo balzo in avanti andrebbe analizzato in dettaglio per proseguire su quella strada.
Ora però gli amministratori, sempre silenti quando si toccano gli ultimi posti (cioè spesso), si risparmino sermoni: la bassa criminalità non è certo merito loro. Anzi, talvolta viene associato al basso "appeal" economico di un territorio.

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