Evviva l’elettricità, Il Molise nel nuovo millennio



Evviva l’elettricità, Il Molise nel nuovo millennio

Fa decisamente sorridere il fatto che in Molise si festeggi il via ai lavori per l’elettrificazione della tratta ferroviaria Roccaravindola-Isernia-Campobasso, settantacinque chilometri utili per il collegamento tra Roma e la nostra piccola regione. Sembra quasi un tam tam benefico per l’arrivo della civiltà.
Ci sarebbe, semmai, da discutere perché questo dimenticato territorio sia ancora in queste condizioni da dopoguerra per quanto riguarda la mobilità. Una politica miope s’è concentrata su opere insignificanti per lo più riguardanti singoli comuni o porzioni di territorio anziché puntare sull’unica vera opportunità di apertura e di sviluppo, cioè il collegamento con Roma.
Certo, l’elettrificazione è certamente un passo in avanti e va salutata con giubilo. I vantaggi, come spiegano dalla divisione operativa Tecnologie del gruppo Salcef, la società che si occuperà di tutte le fasi dell’opera – saranno abbattere i tempi di percorrenza e ottenere una maggiore sostenibilità ambientale. Entreranno finalmente in funzione treni non più a trazione diesel ma elettrica, con vantaggi ambientali in termini di riduzione delle emissioni e, appunto, una significativa diminuzione dei tempi di percorrenza, in quanto da Roma si è più certi dei rapidi tempi per raggiungere Milano che non di quelli, spesso più rilevanti, per raggiungere il capoluogo molisano.
Il vero nodo è che la parola innovazione, salvo poche eccezioni, è sconosciuta alla politica locale, impegnata ancora a organizzare costosi convegni con le stesse chiacchiere e promesse da decenni (vedi quelli sul turismo) o a finanziare eventi locali che apportano benefici diretti solo a chi li organizza e indiretti al politico di riferimento che può perpetuare la stasi del vassallaggio, in Molise un evergreen duro a scomparire.

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