Università, tappa “obbligata” per i giovani molisani e laziali



Università, tappa "obbligata"
per i giovani molisani e laziali

ROMA – Le famiglie molisane credono nella laurea quale passaggio obbligato per un futuro migliore dei giovani. E’ quanto emerge dall’Annuario statistico 2008 dell’Istat, che fotografa, tra l’altro, la situazione degli atenei italiani dove – è il dato più rilevante – si registra una flessione generalizzata del numero degli studenti.
Nel dettaglio, i giovani iscritti per la prima volta negli atenei nell’anno accademico 2006/2007 sono stati poco più di 308mila, circa 16mila in meno rispetto all’anno precedente (-5,0%), confermando il calo delle immatricolazioni iniziato nel 2004/2005. A registrare aumenti di iscritti sono soltanto i corsi triennali dei gruppi chimico-farmaceutico (+5,2%) e ingegneria (+4,7%).
Nel complesso la popolazione universitaria è composta da 1.809.186 studenti.
A credere nella laurea, appunto, sono soprattutto i giovani del Molise, insieme a quelli di Abruzzo, Basilicata e Lazio, regioni in cui per 100 residenti di 19-25 anni più di uno su due è iscritto ad un corso accademico, spesso fuori sede. Infatti uno studente su cinque studia in una regione diversa da quella di residenza. Anche perché circa il 60% degli studenti universitari che si laureano negli atenei del Sud Italia non trova un "lavoro continuativo" nelle regioni meridionali. Al contrario, la stessa percentuale di studenti laureati al Nord lavora in maniera stabile. Nel dettaglio, al Nord lavora continuativamente il 66,3% dei laureati dei percorsi lunghi ed il 54,9% nei corsi triennali; seguono i laureati del Centro (rispettivamente 53,6% e 45,9%) e, appunto, quelli del Mezzogiorno (con il 43,4% ed il 34,7%).
Le migliori opportunità lavorative si presentano ai laureati provenienti dai corsi lunghi dei gruppi ingegneria (81,3% svolge un lavoro continuativo iniziato dopo il conseguimento della laurea), chimico-farmaceutico (73,7%) ed economico-statistico (65,7%).
Le donne si confermano più studiose degli uomini: 71 ragazze su 100 proseguono gli studi oltre la scuola secondaria, i ragazzi sono 61. Ed è soprattutto "il gentil sesso" ad arrivare alla laurea: circa 24 ogni 100 venticinquenni, contro i 17 laureati ogni 100 maschi della stessa età.
Aumenta infine il grado di istruzione nel nostro Paese: la quota di persone con qualifica o diploma di scuola secondaria superiore è del 32,4%, mentre il 10,2% possiede un titolo di studio universitario. Alto ancora il numero delle persone con la sola licenza elementare: intorno al 25,9, ma per il 70,1% concentrata tra gli ultra sessantacinquenni.

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