Aida Romagnuolo  e le ‘barricate da torpedone’



Aida Romagnuolo  e le ‘barricate da torpedone’

Che gli amministratori molisani abbiano poca dimestichezza con Roma è cosa nota. Poche entrature nei Palazzi romani, scarso peso nelle contrattazioni nazionali, limitati legami con la comunità dei molisani a Roma soprattutto perché i corregionali residenti nella Capitale votano in qualche edificio scolastico della Città Eterna e non nel paesello d’origine. 
C’è di più: la sudditanza con i cugini abruzzesi è dura a morire. Così se si muovono loro in qualche battaglia, con i tempi serafici tipici del Molise, ecco che anche qualche voce molisana segue a ruota.
Nelle ultime ore ha avuto il suo momento di gloria, ma prettamente sulla stampa locale, la consigliera regionale leghista Aida Romagnuolo che ha contestato la decisione del Comune di Roma di trasferire da Tiburtina ad Anagnina il terminal per i pullman che collegano la Capitale con alcune regioni limitrofe, compresi Abruzzo e Molise.
Gli abruzzesi dovrebbero fare tre chilometri in più, cioè mettere in preventivo qualche minuto in più per il viaggio. Ma pesa soprattutto il passaggio da una zona tutto sommato centrale come la stazione Tiburtina ad una decisamente periferica come la stazione Anagnina, capolinea della metro A. Da qui la polemica che ha il contributo di parlamentari abruzzesi in formazione bipartizan, da Stefania Pezzopane (Pd), la quale ha depositato un’interrogazione al ministro Toninelli, ad Antonio Martino (Forza Italia), che difende i numerosi pendolari abruzzesi, fino al consigliere regionale abruzzese Maurizio Di Nicola, che ha chiesto un incontro urgente con la sindaca Raggi.
Qualche giorno dopo il peana abruzzese, ecco scendere in campo i consiglieri regionali molisani. “La decisione, andrebbe ancora una volta a penalizzare pesantemente i cittadini molisani e, nello specifico, coloro che intendono o debbano necessariamente avvalersi della mobilità collettiva per trasferimenti verso la capitale, imputabili a motivi di studio, di lavoro o per esigenze sanitarie – è la dichiarazione della Romagnuolo.
Peccato che, a differenza dell’Abruzzo, la stazione Anagnina è decisamente più vicina al Molise rispetto alla Tiburtina: ben 12 chilometri, tra l’altro per lo più interni alla città, quindi con un bel risparmio di tempo.
Forse i consiglieri regionali molisani farebbero bene ad uscire più spesso dai loro feudi elettorali e a frequentare la Capitale, che poi è un’altra città molisana con decine di migliaia di corregionali. Accedendo ai Palazzi, forse potrebbero intervenire nella gravissima carenza delle infrastrutture ferroviarie molisane, con tempi di percorrenza paradossali, o sulla partenza dall’ormai celebre binario 20 bis, un bel biglietto da visita per quei pochi temerari che decidessero di scoprire il Molise.
Insomma, serve davvero minacciare di “fare le barricate, pur di salvaguardare i cittadini molisani”, come dice la Romagnuolo, per un capolinea di pullman quando poi la situazione dei torpedoni in Molise è da terzo mondo, con paesi ormai praticamente isolati dai servizi pubblici in alcuni giorni della settimana?

<div class="

Precedente Il Molise esiste e sta morendo Successivo Anni di gite, ospiti ed eventucci: ha giovato qualcosa al Molise?