Niente bis per la Bit (ed è un bene)



Niente bis per la Bit (ed è un bene)

http://forchecaudine.com/gallery/00_Notizie/Bit2.jpg

Ha fatto bene l’assessore al turismo – finalmente il Molise se ne è dotato – il venafrano Vincenzo Cotugno, ad annunciare la fine delle onerose trasferte molisane alla Bit, la borsa milanese del turismo. Un investimento di cui, tra l’altro, è facilmente riscontrabile l’efficacia: i disastrosi dati del turismo molisano nelle ultime stagioni costituiscono la risposta più logica.
“Forche Caudine” ha sempre criticato la scelta della Bit, fedele alla logica che il Molise va promosso autonomamente perché la convivenza e il confronto con altre regioni è quasi sempre deleterio per i nostri territori. A ciò si somma il fatto che alla Bit non sono mancate brutte figure, come l’erronea diffusione di immagini estranee al Molise (persino la Muraglia cinese) presso i monitor dello stand. La nostra posizione, di cui resta traccia nei servizi giornalistici e televisivi degli ultimi anni, ha avuto un qualificato e fervido sostegno in Raffaele Jannucci, direttore (molisano) della rivista nazionale PleinAir, nonché uno dei massimi esperti del settore.
Chiusa la parentesi della Bit, resta da capire come il Molise intenda promuovere sé stesso. Farlo in Molise onestamente ha poco senso, se non per assicurare un po’ di lavoro a maestranze locali. Se non si riescono a portare stabilmente turisti, davvero si riusciranno a calamitare frotte di addetti ai lavori, tour operator, giornalisti, investitori, ecc.? E perché mai un qualificato professionista del settore, che generalmente ha del Molise un’idea non certo di centralità, dovrebbe farsi centinaia di chilometri e investire tempo prezioso per assistere alla solita “fiera di paese”? Da Roma sarebbe sufficiente farsi pochi chilometri in direzione Rocca di Cave per vivere analoghe atmosfere.
Quale, allora, il consiglio per l’assessore Cotugno o il governatore Toma? Puntare su Roma, capitale non solo politico-amministrativa, ma anche mediatica, turistica, religiosa, internazionale. Con la metà dei fondi spesi per la Bit si potrebbe allestire una “cittadella molisana” in una location idoneamente suggestiva e lì valorizzare sul serio il Molise. Facendolo diventare un appuntamento annuale, potrebbe crescere. E, soprattutto, si potrebbero coinvolgere i tanti professionisti d’origine molisana a Roma con le loro competenze, le “entrature”, ruoli apicali anche in Campidoglio, in Città metropolitana, in Regione Lazio. 
Nel periodo 2001-2003 ebbero luogo tre edizioni del “Molisedays” promosso anche da Forche Caudine. La cinquantina di aziende molisane presenti, entusiaste per i feedback, ancora ne auspicano una riedizione. Quella manifestazione, che ebbe presenze e testimonial di assoluto pregio sia tra politici nazionali (compresi ministri) sia tra personaggi del mondo dello spettacolo, si spense perché – more solito – le istituzioni molisane non ci credettero. E lo stesso si può dire per un altro evento romano, “Molise un’altra Storia” del 2013, di cui restano ampie tracce sul web: anche in quel caso la disastrosa gestione Frattura lasciò cadaveri sul campo. 
Vediamo se realmente il Molise riuscirà a voltare pagina, in linea con le dichiarazioni che più di qualche esponente regionale è solito rilasciare all’organo d’informazione di turno.

<div class="

Precedente Gay Pride Molise 2018 (e non 1018) Successivo Il Molise dei cammini  (ma senza camminatori)