Euroregione Adriatico Ionica: ma dove stanno i risultati?



Da oltre un decennio, cioè da quando è nata nel 2006, si sente parlare in Molise di Euroregione Adriatico Ionica con toni trionfali. L’ultimo tassello in tal senso è dei giorni scorsi, quando parte della stampa locale ha salutato con un tripudio degno dell’Istituto Luce il fatto che l’assemblea nazionale dell’organismo (la quindicesima) si sia svolta nella sala consiliare del Comune di Termoli.
Cosa hanno deciso nella riunione? La prima parte di questa sorta di G20 (in realtà le regioni aderenti sono 34, molte coinvolte nella guerra dell’ex Jugoslavia) si è concentrata su questioni statutarie, la seconda è stata dedicata al rinnovo delle cariche associative, con la rielezione di Nikola Dobroslavic, presidente della Contea di Dubrovnik (Ragusa) e già numero uno nello scorso mandato. Insomma, grandi notizie.
Su questa associazione di cooperazione transnazionale ci riserviamo di porre maggiori attenzioni in un’altra occasione. Però non possiamo fare a meno di notare che se il suo obiettivo è quello di promuovere “lo sviluppo coordinato dei territori coinvolti per sostenere politiche di coesione ed integrazione europea”, i dati del Molise di quest’ultimo decennio non corrispondono certo all’aver centrato gli obiettivi da parte di questa organizzazione. 
Eppure, come ricorda Frattura, “la nostra regione rappresenta l’Italia con i progetti Albania-Montenegro e Puglia-Molise e stiamo portando avanti iniziative importanti con un investimento di 90 milioni di euro”. Sì, ma i risultati?
Tra gli obiettivi dell’Eai figura anche “l’armonizzazione di una politica europea inclusiva che elimini le disparità sociali”. E il presidente della contea di Dubrovnik esalta l’opera svolta in Albania dove si sta lavorando ad una riforma della giustizia “per colpire tutti i fenomeni malavitosi che si sono sviluppati negli anni Novanta e che colpiranno la criminalità organizzata e la corruzione all’interno delle aule di tribunale”. Bene, ma gli è stato detto che nel “tranquillo Molise” la criminalità sta mettendo fior di radici, leggere a tal proposito l’ultima relazione della Dia?
Dichiarazioni di Andrea Ciaffi, dirigente affari europei della conferenza delle regioni italiani: «Stiamo attraversando un periodo di discussioni a livello europeo, una breve crisi post Brexit, che vedrà una contrazione del bilancio europeo con tagli alle risorse che andranno a gravare proprio sulle politiche di coesione». Buona notizie dal fronte.

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