Turismo in Molise, opportunità o utopia?



Turismo in Molise, opportunità o utopia?

Con l’arrivo della bella stagione e, in coincidenza di alcuni eventi della vita politico-sociale della nostra terra molisana, capita di sentir parlare dell’immenso potenziale turistico. Il turismo volano di sviluppo, il turismo unica via d’uscita per una regione ormai provata dalla crisi e dal fallimento dei principali complessi industriali. A turno si pronunciano parole e si annunciano piani di sviluppo, ogni volta si elencano le priorità e si propongono le soluzioni.
Siamo cresciute sentendo parlare di turismo e delle sue potenzialità da quel lontano 1997, quando poco più che ventenni iniziammo a lavorare per un progetto messo in piedi dalla Provincia di Isernia, quando qualcuno iniziò a crederci…
Fare turismo in Molise è difficile ma non impossibile, il turismo in Molise potrebbe essere davvero l’industria più florida per la nostra regione, bisognerebbe però esserne persuasi veramente e investirci con continuità.
Il turismo è fatto di strategie, di metodologia, di sinergie, di continuità, di esperienza e di professionalità.
Certo nel corso del tempo si è potuto constatare la mancata riuscita di alcuni investimenti, pur tuttavia, nel marasma di malumori e scarsi risultati, qualcosa di buono si è fatto e i frutti sono stati per lungo tempo sotto gli occhi di operatori turistici, musei, albergatori, ristoratori e piccoli artigiani.
Dal 2010 e fino a metà del 2013, le sottoscritte, in qualità di guide turistiche autorizzate, grazie alla caparbietà dell’allora assessore provinciale al Turismo e del Presidio Turistico Provinciale di Isernia, hanno avuto la fortuna di partecipare al progetto “IserniaInsieme, vacanze per gruppi nelle Terre Pentre”.
Tale progetto ha permesso, a piccoli passi, di far scoprire tutto il territorio della provincia di Isernia e in parte di quella di Campobasso; e in tante occasioni quel territorio è stata una scoperta anche per noi, soprattutto quando riuscivamo a guardarlo con gli occhi di chi, estasiato ed entusiasta, arrivato qui quasi per caso, definiva il nostro territorio “una scoperta”…
I gruppi immersi in una realtà fatta, non solo di arte, cultura, tradizione e sacralità, ma anche di esperienze sensoriali: tattili, olfattive e gustative, hanno saputo apprezzare e gustare il nostro territorio, restandone affascinati, tanto che i riscontri sono stati molto più che positivi: nel solo 2013, quando di fatto il Progetto è stato interrotto per mancanza di fondi, al mese di giugno, si erano registrate circa 5.000 presenze; nel piccolo borgo di Sant’Angelo in Grotte, dopo aver fatto promozione con un solo educational agli affreschi della Cripta di San Pietro in Vinculis – sconosciuti anche a molti molisani – gli arrivi in due anni e mezzo hanno toccato le 527 unità; o ancora, la ricaduta economica che le presenze hanno prodotto mediamente si è aggirata a 25 volte l’investimento pubblico effettuato.
I riscontri sono stati positivi non solo nei numeri, ma anche nell’entusiasmo da parte della popolazione, che vedendo arrivare nei nostri piccoli borghi centinaia di turisti, si mostrava sorpresa, e allo stesso tempo ben disposta ad accogliere la ventata di novità; il cittadino molisano, di per se ospitale, aveva iniziato a sviluppare un contatto con chi, venuto da fuori, mostrava interesse e curiosità per la vita quotidiana dei nostri piccoli paesi.
Tanto si è fatto, e sicuramente tanto e meglio si poteva fare, e per questo, forse, prima di gettare alle ortiche tutto ciò che con fatica aveva mosso i primi passi, e forse prima di programmare e ricostruire tutto daccapo, sarebbe stato più giusto fermarsi ad analizzare quello che era stato…
Se è vero che il turismo è in continua evoluzione e, dunque, risulta fondamentale essere al passo con i tempi, mostrarsi duttili e pronti a rinnovarsi di giorno in giorno, è pur vero che l’esperienza e il saper cogliere dal passato le giuste intuizioni, sono una buona base di partenza.
Per concludere: il turismo è davvero in Molise volano di sviluppo, esso può per davvero essere la reale opportunità di occupazione, a patto che, prima di ricostruire, prima di riprogettare, si abbia la capacità e forse l’umiltà di verificare cosa, nel passato, ha funzionato e su questo costruire, parafrasando Pascale, la terza via d’uscita.Guide autorizzate della Provincia di Isernia

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