Alemanno e Ratzinger, l’albero compratelo all’Ikea !



Non capisco come mai i media, gli ambientalisti, i sensibili, i cattolici, i laici…, quando decidono di dover veicolare un messaggio di “pubblicità progresso” sono capaci di mettersi tutti insieme affinché lo scopo del messaggio giunga a tutti e che tutti lo recepiscano e lo mettano in atto.
Succede per la carie, per le miopie, per le cardiopatie, per il diabete, per l’ambiente, per il paesaggio, per il casco, per le cinture, insomma per tutto ciò che può portare del bene alla collettività. Salvo quando, evidentemente, si promuove, con pubblicità ingannevole (cioè quella che ti dice di fare una certa cosa per ingrassare gli affaristi di turno, propinandoti messaggi con l’inganno dietro l’angolo).
E’ successo per le fonti alternative (eolico selvaggio), per gli Auditorium per tutti (diventati impattanti e per pochi), per i centri commerciali comodi (ma per chi?), per la cementificazione residenziale (fonte di riciclaggio e di disastro ambientale-paesaggistico), oppure più semplicemente, per il cioccolato che fa bene a tutto (quando per anni si diceva che faceva male a tutto), per le auto col motore diesel con ridotti consumi (per poi portare il costo del gasolio pari a quello della benzina), per il consumo di frutta e verdura (per poi scoprire che si dovevano consumare tutte le scorte radioattive di Cernobil). Insomma, il gioco lo si può continuare all’infinito. Ma non tutti sono capaci di non farsi abbindolare da messaggi truffaldini e conseguentemente danno seguito al consiglio.
Esempio emblematico degli ultimi tempi è dato dal ricevitore digitale-terrestre da dover necessariamente comprare, collegare ed installare al nostro televisore al fine di poter vedere le meraviglie catodiche. Sappiamo chi si celava dietro all’affare e che fine abbia fatto questo sistema, dal momento che ancora sono pochi quelli che riescono a vedere qualcosa. Ma la vera truffa sta nel fatto che nessuno ci ha detto che fra poco l’attuale sistema televisivo sarà superato e che dovremo comprarci altri televisori di nuova generazione. Se non è pubblicità ingannevole questa?
Certamente dietro a quanto sto per dirvi (e che cerco di far intuire dall’inizio di questo scritto) ci sarà l’ennesimo affare ma è altrettanto certo che almeno per una volta varrebbe la pena farsi “ingannare”. Ma farsi ingannare TUTTI!
Con convinzione anni fa mi decisi a comprare un bell’abete finto, artificiale, per porre fine a quell’odioso rito che vuole l’abbattimento di centinaia di migliaia di abeti allo scopo di allietare le nostre case con l’albero di Natale. Poveri alberi recisi senza radici e per questo non riutilizzabili o, “bene che vada”, con radici cortissime e affumicate con lo scopo doppiamente subdolo compreso quello di far credere che il poverino potrà essere ripiantato. Niente di più falso! Bene, anzi male.
Con queste lunghe ma doverose premesse, adesso mi chiedo: perché i molisani devono macchiarsi di due “abeticidi” a dispetto di chi, come me (e siamo tanti), per evitare questa mattanza, l’albero lo compra ecologico? Perché il messaggio “pubblicità progresso” deve valere per alcuni di noi ma non per il papa e il sindaco di Roma?
La scelta per le Regioni di regalare al Vaticano e al Comune Capitale due splendide creature della natura ogni anno, creature destinate al macero perché private delle radici, non corrisponde al peggior esempio da non imitare e tantomeno veicolare per grandi e piccini? E se viene dal primo cittadino della Capitale e dal rappresentante massimo dei cattolici, l’esempio non è ancora più negativo?! E a tutti quelli che mi dicono e mi diranno che così facendo promuoviamo la nostra Regione, io rispondo che, diversamente, noi trasmettiamo all’esterno come, ancora una volta, siamo capaci di distruggere il nostro patrimonio ambientale paesaggistico. E’ successo per l’eolico che, con la scusa dell’energia pulita, lo hanno messo tutto da noi, proprio su quelle sommità e in quei boschi dove questi monumenti verdi “abitano” e vegetano fino a quando la mano assassina dell’uomo non decide di porre fine ai loro giorni, è successo per i tratturi, antichi e significativi percorsi, tracciati di storia e di storie, vigliaccamente assaliti da cemento e asfalto, è successo per tanto altro. E’ successo e ancora continua, sotto gli occhi indifferenti di gran parte dei nostri amministratori e tantissimi di noi paesani senza paesi. Così facendo, se per esempio, il Papa o il Sindaco decideranno un giorno che invece di fare l’albero con gli abeti (ovviamente parliamo non di ramoscelli, bensì di giganteschi profili verdi alti più di venticinque metri e larghi alla base dodici metri!) sarebbe meglio, ma molto meglio farlo con il faggio, il Molise per farli contenti trancerà di netto e senza pensarci due volte, quel monumento del “Re Fajone”, gigantesco faggio di sei metri e mezzo di diametro e diciotto metri di altezza in agro di Vastogirardi, in zona Mab, pur di fare contenta Sua Santità!
Questa è follia pura!
Ma ci vogliamo convincere una volta per tutte che questa nostra terra è un patrimonio da difendere con tutte le nostre forze e da chiunque lo minacci?
Le persone che vogliono goderne devono venire qui e noi dobbiamo essere fieri di riceverle e di raccontare loro di come lottiamo per difendere il più bel dono del creato. Eminenti personalità, fatevi costruire un albero gigantesco ecologico smontabile, esattamente come quello che possediamo io e tanti altri, dopo le festività rimuovetelo e riponetelo fino all’anno successivo, ecco cosa potete fare per un bell’esempio rispettoso dell’ambiente, dei luoghi, delle persone e, perché no, dei cattolici e dei laici. E, se proprio volete fare un gesto di amicizia nei confronti dei tanti che ogni anno “generosamente” vi donano un loro meraviglioso albero, consiglio di regalare una vostra visita, una all’anno, una per regione portandovi entrambi nei boschi che conservano i più begli alberi facendo, da un lato, un laico discorso da primo cittadino d’Italia su questi monumenti naturali da proteggere e dall’altro una benedizione papale sulla creatura risparmiata all’insensato e consumistico sacrificio. Perché no?!
P.S.: Andando a Roma in occasione delle feste natalizie, mi guarderò bene dall’inserire tra le mie tappe i monumenti ai quali sono stati immolati i nostri “monumenti verdi”, potrei solo piangere a vedere un pezzo migliore del nostro Molise immolato inutilmente.

Emilio Izzo

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