Vigilia di elezioni nel Molise: osservatori esterni (ma non troppo)



Nel sonnacchioso Molise si assiste al solito rialzo dei bioritmi che accompagna ogni competizione elettorale. Nelle case tinte a nuovo, anche le più sperdute, è sempre pronto il tradizionale bicchiere di vino da porgere al candidato che potrebbe risultare sempre utile per scopi futuri, un po’ come il flacone di riserva (oggi meno efficace per un posto lavoro al figlio fresco di laurea, forse però ancora per un muretto a secco realizzato da un paio di romeni).
In genere noi, come molisani ormai lontani dalle madrepatria, cerchiamo di tenerci alla larga da questi rituali antropologici. Certo, le interurbane arrivano anche allo 06. Ogni bacino di voti, compreso quello di chi s’è tenuto la residenza in Molise per ragioni fiscali più che affettive, è sempre utile. E allora non possiamo proprio fare come gli struzzi. Al limite come le volpi.
L’esito della campagna elettorale, come osservatori esterni, sembra abbastanza scontato. Il governatore “uscente” (per modo di dire) Michele Iorio ha esperienza da vendere nel calamitare fagotti di consensi in salsa sanitaria o universitaria, terreni dove gli riesce meglio. In alcune aree, soprattutto in quelle montane dell’isernino, il gemellaggio con la Bulgaria dei risultati è praticamente scontato. E qui, se l’unione fa la forza, potrà fare la differenza. Il capolavoro è il rituale carro “gran turismo”, dove raccogliere comodamente tutto il centrodestra, dai centristi – quelli che a livello nazionale sono diventati la spina nel fianco del Cavaliere – ai nostalgici di destra. Più un corollario di liste acchiappavoti grazie a piccoli capipopolo di provincia.
In una sinistra che in Molise ha praticamente perso tutto, ultima in ordine cronologico la Provincia di Campobasso, l’aspirante jolly sembrerebbe chiamarsi Paolo Di Laura Frattura, presidente delle Camere di commercio, a quanto pare con trascorsi “iorici”, cioè nel centrodestra. Una sorta di Calearo veltroniano, quell’imprenditore veneto che avrebbe dovuto intercettare l’industriosità del Nordest traghettandola verso la sponda sinistra.
Onestamente, pur vivendo all’esterno di questi giochi sull’asse bifernino-trignino, la differenza tra i due candidati non ci sembra così marcata, rappresentando entrambi un pezzo di potere consumato e ben radicato.
Nello loro liste, forse com’è logico che sia, non si segnalano novità di rilievo: si punta sul sicuro, confermando quei personaggi in grado di alzare voti nella propria area geografica di appartenenza (che detto per il Molise significa qualche paesotto di montagna).
Se proprio dovessimo esprimere un giudizio più dettagliato e personalizzato sull’ultima legislatura, anche in rapporto alla nostra comunità, in un’ottica di par condicio possiamo indicare due nomi: Franco Giorgio Marinelli, attuale assessore al Turismo, per la maggioranza di centrodestra, il primo tra i nostri assessori di riferimento – in oltre vent’anni di attività del nostro sodalizio – ad aver onorato quasi completamente le promesse elargite nel corso dei nostri primi incontri, dimostrando una sensibilità e un attaccamento alla propria terra che gli fa – e ci fa – onore. Pur operando in una fase di crescenti ristrettezze di bilancio, è riuscito a vagliare con criterio le opportunità di promozione, facendo in sostanza un buon servizio al Molise anche qui a Roma; per l’opposizione indichiamo Michele Petraroia (Pd), costante e puntuale nelle sue battaglie condotte con lungimiranza e con spirito di sacrificio per la terra molisana, soprattutto in occasione delle lotte contro l’eolico, nonché vicino alla nostra comunità anche attraverso presenze concrete in alcune nostre iniziative.
Si tratta, ovviamente, soltanto di due “riconoscimenti”, doverosi per persone – prima che politici – impegnate nella difesa e della valorizzazione della terra che fa parte della nostra missione quotidiana come “Forche Caudine”.
L’augurio è che questo esempio possa estendersi ad altri amministratori regionali, nella speranza che dimostrino maggiore sensibilità (e interesse) a Roma, anche come opportunità per il nostro Molise.

(settembre 2011)



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