Candidati molisani nel Lazio a bocca asciutta



Non ce l’hanno fatta, nonostante un buon “raccolto” di preferenze. I candidati molisani (o “vicini” al Molise) in corsa per la Regione Lazio sono rimasti al palo.
Due marciavano con la casacca dell’Italia dei Valori ed entrambi hanno convogliato voti di numerosi iscritti all’associazione “Forche Caudine”. Sabatino Leonetti, abruzzese ma con dinamica moglie di Capracotta (Maria Carmen Di Tanna, 63 anni) ha ottenuto 3.344 voti che gli permettono di essere il primo dei non eletti. Tornerà in Provincia, dove è consigliere grazie soprattutto alla “base” di Guidonia, città dove è stato vicesindaco con i Ds. A poco sono serviti gli apparentamenti con consiglieri di municipio, le lettere alla comunità molisana di Roma o gli spettacoli in discoteca con il cabarettista Nduccio come supporter. Insomma, vera Italia dei “valori”.
Buona affermazione, ma numero insufficiente di voti, per Mario Dany De Luca, unico candidato nato in Molise, a Casalciprano, con obiettivo la Pisana. S’è fermato a quota 2.706, risultato di tutto rilievo anche se insufficiente per centrare l’obiettivo.
Sono state 1.305 le preferenze per Fabrizio De Jorio, nato a Roma ma con origini molisane. Il candidato, nelle liste della lista civica per la Polverini, ha stampato manifesti appositi per la comunità molisana del Lazio, invitando i “corregionali” a votarlo. Evidentemente non in molti hanno risposto all’invito.
Infine Mariangela Saliola, giovane originaria di Pietracupa, ha preso 121 preferenze con il Partito socialista.
Le elezioni più anomale degli ultimi anni, con l’assenza della lista del partito maggioritario e astensione record, hanno visto risultati a sorpresa nel Lazio.
La percentuale dei votanti a Roma, ad esempio, è stata di appena il 56,5%. Cioè su un totale di 2.341.895 iscritti alle liste elettorali, hanno votato appena 1.323.669 romani. Nel II Municipio (Salario-Trieste-Flaminio) si è registrata la percentuale più alta (61,03%), mentre nel XX (Cassia-Flaminia) la più bassa (52,68%).
A Roma città, inoltre, anche per l’assenza della lista del Popolo della Libertà sulla scheda elettorale, il centrosinistra ha battuto nettamente il centrodestra (54% della Bonino contro il 46% della Polverini). Uno scarto di ben 100mila voti. Renata Polverini ha prevalso soltanto nella storica roccaforte del XX municipio (Cassia) e, decisamente a sorpresa, nell’VIII Municipio (Tor Bella Monaca). A sinistra, invece, zone notoriamente di destra come Parioli-Trieste (II municipio), Eur (XII), Aurelio-Boccea (XVIII), Trionfale-Balduina (XIX). Campanello d’allarme per il sindaco Alemanno?

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