Le letterine per Sabatino l’abruzzese



Molti molisani residenti a Roma, compresi alcuni iscritti alla nostra associazione “Forche Caudine”, ci hanno segnalato di aver trovato nella propria cassetta della posta un’originale lettera dove, facendo leva sul “senso di appartenenza” e su un vago “orgoglio molisano”, si invita a votare alle prossime elezioni regionali nel Lazio un certo candidato, tra l’altro nato in Abruzzo, ma – qui sta il nocciolo – “con moglie molisana”, come si precisa nella missiva.
Non è chiaro perché un molisano, spesso residente a Roma da decenni, debba votare “una specchiata candidatura” (così si legge nell’aulico testo) che sfoderi – quale titolo di merito – il fatto di avere “una moglie molisana”. Indubbiamente la gentile consorte sarà brava a preparare delle ottime taccozzelle per il marito, avrà animato l’economia dell’Alto Molise comprando latticini di prima qualità, gli avrà dato figli ben educati, sarà un’ottima amministratrice domestica. Ma che c’entra tutto ciò con la politica, considerato che non stiamo parlando di Hillary Clinton? Cosa “c’azzecca” con l’amministrazione di un ampio territorio, tra l’altro decisamente diverso da quello molisano?
C’è di più. Lo stesso candidato, che non fa menzione nella sua biografia dell’apparentamento molisano, ha però adottato come slogan elettorale un rassicurante “Un abruzzese alla Regione Lazio”. Probabilmente un viatico necessario per mandare qualche missiva con lo stesso tono agli abruzzesi residenti a Roma. Due piccioni – e che piccioni – con una fava. Non a caso con la lettera inviata ai molisani invita “i corregionali della moglie” ad una kermesse in cui si annunciano ospiti esclusivamente abruzzesi, tra cui l’irresistibile cabarettista pescarese ‘Nduccio.
Ma non è finita. Se proviamo a cercare altri titoli di merito in questa “proposta letteraria”, non possiamo ad esempio includervi la coerenza. Leggendo la biografia del candidato, infatti, scopriamo che in passato ha militato in un altro partito, prima di essere folgorato dai molisani sulla via di Damasco. Ancora meglio ha fatto il “commendatore” consigliere municipale che lo presenta: democristiano, poi popolare, quindi militante a destra e poi a sinistra. Certo, ormai ordinaria amministrazione. Meglio allora, quale nota di merito, una “moglie molisana” per tutta la vita.

(Pierino Vago)

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