Religione di Stato



Son tempi duri per noi genitori non cattolici con figli esonerati dall’ora di religione che frequentano la scuola pubblica. La legge italiana (un regalo del Ministro Berlinguer datato 1986, anche se non ho fatto grandi approfondimenti) prevede che alla materna si facciano due ore di “insegnamento della religione cattolica”, cosa che ai nostri tempi non esisteva. Le due ore sono anche alle elementari, forse noi ne avevamo una, non ricordo. All’atto dell’iscrizione sia alla scuola materna sia a quella elementare però ci si può avvalere dell’esonero, rassicurati dal fatto che sul foglio della domanda si legge una frase del tipo “in tal caso la scuola organizzerà delle attività alternative”. Così due anni fa esoneriamo il piccolo Tommaso che però, nei dintorni del Natale, parla troppo spesso di un Gesù bambino che a noi risulta davvero sospetto. Ci informiamo a scuola e il risultato è che Tommaso frequenta le ore di religione, che la scuola non è stata avvertita, che non ci sono attività alternative ma se proprio vogliamo può andare in un’altra classe di asilo, e così accade. Passa un anno e a Natale c’è ancora Gesù, ci informiamo e Tommaso frequenta ancora l’ora di religione. “Non ce l’avete mica ridetto!” esclamano alla scuola Ruspoli di via Gesù e Maria a Roma. Allora Tommaso smette di nuovo, anche se prima di uscire dall’aula canta una bella canzone con i compagnucci e l’insegnante di religione, che spesso quando è sulla soglia gli dà anche una caramella. Un caso isolato? Chiedo a Paola e a Lucia, due amiche che so che hanno i figli esonerati e la situazione è pressoché la stessa. Dato che alla materna ci si avvale di insegnanti esterni per l’inglese e la musica pagati dai genitori, Lucia ha avuto un’idea, ha chiesto per il piccolo Claudio due ore dell’insegnante di inglese a disposizione della scuola a sue spese. La risposta della direttrice? “No signora, sarebbe un provvedimento antidemocratico”.
Quest’anno Tommaso va finalmente a scuola, è esonerato dalle ore di religione e alla riunione di presentazione della scuola chiedo: quali sono le attività alternative in questo caso? La risposta è che la scuola è monosezione, che il Ministro ha eliminato le compresenze, che Tommaso non può stare col bidello né in giardino e che l’unica cosa che possiamo fare è mandarlo in un’altra classe, che so in seconda o in terza a seguire le lezioni coi ragazzi più grandi.
Naturalmente Tommaso sta già frequentando l’ora di religione perché nessuno era stato avvertito dell’esonero anzi, stavolta ha anche il libro con tanto di etichetta a suo nome.

(Concetta Colavecchio)

<div class="

Precedente In scena "La Lupa" all'Atelier di Trastevere Successivo Regioni & Casini