A proposito delle piazze del capoluogo molisano…



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CAMPOBASSO – Un’intervista televisiva ad una cittadina aquilana ,mi ha colpita profondamente.
L’intervistatrice chiede alla donna cosa le manca di più della sua città martirizzata e distrutta. Lei risponde istintivamente con il viso rigato di lacrime: “Mi manca il centro della città, mi manca la sua storia e la nostra vita da raccontare”.
Noi non abbiamo avuto un disastro grande come uno tsunami, come l’Aquila alla quale va il nostro pensiero affettuoso, ma la nostra città – Campobasso – è avvilita, spenta.
Le nostre piazze non sorridono alla bellezza ed una sorta di scadimento generale ci pervade e ci avvilisce. Le piazze sono in ogni città il luogo dell’accoglienza, dell’incontro, degli spazi che si dilatano, dello sguardo che si allunga e che spesso ospita fontane, giardini, parchi, alberi.
Le belle stelle blu delle luminarie del Natale 2009 hanno reso ancora più evidenti le nostre mancanze, specie nei giorni di festa in cui la gente si ritrova, si incontra proprio nelle piazze ed allora ci si chiede: perché le piazze di Campobasso sono state annullate così?
Mi soffermerei a citare le principali.
Piazza Savoia rappresenta l’ingresso della città. Oggi è ridotta ad uno, a dir poco, stravagante disegno di piazzole con erbacce incolte e albergo chiuso e abbandonato.
Magnifico luogo di accoglienza era lo storico parco cittadino di Villa De Capoa, pregevole esempio di giardino all’italiana dotato di alberi e piante pregiati, in cui una volta tutti entravano come in un raro angolo di paradiso. Versa in uno stato di semi-abbandono e per la sua delicata ristrutturazione, merita mani molto esperte che la riportino al suo antico splendore.
Piazza Vittorio Emanuele è bella perché ospita la villa del Municipio, perché è lo spazio per i giochi dei bambini, lo spazio dell’incontro per tutti, con le aiuole (mai fiorite) e la fontana rigorosamente zampillante e poco più avanti la Villa de’ Cannoni, oggi un po’ più illuminata e con qualche gioco per bambini.
Passando nei giorni delle festività natalizie in corso Vittorio Emanuele, lo sguardo verso la piazza era chiuso e quasi soffocante. Nulla contro i mercatini, che dovrebbero esporre però prodotti tipici e di artigianato rigorosamente locale, ma occorre pensare bene agli spazi da occupare e ad un senso estetico che non deve mai essere disatteso. Porre in contrasto le scintillanti vetrine del corso con apparati non proprio adeguati e merceologie di scarso interesse generale, non ha recato benefici né agli uni né agli altri .
Piazza Prefettura. Magnifico ingresso al centro storico con Cattedrale, Teatro Savoia, Prefettura e monumento a Gabriele Pepe. Qui possiamo alzare lo sguardo verso i palazzi storici della città ed il respiro si fa più ampio. Chi è nato in questa città, addentrandosi nelle strade del centro storico, sente quasi di appartenervi così come ci appartiene la nostra stessa vita. Ma devo dire che l’incuria e l’abbandono, quando li incontriamo, ci feriscono.
Le zone pedonali non sono solo divieto di circolazione, bisogna crearvi dentro interesse e fare in modo che pedonalizzazione non faccia rima con desertificazione.
Ci piacerà parlare a lungo del centro storico, ma ne approfitto per dire grazie a tutti i commercianti che lo popolano con sacrificio e amore per la città. Pensare alla propria città come alla propria casa è doveroso. Occorre recuperare un forte senso civico. Pensare a tutti coloro che vi lavorano o semplicemente ci vivono o la frequentano, vuol dire agevolare i loro passi, rispettare tutti i negozi che faticosamente e caparbiamente mantengono viva e illuminata quotidianamente la città.
Campobasso necessita di impegno, solidarietà e rispetto gli uni degli altri, esige interventi fatti di competenza, studio e programmazione complessiva della città con lo sguardo attento alla economia, alle funzioni allo sviluppo, alla storia, alla cultura ed all’arte dell’accoglienza che è alla base di ogni buon proposito futuro. Così da creare momenti e sinergie utili per attrarre visitatori e fare “economia ” in una città che ha molto da far scoprire.
Mio e nostro auspicio è che tutti insieme: Istituzioni, professionisti, imprese, mondo associativo, cittadini si mobilitino in modo consapevole e propositivo per fare di Campobasso una città-modello che ci inviti al rispetto reciproco ed al buon convivere affinché non ci appartengano sterili critiche, ma si concorra tutti insieme a fare di questa città un capoluogo degno di questo nome.
Ci sarebbe tanto da aggiungere e tante sono le omissioni, ma ora il nostro intento e la proposta è di creare al più presto un Forum cittadino fatto di gente appassionata e competente, per approdare ad uno sviluppo armonico della città e a scelte condivise. Magari creando un fondo di solidarietà a sostegno di buoni progetti. Una città che funzioni da volano per lo sviluppo regionale, con buoni collegamenti stradali e ferroviari. Una città dove arrivare, per lavorare, per studiare, per curarsi ….per vivere.

(4 gennaio 2010 – Giulia D’Ambrosio*)

* presidente dell’associazione “Commercio Attivo” – Campobasso

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