Il “segno” dell’Accademia dei Sartori



ROMA – La sartoria italiana, patrimonio di valori, ribadisce con forza la centralità del “made in Italy” nel settore della moda internazionale. Occasione per riaffermare l’importanza di un comparto vitale non solo per l’intera economia italiana, ma anche per l’immagine del nostro Paese nel mondo è la tradizionale kermesse annuale “Stile Accademia” promossa dall’Accademia nazionale dei sartori, storico organismo associativo che riunisce i maggiori rappresentanti della sartoria su misura. L’edizione 2009 ha avuto luogo sabato scorso presso gli affollati saloni dell’hotel Parco dei Principi di Roma.
Tra i padroni di casa, immancabile uno dei maggiori esponenti della sartoria internazionale, il molisano Sebastiano Di Rienzo, segretario generale e instancabile animatore dell’Accademia nonché membro d’onore del comitato scientifico dell’associazione “Forche Caudine”.
La serata, che ha visto come al solito un’affluenza record di ospiti e la presenza di numerosi nomi noti del mondo dell’arte, dello spettacolo e del giornalismo, ha avuto per protagonista il fashion a tutto tondo. Sono sfilate le migliori collezioni messe a punto dai sarti più qualificati del “made in Italy”.
In passerella il frutto dell’artigianato, cioè quell’alta capacità artistica sartoriale, mix mai banale di rigore e di creatività nonché spina dorsale della genialità nostrana. Nella collezione 2009 domina il classico, ma sempre attento all’evoluzione delle linee e dei volumi, capace di coniugare manualità e progettualità in una sintesi creativa che pone quale obiettivo l’eccellenza.
Tra i numerosi maestri sartori protagonisti della serata, oltre allo stesso Di Rienzo (atelier in via Sistina), il quale ha presentato, con i suoi modelli femminili, uno straordinario omaggio ai simboli monumentali di Roma (come testimoniano alcune delle nostre immagini), ricordiamo anche i romani Antonio & Luciano di via Manfredi, Candido di via Noto, Caraceni di via Sardegna, Carbone di via Leone IV, Di Pietro di via Imperia, Gabrielli di via Val d’Aosta, Gerbino di via Imperia, Girolamo di via Cardinal Caprara, Graneri di via Sant’Andrea delle Fratte, Gulino di via Ezio, Litrico di piazza Campitelli, Luzzi di via del Babuino, Meo di via Gandino, Meschino di via della Tecnica, Napolitano di via Laurentina, Panetta di via Puglia, Parisi di via degli Scipioni, Perri di via Boncompagni, Piscioneri di via del Babuino. Tra gli altri soci romani dell’Accademia ricordiamo Fiorese di via Veneto, Gasbarrone di via Marche, Perrone di via Barberini, Pisano di via Frattina, Sagripanti di via Fontanella Borghese, Veterini di via Lombardia e Villani di via Sicilia. Particolarmente numerose, tra le altre, le delegazioni toscane, abruzzesi e campane.
Gli storici rappresentanti della sartoria sono stati chiamati sul palco all’inizio della manifestazione, anche per confrontarsi e dare qualche consiglio ai tanti giovani che stanno intraprendendo questa professione le cui origini si perdono nella storia. Non a caso l’attuale Accademia, oggi presieduta da Vito Panetta, trae origine dall’ultrasecolare Università dei Sartori, fondata per volontà di Papa Gregorio XIII nel 1575, e che ha avuto la sua prima sede in via della Consolazione (allora “vicus Jugarius”), alle falde del Campidoglio, dove la chiesa di Santo Omobono è rimasta il luogo di culto degli attuali Sartori.
Nel corso delle sfilate, presentate da Paolo Notari, non sono mancati momenti di spettacolo e diverse premiazioni. Il concorso “Manichino d’oro” dedicato alla sartoria femminile, giunto alla quinta edizione, ha visto una giovane vincitrice friulana, mentre per il consueto spazio dedicato agli Junior, hanno sfilato i giovani accademici, con età compresa tra i 20 ed i 40 anni, che i vertici di largo dei Lombardi intendono inserire nel proprio organico allo scopo di avviarli alla professione. Il maestro Giuseppe Schembari ha ricevuto il riconoscimento “Vita di sarto” edizione 2009. Ha portato il saluto della Rai il giornalista Augusto Giordano.
“Siamo i depositari di un grande patrimonio non solo tecnico e professionale ma anche umano e culturale – sottolinea il maestro Di Rienzo. “Tradizione e formazione rappresentano i due punti fermi del nostro impegno quotidiano. La promozione del prezioso lavoro artigianale della sartoria su misura passa anche attraverso serate come questa”.
(Giampiero Castellotti)

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