I 90 anni dell’icona Nilla Pizzi



ROMA – E’ una vera e propria icona della musica italiana. Dotata di una vocalità particolare, nel periodo fascista fu allontanata dalla radio perché si ritenne avesse una voce troppo conturbante. Adionilla Pizzi, detta Nilla, compie 90 anni. Nonostante un ictus che l’ha colpita quattro anni fa, continua ad esibirsi con la classica verve emiliana. E oggi afferma: “In realtà sono nata nel 1951, con il Festival di Sanremo. Prima non esistevo”. In quell’anno, con la celebre “Grazie dei fiori”, vinse il primo Festival.
Nasce a Sant’Agata Bolognese il 16 aprile 1919 da Angelo, contadino che cura anche la manutenzione stradale per conto del comune e Maria, sarta a domicilio. Due sorelle maggiori, Liliana e Denisia, danno vita ad un laboratorio di maglieria molto rinomato in paese.
Lavora come collaudatrice di apparecchi radio alla Ducati di Bologna ma partecipa anche, con successo, ai primi concorsi di bellezza italiani. Vince il concorso “Cinquemila lire per un sorriso”, futuro “Miss Italia”.
Il 24 settembre 1940 sposa Guido Pizzi ma il marito viene richiamato alle armi e la coppia si separerà per sempre. Nello stesso anno inizia a esibirsi negli spettacoli organizzati per le Forze Armate, facendosi addirittura eleggere mascotte del 35.mo reggimento Fanteria di Bologna.
Nel 1942 vince, su 10 mila concorrenti, un concorso per voci nuove indetto dall’Eiar, la futura Rai e nel 1944, dopo un’esperienza di successo con l’orchestra Zeme, passa nella mitica formazione di Cinico Angelini pubblica il suo primo disco per La Voce del Padrone, con Bruna Rattani in “Valzer di primavera” e con Elsa Peyrone in “Ronda solitaria” e incide la sua prima canzone solista, “Alba della vita”. Tra i successi anche “Casetta fra le rose”, composto da Guido Cergoli.
Hanno così inizio i tour nei teatri e nelle sale da ballo di tutta Italia al seguito dell’orchestra del maestro Cinico Angelini, al quale si lega anche sentimentalmente.
Torna alla radio nel 1946 e diventata popolarissima. Ma per questioni contrattuali (passa alla Cetra) è costretta fino al 1949 ad incidere utilizzando alcuni pseudonimi quali Isa Marletti, Ilda Tulli, Conchita Velez, Carmen Isa. Lancia successi come “Chico Chico”, “Maria de Bahia”, “Donde vas?”, “La raspa”, “Il samba del tranvai” e “Cocoricò”, una delle prime composizioni di Renato Carosone.
Lasciato Angelini, si lega sentimentalmente con il cantante Luciano Benevene con il quale duetta nei celebri “Bongo Bongo”, “Che si fa con le fanciulle?” e “Avanti e indrè”.
Nel 1951 vince Sanremo con “Grazie dei fiori”, che vende 36 mila copie a 78 giri, un primato.
L’anno dopo trionfa ancora a Sanremo vincendo il primo, il secondo e il terzo posto (“Vola colomba”, “Papaveri e papere”, tradotta in 40 lingue, e “Una donna prega”). Diventa la cantante per eccellenza, la “Regina” della canzone italiana, grazie ad una fortunata definizione di Luca Goldoni. “Vola colomba” di Cherubini e Concina, che accompagna il ritorno di Trieste all’Italia, accende anche polemiche politiche. E lo stesso fa “Papaveri e papere” di Mascheroni e Rastelli, causa di doppi sensi. Quest’ultimo brano vende 600 mila copie in Inghilterra ed è inciso, tra gli altri, da Yves Montand, Beniamino Gigli e Bing Crosby. Dal celebre motivo viene anche tratto anche un film con Walter Chiari dal titolo “Lo sai che i papaveri…”.
Nel 1952 vince anche il Festival di Napoli, con “Desiderio ‘e sole”.
Nel 1953 torna a Sanremo, e giunge seconda con “Campanaro”, cantata in coppia con Teddy Reno. La sua love story con il cantante Gino Latilla (che tenterà il suicidio l’anno dopo) riempie le pagine dei giornali. Dedicato a lei, nasce a Torino il primo fan club della storia della canzone italiana (denominato “Il Salottino di Nilla”), e anche la moda delle “cartonille” che i suoi ammiratori si scambiano come figurine.
Tra gli altri successi del periodo: “Anema e core”, “Eternamente”, “Canzone appassionata”.
E’ la volta di una straordinaria tournee in America e in Russia, di numerose trasmissioni in radio e in tv, e del matrimonio segreto ad Acapulco con il chitarrista Carlo Porti, da cui si separa pochi mesi dopo. Si fa bionda e interpreta alcuni film. Di questo periodo è “Luna caprese”, che ottiene otto richieste di bis.
Nel 1958 è ancora a Sanremo, dove canta “Edera”, successo straordinario, e “Amare un altro”, insidiando il vincitore Modugno che canta “Nel blu dipinto di blu”.
Nel 1959 vince Canzonissima, sempre con “Edera”, il Festival di Barcellona e giunge terza al Festival di Napoli.
Negli anni Sessanta apre un night ad Acapulco che chiama “Portofino” in omaggio all’amico Fred Buscaglione, frequentato da Frank Sinatra e Sammy Davis Jr.
Nel 1968, durante un’altra fortunata tournée americana, si esibisce insiene a Rosemary Clooney, Perry Como, Ella Fitzgerald e Frank Sinatra.
A Sanremo torna nel 1981 come presentatrice accanto a Claudio Cecchetto e nel 1994 come cantante, parte del gruppo Squadra Italia, che canta “Una vecchia canzone italiana”. Segue per un decennio un sodalizio televisivo con Paolo Limiti in tv.
Nel 2001 reinterpreta “Grazie dei fiori” in chiave rap, confermando la sua poliedricità, e nel 2002 viene nominata Grande Ufficiale dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Nel 2003 sempre a Sanremo riceve il premio alla carriera e nello stesso anno è in tour con Platinette.
Nel 2005 è ospite di varie trasmissioni tv, incidendo anche un duetto con Michele Paulicelli, “Vicino a chi se non a te”, la sua ultima incisione. Ma è poi colpita da ictus che però supera in un paio d’anni.
Nel 2008 si esibisce a Ozzano e a Capannori..
Di questa brillante artista abbiamo oltre cinquecento incisioni. Tra le altre: “Quel mazzolin di fiori”, “La barchetta in mezzo al mare”, “Chimera”, “Gelosia”, “Voglio amarti così”, cover di “Solamente una vez”, “Dove stà Zazà” (poi ripresa da Gabriella Ferri), “Finestra a marechiaro”, “Manana por la manana”, “La vita è rosa””cover di “La via en rose” di Edith Piaf, “O mama o mama”, “Il monello”,”La ultima noche”,”Sul mare luccica”,”Sospiratella”, “Acquarello napoletano”, “I sogni son desideri”, “Il piccolo naviglio”, “A spingola”, “Core n’grato”, “Colpa del bajon”, “Col tricche-ballacche”, “El bajon”, “Amico tango”, “Accarezzame”, “‘Na voce, ‘na chitarra”, “Souvenir d’Italie”, “Sempre con te” composta da Roberto Murolo
Tra le “chicche” il duetto con Mina in “Milleluci” del 1974 con “Papaveri e papere”.

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