D’Orazio abbandona i Pooh



ROMA – Dopo 38 anni i Pooh perdono il loro batterista. Se ne va Stefano D’Orazio, romano, 61 anni, parte del complesso dal 1971, quando sostituì Valerio Negrini. Un divorzio non immediato: prima di dirsi addio parteciperà ancora ad un disco, in uscita l’8 maggio 2009, e ad un tour, che debutterà il 24 luglio 2009. Nella storia dei Pooh ci sono stati altri divorzi: Gilberto Faggioli e Bob Gillot nel 1966, Mauro Bertoli nel 1967, Mario Goretti nel 1968, Valerio Negrini nel 1971 fino a quello più noto che ha riguardato Riccardo Fogli, che 1972 ha intrapreso una fortunata carriera da solista.
Stefano D’Orazio ha iniziato a suonare la batteria durante gli anni del liceo. Forma un gruppo di matrice beat chiamato “I Kings”, dal nome riportato sulla cassa della batteria usata che aveva comprato. Poi si chiameranno “The Sunshines” esibendosi soprattutto nella periferia romana. Quindi passa ai “The Planets”, ai “Pataxo and the Others” a “Il Punto”, collaborando alla colonna sonora di un film, da cui viene estratto un 45 giri e ai “Naufraghi”.
Dopo questa lunga gavetta viene assorbito dai “Pooh” nel 1971, sostituendo Valerio Negrini.
Esordisce nell’album “Alessandra” del 1972. La sua prima esperienza come paroliere è datata 1975 quando firma “Eleonora mia madre”, inclusa nell’lp “Un po’ del nostro tempo migliore”. E’ voce solista nel brano “Fare, sfare, dire, indovinare” del 1976, incluso nell’album “Poohlover”. Il duo Canzian-D’Orazio firma molti brani di successo e lo stesso D’Orazio cura anche l’area manageriale della band e nel 1983 si occupa di produrre dischi di giovani emergenti tra cui Roberta Voltolini e Lena Biolcati (che è stata anche sua compagna). Dal 2002 si dedica anche al musical (ha scritto la maggior parte dei testi di “Pinocchio” dei Pooh).
Grande attesa, ora, per la conferenza stampa dove spiegheranno i motivi delle strade diverse.

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