Il Molise piange Danilo Ciolli



CAROVILLI (ISERNIA) – Nessun fiore. Nessun manifesto. Hanno rifiutato anche i funerali di Stato la famiglia della giovane vittima altomolisana del terremoto de L’Aquila.
Don Mario Fangio ha celebrato i funerali nella chiesa Santa Maria Assunta, sottolineando solamente il dolore, lo sgomento, l’incredulità. Tanta la tristezza che ha pervaso tutta la popolazione per la scomparsa del 25enne studente in fisioterapia Danilo Ciolli di Carovilli rimasto lunedì scorso sotto le macerie della palazzina dove abitava.
Il centro altomolisano sembra appartere ad un’altra realtà. In tutti un senso di vuoto ed un dolore racchiusi in un mutismo difficili da penetrare. A nessuno va di parlare, di raccontare, di ricordare un ragazzo portato via da un evento impossibile da prevedere. Il terremoto è più di un incidente stradale. Una fatalità che si amplifica in una tragedia per le centinaia di morti improvvise.
Antonio Conti parla a voce bassa. Il sindaco di Carovilli è commosso ed incredulo. Dentro di sé l’onda straziante anche come padre. Fra i primi ad essere avvertito dalla Protezione Civile che il corpo del giovane estratto dalle macerie intorno alle 21 e trenta di lunedì era proprio quello di Danilo di cui non si sapeva nulla dal momento della devastante scossa tellurica delle 3 e 32.
Carovilli piange un figlio che è di tutta la comunità, dell’intero paese.
"Si rischia di banalizzare tutto, di cadere nel retorico se si volesse parlare in questo momento di Danilo. Il dolore è grande..credetemi.."
Il giovane venticinquenne si sarebbe dovuto laureare fra qualche mese.
Antonio Conti fa lunghe pause, cerca di trattenere la commozione. "Era tornato a L’Aquila perché, da quanto ne so, avrebbe dovuto avere un colloquio con un professore universitario" aggiunge il sindaco. "Era nel suo alloggio ad una cinquantina di metri dalla casa dello studente – continua Conti – Una palazzina che si è accartocciata su se stessa e che le immagini televisive inquadrano spesso come sintesi del disastro che L’Aquila ha subito da questo maledetto terremoto".
Un ragazzo schietto e buono, Danilo. Amava la musica. A Carovilli aveva una sua band. La sorella, universitaria sempre a L’Aquila era rientrata qualche giorno fa per il break di Pasqua. "Danilo doveva parlare assolutamente col prof. prima di trascorrere la Pasqua in famiglia – commenta il sindaco – il suo senso del dovere, l’attaccamento agli studi gli imponevano che nulla potesse essere rimandato a domani".
Una famiglia distrutta. Il papà Stefano responsabile dell’Ufficio Postale di San Pietro Avellana, la mamma Maria maestra. "Ho proclamato il lutto cittadino" conclude il sindaco. Una Pasqua davvero triste per Carovilli. Dove tutti hanno dato l’estremo saluto a Danilo che riposerà per sempre nella sua terra natia.
(Vittorio Labanca)

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