Uno su quattro ha vissuto la depressione

Uno su quattro ha vissuto la depressione

ROMA – Un italiano – o meglio, un romano – su quattro, esattamente il 26%, si è curato almeno una volta per sintomi depressivi, ma soltanto l’1,6% ha scelto di rivolgersi al Sistema sanitario nazionale, preferendo invece strutture private o il fai da te (che spesso equivale a non affrontare il problema). Sono alcuni dei dati presentati dall’associazione StraDe-Studio e trattamenti della depressione onlus di Roma, che si occupa dello studio e del trattamento della depressione.
Il 46% del campione intervistato nel gennaio 2008, composto da 1.209 persone della provincia di Roma, ha affermato di aver avvertito “come sensazione personale” i sintomi della depressione almeno una volta nella vita, il 26% di essersi rivolto ad uno specialista per la terapia dopo una diagnosi, mentre soltanto l’1,6% si è rivolto a strutture pubbliche. Per Antonio Picano, presidente della onlus, la ragione è che “il disturbo è ancora ghettizzato”. Oltre alle difficoltà dei pazienti, ci sono quelle del Servizio sanitario nazionale che “riesce a prendere in carico solo 485 mila pazienti dei 7 milioni stimati dall’Organizzazione mondiale della sanità”.
L’associazione StraDe-Studio e trattamenti della depressione onlus, con un proprio autorevole comitato scientifico, da tempo si batte perché la depressione sia riconosciuta e trattata come tutte le altre malattie, non generi povertà psichica e materiale, non sia causa di discriminazione anche nelle fasce sociali più povere, sia curata con efficacia
“La depressione è una malattia da cui si può guarire – sostiene l’associazione – e lo Stato deve farsi carico di garantire trattamenti differenziati in funzione delle caratteristiche della depressione, dell’ educazione delle famiglie affinché possano comprendere la reale sofferenza della persona depressa e di una corretta informazione sociale sul problema della depressione.
Tra i punti che stanno a cuore all’onlus, lo sviluppo di modelli di prevenzione e di riconoscimento precoce della depressione, ma anche favorire la conoscenza di se stessi eliminando gli aspetti magici e superstiziosi, promuovendo la consapevolezza che la depressione è una malattia guaribile.
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