Offese al Presidente: indagato Gervasoni dell’ateneo del Molise

Il presidente Sergio Mattarella destinatario di una campagna di odio e denigrazione. Questo l’ambito dell’indagine mossa dalla Procura di Roma nei confronti di 11 persone in tutta Italia, tra cui il professor Marco Gervasoni, 53 anni, docente di Storia contemporanea all’Università del Molise, autore di numerosi libri, tra cui “Storia d’Italia degli anni Ottanta. Quando eravamo moderni” (Marsilio), “La tela di Penelope. Storia della seconda Repubblica (1989-2011)” con Simona Colarizi (Laterza), “La guerra delle sinistre. Socialisti e comunisti dal ’68 a Tangentopoli” (Marsilio), “La Francia in nero. Storia dell’estrema destra dalla Rivoluzione a Marine Le Pen” (Marsilio), “La rivoluzione sovranista. Il decennio che ha cambiato il mondo” (Giubilei Regnani). Nel curriculum del professore, i cui primi libri hanno riguardato principalmente il socialismo francese, anche l’insegnamento di Storia comparata dei sistemi politici all’Università Luiss di Roma e la collaborazione al quotidiano Il Messaggero.

Il professor Marco Gervasoni
(foto Il Primato Nazionale)

Come per gli altri indagati, come fa sapere Il Corriere della Sera di oggi, i carabinieri del Ros, all’interno di indagini condotte dal pm Eugenio Albamonte, hanno sequestrato nella sua abitazione pc e telefoni ai quali erano risaliti come fonte dei suoi messaggi. Gervasoni, sovranista e vicino alle idee dell’estrema destra, si muoveva anche su VKontakte, il cosiddetto “Facebook russo”.

“È stato rilevato nel web un crescendo di condotte offensive nei confronti del capo dello Stato, che appaiono frutto di una elaborata strategia di aggressione alle più importanti Istituzioni del Paese – scrivevano gli investigatori nei primi atti dell’indagine.

Gervasoni, di cui hanno preso le difese oggi i quotidiani di destra, ha 20 mila followers su twitter ed è un punto di riferimento per l’area sovranista antagonista

L’Università del Molise, come già accaduto in passato, ha preso le distanze da Gervasoni, che alla richiesta di una dichiarazione, come fa sapere il quotidiano di via Solferino, preferisce “non commentare” prima di aver visto i suoi avvocati.

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