Papa Francesco, un enigma?

Eh, sì. Lo abbiamo capito in tanti. Papa Francesco dà fastidio. Dopo gli attacchi delle grandi lobbies finanziarie, economiche e clericali, ora è il turno della borghesia italiana che, mettendo in campo i suoi intellettuali di riferimento e i propri strumenti di comunicazione, definisce il pontefice un “enigma” imputandogli il torto di non riuscire a far avanzare le riforme nella Chiesa. Definiscono il suo pontificato una parabola al tramonto. Cosa c’è sotto queste posizioni?

Le proposte di Francesco a quelli che chiama “gli uomini di buona volontà” per uno stile di vita coerente con il messaggio evangelico fanno paura. C’è il timore che i  valori da lui affermati con i documenti e testimoniati con la sua vita possano scardinare i privilegi, gli egoismi e le ipocrisie di una società così ingiusta e disumana da lasciar arricchire pochissimi ed emarginare i tanti che Bergoglio chiama gli “scarti”.

Se davvero fosse preoccupata, come fa scrivere ormai sui più importanti quotidiani, che le riforme proposte dal papa segnano il passo, tanta parte di questa borghesia benpensante starebbe vicina a quest’uomo che cerca di mettere in primo piano  i valori evangelici della condivisione e dell’egalitarismo.

Tale nuovo attacco a papa Francesco sui mancati cambiamenti nella struttura della curia, nel suo rapporto con il mondo finanziario e nella promozione di un vero metodo sinodale nella Chiesa in grado di rimetterne al centro il popolo di Dio viene talora appoggiato anche da taluni credenti.

Indubbiamente nella Chiesa c’è un lavoro immane da fare per portarla in modo coerente sulla via del Vangelo, ma nessuno riuscirà a mettere in dubbio la credibilità di un papa come Francesco. Può essere anche criticato, quando gli appunti arrivano senza retropensieri e con onestà intellettuale, ma questo pontefice ha bisogno di essere soprattutto sostenuto. Talora e quando sarebbe più necessaria la presenza solidale, perfino nella Chiesa il silenzio diventa assordante. L’indifferenza tuttavia non può essere certo considerata una virtù!

(Umberto Berardo)

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