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Casacalenda

Provincia: CB
Abitanti: 2.500
Altitudine: 643
Superficie kmq: 67
Municipio:
Corso Roma 78 - 86043  
tel. 0874.841456  
fax 0874.844010
e-mail: [email protected]

 

 

 

Presentazione. Casacalenda è un comune di 2.441 abitanti della provincia di Campobasso. All’inizio del Novecento, Casacalenda aveva 7.300 abitanti.

Storia. “Kalene” è il nome usato dallo storico Polibio quando indica la località dove si sarebbe accampato l’esercito romano, guidato da Marco Minucio Rufo, per affrontare Annibale, ubicato nella limitrofa Gerione. Sono le vicende della seconda guerra punica, inquadrabili nell’anno 217 avanti Cristo. Oggi Casacalenda viene collegata alla “Kalene” romana: non a caso nel suo stemma conserva l’iniziale lettera K di “Kalene”. Ma altri documenti la citano come “Arx Kalene”, poi “Casamcalendam”, “Casamtelendam”, “Rocca Calena”, “Casalchilenda”, “Casa Arcalenda”, “Casal Candela” (1320), “Casal Calenda”, “Casacalena” fino a “Casacalenda”.
Se sono scarse le notizie relative al periodo pre-romano e romano, per il medioevo sappiamo per certo, grazie al “Catalogo dei baroni sotto Guglielmo II” risalente all’incirca al 1175, che il primo signore feudale di Casacalenda è Giuliano di Castropignano. Tra gli altri feudatari, ricordiamo i Caracciolo di Capua. E’ proprio Riccardo Caracciolo ad acquistare il castello di “Casalchilenda” dalla moglie di Giordano di Siracusa, Mattea di Casalchilenda, nel 1324.
Della storia seguente del borgo rimangono evidenti tracce nell’attuale paese. L’accesso al centro storico, ad esempio, è attraverso la Porta a Capo con arco a tutto sesto, sormontata dallo stemma recante la data del 1585. L’asse viario centrale, detto Terravecchia, richiama le architetture tipiche del periodo longobardo. Il borgo era cinto da antiche mura, di cui restano tracce significative.
Di certo il luogo viene venduto nel 1510 da Andrea di Capua al ricco Pirro Ametrano, che muore nel 1544. E’ quindi la volta del figlio Antonio, sposato con Giulia di Sangro, figlia del conte di Frisa, da cui ha tre figli: Pirro, Vittoria e Lucrezia. Antonio muore nel 1562, Pirro nel 1579, Lucrezia eredita il feudo e nel 1580 sposa Antonio di Sangro, dando vita al lungo dominio dei Sangro, casata con numerosi titoli nobiliari. Non a caso a Napoli esiste un prestigioso Palazzo di Sangro di Casacalenda, situato in piazza San Domenico Maggiore. Dopo Antonio, è la volta di Scipione che sposa Beatrice Carafa di Campolieto, prima di morire nel 1671. E’ quindi la volta del figlio Fabrizio, proprietario di Casacalenda, Campolieto, Campodipietra, Larino e Provvidenti, e padre di sei figli, uno solo maschio, Scipione, erede dal 1700. Nel 1724 ottiene Campomarino dai marchesi Marulli di Barletta. Lascia come erede la figlia Anna e muore nel 1752. Anna sposa il cugino Lucio di Sangro, duca di Telese, dando vita all’ultimo signore feudale di Casacalenda, Scipione, il quale, sposata Anna Spinelli di Scalea, muore nel 1805.
Nel febbraio 1799 Casacalenda viene saccheggiata da truppe mercenarie di albanesi, istigate dal signorotto locale, il duca Scipione Di Sangro, insofferente allo spirito ribelle della popolazione casacalendese, più vicina al mastrogiurato Domenico De Gennaro, promotore di una resistenza che gli costa la vita (in Terravecchia c’era sia la casa del martire, contrassegnata da un medaglione posto in occasione del bicentenario degli eventi sia il palazzo De Gennaro, residenza dei parenti di Domenico).

Da vedere. La Chiesa di Santa Maria Maggiore è molto antica. La croce bizantina posta sulla lunetta del portale laterale la fa collocare tra l'VIII e IX secolo; le due statuette in pietra della lunetta (rappresentanti, forse, la visita della Madonna a Santa Elisabetta), testimoniano la sua presenza tra il XII e il XIV secolo. Numerosi i rifacimenti causati dai frequenti terremoti (1456-1688). Del 1728 l’ampliamento, con l’aggiunta della quarta navata. La data 1587 incisa sul gradino del portale secondario fa supporre che in quell’anno terminano i lavori di ricostruzione. All’interno, nella parete di fondo dell’altare maggiore, c’è una pala seicentesca con la Natività, opera del pittore di scuola napoletana Santafede, donata alla chiesa dal duca Antonio di Sangro al quale l'artista chiede asilo in seguito a problemi con la giustizia. Nel coro c’è una tela del pittore settecentesco Paolo Gamba da Ripabottoni. Nella navata laterale di destra, l’altare di San Giuseppe con due opere: nel paliotto il bassorilievo in marmo rappresentante Cristo morto dello scultore Sammartino e, in alto, “Il trapasso di San Giuseppe” di Antonio Solario, detto Lo Zingaro (XV secolo). Il crocifisso ligneo, di cui si ignora l’autore, è del 1530.
La chiesa della Santissima Vergine Addolorata è del 1761, come si rileva da un'inscrizione incisa sul portale. E’ d’ordine corinzio, ad una sola navata. Pregevoli l'altare maggiore a marmi policromi (trasferito dalla diruta chiesa di San Salvatore, non più esistente), nonché il coro in noce ed olivo eseguito da artigiani locali.
Vicina alla Chiesa dell’Addolorata c’è la Fontana del Duca, donata dal duca Scipione Di Sangro e datata 1645. Tre mascheroni in rilievo gettano acqua. La vasca serve da abbeveratoio.
Il cortile del palazzo dei duchi Di Sangro è edificato sulle rovine di un “castrum” romano.
Tra le costruzioni della seconda metà dell’Ottocento segnaliamo Palazzo Di Blasio, dimora del senatore Scipione Di Blasio (1834-1901), promotore del tronco ferroviario Termoli-Campobasso.
Interessanti anche le Fornaci, con piano di cottura forato, praefurnio (corridoio dal quale si accende il combustibile), camera di combustione e di cottura, camera di cottura
A qualche chilometro dal borgo c’è il Convento di Sant’Onofrio, edificato nel 1407 da Padre Giovanni da Stroncone e perfezionato dal beato Tommaso da Firenze. Presenti un chiostro con porticato, con resti di antiche pitture murali, un refettorio, venticinque celle nel piano superiore, oltre un'ala aggiunta nella seconda metà del secolo scorso. Interessanti l’altare maggiore di marmi policromi e il coro con sedili di noce intagliati. Sulla porta d'ingresso della sagrestia, un trittico con scene sacre.
Il Santuario di Maria Santissima della Difesa, del 1898, ospita una Madonna scolpita dall’artista fiorentina Amalia Dupré, molto attiva in Molise ad inizio Novecento, ed una raccolta di ex voto. Nel 1919 la Comunità casacalendese di Montreal ha aperto al culto, in Dante street (Mile-End) una chiesa alla Madonna della Difesa.
Merita una visita anche il Museo di arte contemporanea (presso il municipio), nato nel 1990, testimone della grande sensibilità del paese verso gli eventi artistici.

L’oasi Lipu. Istituita nel 1994 dal Comune di Casacalenda e dalla Regione Molise ed affidata alla Lipu, l’oasi è un bosco di querce di 105 ettari, situato a circa 700 metri sul livello del mare, in una zona a forte vocazione rurale. Riconosciuta dal ministero dell'Ambiente nell’elenco nazionale delle aree protette dal 1997. Il centro di recupero uccelli, istituito nel giugno 2001 e gestito grazie ad una convenzione con la Provincia di Campobasso, costituisce l’unico ospedale per fauna selvatica del Molise e ricovera annualmente circa 300 animali feriti o in difficoltà. E’ l’unica struttura del genere nata in una Casa cantoniera Anas. Il centro recupero è dotato di un centro visite e di due voliere aperte al pubblico. La restante parte della struttura è adibita al ricovero ed alla riabilitazione della fauna selvatica. A circa un chilometro sono disponibili servizi di bar e ristorazione ed una azienda agrituristica. E' possibile visitare il centro solo tramite visita guidata e quindi dietro specifica prenotazione. Gruppi e scolaresche possono effettuare visite tutti i giorni ma anch'essi solo su prenotazione. Apre al pubblico dal giovedì alla domenica. E’ rinomato anche per le molte specie di farfalle che è possibile osservare a giugno.

Curiosità. Il “bufù”, tamburo a frizione, è il simbolo musicale di Casacalenda. La mattina di Capodanno diverse formazioni in piazza Mercato danno vita ad una kermesse in onore dell’antico strumento. Il 29 dicembre 2005 è stato inaugurato il Museo multimediale del Bufù (nel palazzo comunale, in corso Roma 78).

Santo patrono. Sant’Onofrio (12 giugno).

Manifestazioni. Il 17 gennaio i falò, il 19 marzo la festa di San Giuseppe. Il 12 giugno si festeggia il patrono Sant’Onofrio. Il 30 giugno si rinnova la corsa ciclistica “Il giro del cigno”. Il 13 dicembre si onora Santa Lucia. D’estate, Casacalenda ospita l’importante festival “Molise Cinema”.

La scuola superiore. In virtù del suo importante passato, a Casacalenda c’è un istituto d’istruzione secondaria superiore statale (in via Kennedy). E’ attualmente articolato in tre indirizzi: istituto tecnico commerciale Igea, liceo linguistico sperimentale “Brocca”, liceo sociopsicopedagogico “Brocca”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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