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Bagnoli del Trigno

Provincia: IS
Abitanti: 877
Altitudine: 681
Superficie kmq: 36
Distanza da Isernia: km 37
MUNICIPIO:
Via G. Marconi, 11 - 86091
Tel.: 0874.870107
Fax: 0874.870930

 

 

 

Origini e storia. Bagnoli è uno dei paesi dall’aspetto più suggestivo del Molise, incastonato nella roccia, con i ruderi del castello che dominano l’abitato. Non a caso è conosciuto in regione con l’appellativo di “Perla del Molise”. Il massiccio roccioso, che si staglia tra il fiume Trigno e il torrente Vella, viene chiamato dialettalmente “La preta”.
Le due altimetrie del paese, dai 635 in basso fino ai 681 metri, portano alla “scissione” sociale e culturale del paese in due zone distinte: “Terra di sotto” e “Terra di sopra”.
Sulle origini del paese si sa poco. Si ricorre, in genere, a tre differenti leggende. La prima vuole che il borgo sia stato edificato da un nobile cavaliere romano il quale era solito bagnarsi “là dove le acque del Trinum (l’odierno fiume Trigno) sono più ricche di minerali”. Una seconda leggenda vuole che le prime abitazioni sorgessero intorno ad un complesso termale, da cui appunto il nome “Balneoli”, rispolverato anche in occasione di rievocazioni storiche. La terza fa risalire l’origine al periodo delle invasioni barbariche, quando due tribù per motivi di sicurezza si rifugiarono sotto la “preta”, alimentando il primo agglomerato di case che poi diverrà il rione di Santa Caterina (il più antico). Di certo, in contrada Vicenne, a circa due chilometri dal paese, sono venute alla luce tombe databili tra il IV e gli inizi del III secolo avanti Cristo. Mentre le prime notizie documentate dell’attuale abitato risalgono al Medioevo, con le dominazioni longobarde, normanne e sveve, quando il feudo appartiene ai Conti di Molise. Carlo I d’Angiò la offre a Riccardo di Montefuscolo, alla cui famiglia rimane fino al XIV secolo. Tra il 1309 e il 1415, Bagnoli è degli Stendardo, dei Cantelmo, dei Trinci e dei Mormile. Successivamente passa ai d'Aquinio, ai d’Avalos; nel 1520 Ferrante d’Avalos la vende ad Autonio Sanfelice. A seguire Bagnoli subisce le vicissitudini della zona, fino al Regno di Napoli e all’Unità d’Italia.
Il paese ha rischiato di spopolarsi completamente nel 1532, quando la popolazione toccò la punta minima di ventisette abitanti.
L’appellativo “del Trigno” fu istituito con un decreto del 1863 per distinguere il comune molisano da altri omonimi sparsi nel Regno d’Italia.
Fornita di acquedotto e di illuminazione idroelettrica fin dal 1912, Bagnoli vede, nel corso degli anni, fiorire varie istituzioni benefiche: “Il monte Frumentario”, società di mutuo soccorso creata a New York con la denominazione di “Mutual benevolent society of Bagnoli del Trigno” e il ricreatorio “Lamarmora”.
Quindi è caratterizzata da una fortissima emigrazione verso gli Stati Uniti ma soprattutto verso Roma, dove la maggior parte dei bagnolesi svolge prima la mansione di stallieri, quindi di vetturini delle storiche “botticelle” romane e infine approda alla licenza del taxi (solo oltre un migliaio i bagnolesi “tassinari” a Roma). D’estate il paese passa dal migliaio scarso di abitanti ad oltre cinquemila, con complessive 10-15 mila presenze nell’intera bella stagione. Nel 1920 Bagnoli del Trigno contava cinquemila abitanti rispetto agli ottocento attuali.
Alle attività principali (agricoltura e pastorizia), si sono affiancate attività edili, un acetificio, le acque gassate e la lavorazione della pietra che per un lungo periodo è andata sotto il nome di “Perlato del Trigno”.

Arte e paesaggio. Non molto distante dal castello si trova la suggestiva chiesa di San Silvestro, dal ricco portale, risalente al XIII-XIV secolo, con decorazioni scultoree e l’attiguo Campanile sulla Roccia. Sempre a Bagnoli di Sotto da ammirare le chiese di Santa Caterina e di San Michele, la suggestiva piazza Olmo, la scalinata San Felice, la Fonte vecchia e Sprondasino. All’interno del centro storico si può ammirare la “casa romana”, edificio medievale che presenta una bifora e interessanti rilievi scultorei. Epicentro di Bagnoli di sopra è la parrocchia di Santa Maria Assunta con campanile e campana di quasi 3 tonnellate e mezza. Quindi la chiesa della Madonna di Fatima e la casa del pellegrino, la chiesa della Madonna della Valle Bruna, le Cannavine, Fonte Cervello, il castello San Felice e il Mandriglio, piazza Umberto I e il monumento, il parco Mario Lippucci. I dintorni sono indicati per suggestive escursioni all’insegna della natura.

Feste e fiere. Il periodo più suggestivo è quello natalizio, con la processione delle “’ndocce”, torce simili a quelle di Agnone. La particolarità che la ‘ndoccia viene spenta con il vino nuovo spillato dalla botte, rito di buon auspicio per i raccolti. A Carnevale si rinnova la sfilata dei “Mesi”, con i carri ed i relativi canti. D’estate particolarmente ricco il cartellone di eventi, cui contribuiscono i tanti villeggianti. Da segnalare, in particolare, le tante feste religiose: San Michele l’8 maggio, la Madonna dei Miracoli il 16 giugno, la festa patronale di San Vitale il 20 agosto, Sant’Antonio il 21 agosto, la Madonna di Fatima il 27 agosto, la Madonna di Vallebruna l’8 settembre e Sant’Emidio il 9 ottobre. Da anni il 18 agosto ha luogo il Palio di Santa Caterina con sfilate in costume medievale ed il 24 agosto la festa di Topolino per i bambini.

Prodotti tipici. Il piatto più originale di Bagnoli del Trigno e dell’area circostante è lo “scattone”, pasta affogata nel vino. I bagnolesi rinnovano tale rito anche a Roma. Da non perdere anche le “scorpelle e buttatille” (dolci con uova, zucchero e farina), le “sagne” (sorta di tagliatelle spezzettate), la “paniccia” (pasticcio di verdure) e ovviamente i piatti a base di agnello. Quindi salumi, scamorze, provoloni e il tartufo nero.

 

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