Provincia Campobasso Provincia Isernia

 

 

Capracotta

Provincia: IS
Abitanti: 1.121
Altitudine: 1.421

 

 

Presentazione. Capracotta è un comune di 1.121 abitanti della provincia di Isernia (negli anni Venti erano quasi cinquemila), che si trova nei pressi del confine con l'Abruzzo. E’ meta turistica, tra le principali dell’entroterra molisano. Con i suoi 1.421 metri sul livello del mare è tra i centri più alti dell’Appennino. Il punto più elevato del territorio comunale è la vetta di Monte Campo a 1745 metri d’altitudine. In inverno non è difficile imbattersi in bufere di neve: il manto nevoso in genere supera i due metri, determinando talvolta l’isolamento.
A valle dell’abitato, in direzione sud, si trovano le sorgenti del Verrino, affluente del fiume Trigno, in un’ambiente davvero suggestivo, ricco di cascate. Poco fuori del paese, sulla strada per Pescopennataro, c’è l’importante “Giardino della flora appenninica”, orto botanico di alta quota, ad uso anche universitario, che raccoglie notevoli specie floreali e arboree dell’Italia centro-meridionale.
Capracotta è un importante località climatica e sciistica. Ha due impianti: uno per lo sci alpino, in località Monte Capraro, con una seggiovia; l'altro per lo sci di fondo in località Prato Gentile. Quest’ultimo impianto è stato sede dei Campionati italiani assoluti di sci di fondo nel 1997.

Nome. Numerosi paesi molisani hanno nomi decisamente originali, talvolta buffi, altre volte affascinanti. Capracotta certamente rientra tra questi. Intorno alla denominazione ruotano diverse leggende. La più nota narra di una macabra usanza in uso presso gli zingari: dar fuoco ad una capra per segnare il luogo dove fondare una cittadina. Nel caso di Capracotta, però, la capra ustionata riuscì a fuggire ma andò a morire sulle montagne. Gli zingari decisero allora di costruire il paese dove l’animale si era fermato. Più che gli zingari, sembra che possano essere stati i longobardi a compiere il rito, come confermano alcuni testi angioini.
Un’altra tradizione vuole che la denominazione derivi dal latino “castra cocta”, cioè un accampamento militare protetto da un “agger coctus”, un muro di cinta fatto di mattoni. In sostanza in questi luoghi potrebbe aver trovato vita un distaccamento romano. Ugo Mosca, in uno studio sui toponimi molisani depositato nella Biblioteca Provinciale di Campobasso, sostiene che i toponimi hanno conservato, in generale, gli etimi indoeuropei e, pertanto, Capracotta deriverebbe dagli indoeuropei “cap”, luogo elevato e “kott”, luogo roccioso, due peculiarità palesi che contraddistinguono il paesaggio capracottese.

Storia. Nel territorio di Capracotta sono stati ritrovati reperti del periodo sannitico e romano (mura poligonali, sepolture), tra cui la celebre “Tavola Osca”, esposta al museo di Londra. L’attuale abitato potrebbe risalire all’epoca dei Longobardi di Benevento, nell’ambito delle guerre contro i Bizantini nel VII secolo. Di certo il paese, al tempo dei normanni, è di proprietà dei Borrello, Conti di Agnone. Poche notizie si hanno del periodo svevo. In epoca angioina, invece, Capracotta viene concessa a Francesco della Posta (nel 1269), il quale muore nel 1276 ed ha per successore il figlio Gentile. Nel 1281 il feudo di Capracotta è in possesso di Andrea Carafa, signore di Forlì, il cui nipote lo vende nel 1443 al duca di Castropignano.
Capracotta ha subito gravi danni nel corso della seconda guerra mondiale, quando il paese è stato evacuato dalla popolazione e dato alle fiamme dalle truppe tedesche in ritirata verso la Val di Sangro.

Manifestazioni. La festa più celebre si svolge il 6 agosto e si chiama “La Pezzata”, preparazione di un piatto tipico di carne (maggiori informazioni in altra parte del sito). Il 24 giugno di festeggia San Giovanni Battista. Il 13 luglio è la volta di San Sebastiano, il patrono del paese. Il 26 luglio si festeggia Sant’Anna. Il 6 dicembre San Nicola. Il 31 dicembre è la volta delle “Maitunate”.

 

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