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Fornelli

 

 

Presentazione. Fornelli è un comune collinare di 1.982 abitanti della provincia di Isernia. Nel suo territorio scorre il torrente Vandra, che confluisce nel Volturno.

Nome. Deriva probabilmente da un forno per la produzione di laterizi. Secondo il Giustiniano la denominazione deriverebbe dai numerosi forni rustici disseminati nel territorio per la cottura dell’uva. Un’altra tradizione lo rimanda al periodo longobardo e all’appellativo di un “Forum Cornelii”

Stemma. Sette torri con la principale nel centro e le altre ai lati, sovrapposte tre e tre.

Origini. Il territorio ospita resti archeologici. Degno di nota è il Seggio (a cinque chilometri dal borgo), ai piedi del quale correva la Via Antiqua, dove sono state individuate un’area funeraria ed una cappella “extra castrum”.

Storia. E’ citato, per la prima volta, in una sentenza del 10 ottobre 981 e doveva essere una dipendenza della vicina badia di San Vincenzo al Volturno. Nel medioevo il paese si chiama “Vandra” dal nome del limitrofo torrente. Di certo il paese è uno dei borghi sorti nel X secolo nell’area appartenente alla Badia di San Vincenzo al Volturno, quando già si chiamava “Fornello” (soltanto nel Settecento assume l’attuale toponimo). Fornelli nei Cedolari angioini, che vanno dal 1320 al 1415, è compresa nell'Abruzzo Citra (Chieti). La popolazione dovrebbe essere originaria della diocesi di Valva e Sulmona, in Abruzzo, in quanto il Ciarlanti, nel 1823, scrive: “L’abate Giovanni fè venire dal contado di Valva (Sulmona) genti, parte delle quali pose al Fornello, per accrescervi abitatori”.
Del borgo si appropriano diversi personaggi, tra cui Landolfo Conte d’Isernia. Nel 1443 viene occupata da Francesco Pandone, la cui famiglia ha Fornelli in feudo fino al 1525, quando passa alla famiglia Galluccio. Nella Numerazione del 1532 appare come terra molisana. A seguire troviamo i Caracciolo e i Dentice (di origine amalfitana). Carlo Dentice nel 1667 vende Fornelli alla famiglia Carmignano. Nel 1723 troviamo Carlo Carmignano, il cui germano è vescovo di Gaeta, quindi un secondo Carlo Carmignano, intestatario prima del 1797, vissuto oltre il 1806, e ultimo signore feudale. Con Regio Decreto 21 maggio 1855 il titolo di marchese di Fornelli viene concesso a Giulia Carmignano, figlia di Andrea e Marianna Tufarelli. Il palazzo marchesale è attualmente proprietà della famiglia Laurelli. Nel 1807 venne compresa nel Distretto (ora Circondario) d’Isernia, e nel Governo (poi Circondario) ed ora Mandamento della città stessa.
Le cronache riportano numerosi terremoti (847, 1120, 1456, 1688, 1706, 1805, 1807, 1882, 1984) e la pestilenza del 1656. Nel giugno 1814 viene acquistato l’orologio del campanile, danneggiato dal terremoto del 1984, risistemato nel 2000. Laurelli è la famiglia più nota alle cronache, compratrice del feudo dai Carmignano nel 1832, proprietaria di un castello. Fornelli è città decorata al valor militare per la guerra di liberazione. Il 16 dicembre 1971 il presidente della Repubblica le ha insignito la medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Riconoscimento collegato in particolare all’episodio dei cosiddetti “Martiri di Fornelli”: il 4 ottobre 1943 vengono impiccati nella frazione Castello i fornellesi Giuseppe Castaldi, Vincenzo Castaldi, Celestino Lancellotta, Domenico Lancellotta, Giuseppe Laurelli e Michele Petrarca dai tedeschi per rappresaglia in quanto un cittadino fornellese aveva ucciso uno di loro.

Popolazione. Fuochi: 76 nel 1532; 81 nel 1545; 106 nel 1561; 116 nel 1595; 110 nel 1648; 84 nel 1669. Abitanti: 1.276 nel 1780; 1.915 nel 1835; 1.658 nel 1901; 1.480 nel 1911.

Sindaci. Pettine Adamo (1809); Tedeschi G. (1810-1811); Tedeschi Ferdinando (1812); Gordulli Nicola (1813-1815); Lancellotta Giuseppe (1815-1821); Pettine Adamo (1822-1825); Lombardi Andrea (1825-1827); Di Martino Giorgio (1828-1831); Petrangelo Giuseppe (1831-1834); Lancellotta Domenicantonio (1834-1836); Senerchia Giosuè (1837-1840); Coletta Michelangelo (1840-1846); Petrarca Pasquale (1846-1849); Tedeschi Antonio (1849-1850); Guglielmo Raffaele (1850-1852); Petrarca Faustino (1852-1853); Pettine Modestino (1853-1857); Guglielmi Raffaele (1858-1860); Tedeschi Stefano (1860-1861); Coletta Pietrantonio (1861-1864); Iacovetti Achille (1864); Pettine Modestino (1864-1867); Tedeschi Gaetano (1867-1875); Coletta Raffaele (1875-1880); Pannoni Domenico ff. (1880-1882); Laurelli Antonio (1882-1919); Pettine Nicola (1919-1921); Giuseppe Laurelli (1921-1926); Orazio Lombardi (1926-1931); Ricci Gaetano (1931-1936); Laurelli Giuseppe (1936-1943); De Iorio Nicola (1943-1944); Laurelli Antonio (1944-1956); Ricci Gaetano (1956-1957); Ionata Domenico (1957-1960); Di Fiore Alfredo (1960-1964); Di Fiore Giuseppe (1965-1980); Petrarca Armando (1980-1995); Ionata Aurelio (1995-2004); Petrarca Giuseppe (2004-...).

Libri. “Fornelli, Contributo storico alla conoscenza di un paese del Mezzogiorno” di Annaclaudia e Antonio Arduini, edito da Edizioni 3 A, Agnone (Isernia); “I martiri di Fornelli: Una storia sconosciuta della resistenza italiana” di Federico Orlando; “I miei ricordi del tragico, glorioso 1943 a Fornelli” di Gemma Di Fiore Laurelli; “Fornelli tra storia e tradizioni - Istituto Comprensivo di Colli a Volturno e Amministrazione comunale di Fornelli” a cura di Michele Raddi, Volturnia Edizioni, 2003.

Da vedere. Due le chiese principali: la chiesa di San Michele Arcangelo, con statua del santo e tre tavole del XVIII secolo, e la chiesa di San Pietro Martire, danneggiata dagli ultimi terremoti. Tre le cappelle nelle borgate: Madonna delle Grazie, Madonna Assunta, Madonna Addolorata.

Patrono. San Pietro.

Gastronomia. Fornelli è città dell'olio.

Feste e fiere. Nel 1601 il Mazzella scrive di Fornelli: “Terra nuova, ma molto popolata, e ricca, che fa i più eccellenti vini di tutto il paese”. In ottobre si svolge ancora la festa della vendemmia: una sfilata di carri addobbati culmina con la premiazione del carro più significativo. Nella settimana prima di Pasqua si svolge la “tuzza”, gara di abilità con le uova. Ad agosto si svolge da qualche anno la manifestazione “Estate al borgo” con rievocazioni medievali. Il cosiddetto “Pellegrinaggio a Villalago” ha luogo invece ogni 19 agosto.
Il 24 ottobre si svolge la festa di San Raffaele.

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