Riflessioni su “Sannio Falanghina – Città europea del vino”

Rendicontare sullo stato di realizzazione del progetto “Sannio Falanghina – Città europea del vino 2019” dà adito a due sentimenti; l’uno quello di dover chiudere e rendere il conto di una esperienza annuale; l’altro è quello di non poter rendicontare perché si è coscienti di essere all’inizio di un processo che può cambiare il modo di essere e di pensare di intere comunità.

Questo secondo aspetto è quello più affascinante. Bisogna pur dire però che rispetto alle ambizioni la realtà ahimè è altra cosa e si plasma giorno per giorno con fatti e comportamenti che, a volte, fanno avanzare solo millimetricamente la vita sociale dei cittadini.

Il frutto sicuro di questa esperienza è la convinzione di molti che il disegno di scenari avvincenti deve essere accompagnato dai comportamenti quotidiani dei sognatori, il risveglio potrebbe essere tragico.

Il riconoscimento di “Città europea del vino”, (in questo caso avvenuto ad ottobre 2018), per esperienza diretta ha rappresentato e rappresenta sicuramente una occasione strepitosa per mettere al centro dei riflettori i desideri di un territorio.

Può anche essere colto come stimolo per intraprendere percorsi inusitati di reale impegno sociale.

Nel caso di “Città europea della cultura 2019”, la città di Matera ha avuto svariati anni per costruire la domanda. Ha avuto ben quattro anni per delineare una progettazione esecutiva sulla quale chiedere e convogliare notevoli risorse e sponsorizzazioni per un budget non inferiore a 50 milioni di euro. Matera ed il Sud facendo bene hanno dimostrato che la cultura può essere al centro di un progetto di sviluppo territoriale duraturo.

Con ciò voglio dire che risultati permanenti importanti sono facilitati anche dal tempo espresso in anni durante il quale fare misurare gli stakeholders territoriali assieme alle agenzie che operano professionalmente nell’innovazione territoriale.

L’esperienza da noi vissuta potrebbe indurre Città del Vino e Recevin a scegliere in futuro di affidare il titolo di “Città Europea del Vino” con largo anticipo rispetto all’anno di svolgimento.

Potrebbe anche dedursene che l’Associazione Nazionale potrebbe valutare anche l’opzione di poter scegliere anno per anno una città italiana del vino, tanta mi è apparsa la forza che si conferisce ai territori con un riconoscimento affidato da una associazione qualificata come la nostra.

Nello specifico di “Sannio Falanghina – Città Europea del Vino 2019” il tempo limitato del quale si è fruito prima e dopo il riconoscimento ha comunque consentito di raccogliere frutti di stagione nonchè svolgere attività che lasceranno il segno nel tempo.

Durante il 2019 i Comuni da tempo inseriti nella compagine sociale dell’Associazione: Guardia Sanframondi, Benevento, Castelvenere, Sant’Agata de’ Goti, Solopaca, Torrecuso, Vitulano, ecc., sono diventati ventisette.

Tutti i comuni vitati del Sannio si sono affrettati ad aderire a questo progetto di rilancio territoriale.

In un momento in cui il mondo delle imprese agricole contesta i lacci burocratici che le asfissiano, il territorio, con tutte le sue componenti (istituzionali, sindacali, professionali e associative), ha partecipato alla costruzione di una nuova regola (Statuto del Paesaggio Rurale ovvero Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale), regola che rende più penetrante la normativa urbanistica, fitosanitaria ed ecoambientale. Altro che delegificazione.

Le undicimila imprese vitivinicole sannite sono disponibili a sopportare altri sacrifici pur di poter partecipare ad un progetto di sviluppo collettivo.

Se ne deduce che se le componenti sociali sono messe nella condizione di cogliere opportunità, esse sono ancora in grado di gestire temi scottanti purchè aprano il cuore alla speranza.

Tanti sono i momenti che hanno inciso e formato l’immaginario collettivo il quale dallo scetticismo iniziale (Guardia, Castelvenere, Sant’Agata de’ Goti, Solopaca, Torrecuso e Benevento appartengono a quel Sud che in pochi anni ha perso per emigrazione un milione di giovani laureati), passando per la curiosità, verso la fine, ha colto il valore della costruzione di una buona reputazione territoriale.

Dal primo momento gli organizzatori (i sei Sindaci, la Regione, la Provincia e la Camera di Commercio), si sono impegnati in incontri settimanali a Castelvenere per un anno intero, per cogliere l’evento come una grande occasione e una carta da giocare a dovere.

Ecco quindi il manifesto ufficiale di “Sannio Falanghina – Città europea del vino 2019” – promosso dal Comune di Solopaca – e realizzato e donato dal Maestro Mimmo Paladino, massimo rappresentante della “Transavanguardia Italiana”. Movimento artistico questo caratterizzato dalla sua natura anticipatoria di nuove visioni in campo artistico.

Manifesto che ha girato il mondo e che ne è stato l’immagine distintiva a partire dal padiglione della Campania predisposto per il Vinitaly di Verona (7 – 10 aprile).

Al logo ha fatto seguito, ovviamente, la istituzione del sito web “www.sanniofalanghina2019.com” e della pagina su facebook, la individuazione dei responsabili dell’ufficio stampa, i giornalisti Antonello De Nicola e Luciano Pignataro (per conto del parallelo progetto “Biowine”), nonché dell’ambasciatore di Sannio Falanghina nel mondo, nella persona del Direttore Mauro Felicori, già responsabile della Reggia di Caserta e ancora oggi commissario del Ravello Festival.

Chiaramente ciascuno ha fatto più del proprio dovere come era auspicabile. Tanti i frutti.

Uno sguardo sulla rassegna stampa sino al 14 gennaio 2020 conta 796 articoli in pdf, 280 articoli in stampa quotidiana, anche internazionale, la pubblicazione di 1.583 foto connesse e la proiezione su televisioni nazionali ed estere di ben 88 video.

Decine di migliaia invece le richieste ed i commenti sul sito web e la pagina facebook.

Dodici i passaggi televisivi oltre il minuto: TG1, TG2, TG5, Mattino 5, Rai News, Linea Verde, Mi manda Rai Tre, Sky, ecc..

Rispetto alle tante generose collaborazioni gratuite, alle quali vanno i più sentiti ringraziamenti degli organizzatori, non va dimenticato l’apporto finanziario della Regione Campania di circa 300 mila euro, quello della Camera di Commercio di Benevento, che ha finanziato l’evento inaugurale e quello della Provincia di Benevento che ha fronteggiato gli oneri per la Convention delle Città del Vino, oltre alla cartellonistica.

Ovviamente l’occhio vigile e stimolante degli organi della nostra Associazione, del Presidente Floriano Zambon, del dott. Corbini, non sono mai mancati. Non aggiungo altro per i meriti di ideazione che vanno ascritti quasi esclusivamente ad una sola persona che in questi giorni ci ha lasciato.

Un vuoto doloroso che supereremo solo attingendo alla qualità del suo insegnamento per porci mete di progresso a lui tanto care.

A scopo esemplificativo vanno comunque precisate alcune iniziative delle tante svoltesi in questo anno:

– presentazione dell’evento presso il MIPAF (all’epoca MIPAFT) il 7 aprile, tra l’altro alla presenza dell’allora Vice Presidente del Consiglio On.le Luigi Di Maio, che ha gustato e promosso il prototipo di gelato alla Falanghina realizzato in sua presenza;

– presso le aule parlamentari della Camera e del Senato l’otto maggio, promosse rispettivamente dalla Deputata Ianaro e dalla Senatrice Lonardo, ci sono state specifiche degustazioni. Al Senato la manifestazione è stata presieduta dall’On.le Casellati alla presenza di 300 ospiti e del prof. Riccardo Cotarella. Quest’ultima degustazione in verità è andata sotto il nome di “Degustazione Letteraria”, per la contemporanea presentazione di un apposito pamphlet i cui contenuti sono stati predisposti dalla Senatrice Lonardo e declamati dall’attrice Debora Caprioglio;

– interessante la simbiosi realizzata con il Comune di Matera, anch’essa Città Europea 2019, che, oltre ad eventi culturali condivisi, ha consentito di impiantare nei giardini di quella Città ben 20 piantine di Falanghina che già quest’anno daranno i primi frutti;

– numerosi sono stati anche gli eventi su Milano, negli spazi della Regione Campania in Piazza Fontana e su Parigi. Degni di nota particolare la partecipazione con proprio stand alla “Fête des Vendanges de Montmartre”, dal 9 al 13 ottobre e la serata di gala dedicata a Sannio Falanghina dall’Ambasciata di Italia a Parigi il giorno 25 novembre in occasione della settimana della cucina italiana nel mondo;

– il “Falanghina Day” il 23 marzo;

– l’inaugurazione della “Ciclovia della Falanghina il 14 aprile;

– la commemorazione dell’ing. Leonardo Mustilli, papà della Falanghina;

– la vendemmia dei libri di Castelvenere;

– la partecipazione a “Vitigno Italia dal 19 al 21 maggio;

– la serata di gala presso il Teatro San Carlo di Napoli il 22 dicembre;

– per non parlare delle grandi feste del vino nei comuni promotori: Vinestate, Vinalia, Festa dell’Uva e del Vino.

In relazione alle Reti, il riconoscimento ottenuto, oltre a consolidare e rafforzare i già noti rapporti con l’Associazione Nazionale Città del Vino, con l’Osservatorio del Turismo del Vino (cha ha sede presso l’Università di Salerno) e con talune realtà regionali come il Veneto, ha trasformato la vocazione vinicola del Sannio in un progetto di cooperazione territoriale capace di suscitare entusiasmo, di creare un clima favorevole alla collaborazione e alla condivisione, di contaminare e di coinvolgere imprese ed operatori, istituzioni e cittadini, in vista della costituzione in Campania di un vero e proprio distretto del vino.

Vanno lette in questa direzione le adesioni, accanto ai cinque comuni proponenti la candidatura (Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata de’ Goti, Solopaca e Torrecuso) e alla città capoluogo Benevento (che ha sposato da subito la causa), di altri ben ventuno municipi sanniti alla rete delle Città del Vino. L’intento ora è quello di dar vita insieme e in maniera condivisa a programmi, progetti e strategie per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione della “Valle del Vino” del Sannio Beneventano.

Innumerevoli sono stati gli incontri, con il Consorzio di Tutela, la locale Camera di Commercio, l’Università del Sannio, l’ENIT, Enti, Fondazioni, Associazioni, GAL, Organizzazioni di Categoria, attori pubblici e privati, di livello regionale, nazionale ed internazionale, che si sono succeduti nel corso di questa primavera per approfondire tematiche, immaginare e sviluppare iniziative, disegnare scenari. Tanto ha spinto la Regione Campania ad istituire e formalizzare, presso il locale Servizio Territoriale incardinato nell’Assessorato all’Agricoltura, un Tavolo Tecnico-Operativo dedicato appunto a “Sannio Falanghina Città del Vino 2019”.

La consapevolezza e la accresciuta determinazione delle istituzioni intorno al brand “Sannio Falanghina” deve diventare determinazione collettiva e singola di ogni cittadino sannita.

La qualità della comunicazione del nostro brand deve costantemente crescere e guardare lontano.

Per intanto, adesso, lavoriamo sulla tappa a cronometro del “Giro d’ITALIA 2021” che interesserà le città del vino Sannite.

Dott. Floriano Panza
Sindaco del Comune di Guardia Sanframondi (Benevento)

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