Roma, dal 25 gennaio Gabriele Basilico al Palazzo delle Esposizioni

Dal 25 gennaio 2020 il Palazzo delle Esposizioni presenta la grande mostra Gabriele Basilico. Metropoli, a cura di Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, realizzata in collaborazione con l’Archivio Gabriele Basilico.

Dedicata a uno dei maggiori protagonisti della fotografia italiana e internazionale, la rassegna è incentrata sul tema della città con oltre 250 opere in diversi formati datate dagli anni Settanta ai Duemila, alcune delle quali esposte per la prima volta.

La metropoli è sempre stata al centro delle indagini e degli interessi di Gabriele Basilico (Milano 1944-2013). Il tema del paesaggio antropizzato, dello sviluppo e delle stratificazioni storiche delle città, dei margini e delle periferie in continua trasformazione sono stati il principale motore della sua ricerca.

La mostra analizza questi temi mettendo a confronto le opere realizzate nelle numerose città ritratte, tra le quali Beirut, Milano, Roma, Palermo, Napoli, Barcellona, Madrid, Lisbona, Parigi, Berlino, Buenos Aires, Gerusalemme, Londra, Boston, Tel Aviv, Istanbul, Rio de Janeiro, San Francisco, New York, Shanghai, accostate secondo analogie e differenze, assonanze e dissonanze, punti di vista diversi nel modo di interpretare e di mettere in relazione lo spazio costruito.

Il percorso espositivo della rassegna si articola in cinque grandi capitoli: “Milano. Ritratti di fabbriche 1978-1980”, il primo importante progetto realizzato da  Basilico; le  “Sezioni del paesaggio italiano”, un’indagine sul nostro Paese suddiviso in sei itinerari realizzata nel 1996 in collaborazione con Stefano Boeri e presentata alla Biennale Architettura di Venezia; “Beirut“, due campagne fotografiche per la prima volta esposte insieme, realizzate nel 1991 in bianco e nero e nel 2011 a colori, la prima alla fine di una lunga guerra durata oltre quindici anni, la seconda per raccontarne la ricostruzione; “Le città del mondo”, un viaggio nel tempo e nei luoghi da Palermo, Bari, Napoli, Genova e Milano sino a Istanbul, Gerusalemme, Shanghai, Mosca, New York, Rio de Janeiro e molte altre ancora; infine  “Roma”, la città nella quale Basilico ha lavorato a più riprese, sviluppando progetti sempre diversi fino al 2010, in occasione di una stimolante quanto impegnativa messa a confronto tra la città contemporanea e le settecentesche incisioni di Giovambattista Piranesi.

Oltre alle opere in mostra, viene proposta un’ampia biografia illustrata che racconta attraverso brevi testi e immagini il percorso artistico e professionale di Basilico (più volte infatti le due sfere si sono incrociate) e tre video: il primo realizzato da Tanino Musso nel 1991 a Beirut e rimontato da Giacomo Traldi che ha rielaborato anche un’intervista del regista Amos Gitai del 2012 dedicata a Roma e a Piranesi. Il terzo video, “A proposito di Sezioni del Paesaggio italiano”, è un’intervista a Stefano Boeri realizzata da Marina Spada nel 2002.

Catalogo

La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia, con testi di Marc Augé, Luca Doninelli e Roberta Valtorta e con una raccolta di dichiarazioni di Gabriele Basilico, edito da Skira Milano.

Biografia

Gabriele Basilico (Milano, 12 agosto 1944, Milano, 13 febbraio 2013) è stato uno dei maggiori fotografi italiani del Novecento e uno dei maestri della fotografia italiana ed europea contemporanea. Inizia a fotografare alla fine degli anni Sessanta con fotografie di indagine sociale. Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano (1973), si dedica alla fotografia con continuità. È del 1978-1980 la sua prima ricerca importante, “Milano. Ritratti di fabbriche”, presentata nel 1983 al PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) di Milano. Il primo incarico internazionale è del 1984, quando viene invitato a partecipare, unico italiano, alla Mission Photographique de la DATAR, l’importante progetto di documentazione delle trasformazioni del paesaggio contemporaneo voluto dal governo francese. Da questo lavoro nascono il libro e la mostra Bord de mer. Nel 1990 riceve a Parigi il “Prix Mois de la Photo” per la mostra e il libro Porti di Mare. Nel 1991, con un importante progetto sulla città di Beirut devastata da una guerra civile durata quindici anni, la sua notorietà si sposta a un livello ancora più decisamente internazionale.

Un primo bilancio sul suo lavoro è oggetto della retrospettiva alla Fondazione Galleria Gottardo di Lugano nel 1994 e del volume L’esperienza dei luoghi. Fotografie 1978-1993

Invitato alla Biennale di Venezia del 1996 con la mostra “Sezioni del paesaggio italiano/Italy. Cross Sections of a Country”, in collaborazione con Stefano Boeri, riceve il premio “Osella d’oro” per la fotografia di architettura contemporanea.

Nel 1999 pubblica Interrupted City e Cityscapes, con oltre trecento immagini sulle città realizzate a partire dalla metà degli anni Ottanta, che espone allo Staedelijk Museum di Amsterdam, al CPF (Centro Portugues de Fotografia) di Porto, al MART (Museo d’Arte Moderna di Trento e Rovereto) di Trento, e al MAMBA (Museo de Arte Moderno) di Buenos Aires.

Nel 2000 svolge un lavoro sull’area metropolitana di Berlino su invito del DAAD (Deutscher Akademischer Austausch Dienst) ed espone “Milano, Berlin, Valencia” all’IVAM (Istituto Valenciano de Arte Moderno) di Valencia. Riceve inoltre il premio “I.N.U.” (Istituto Nazionale di Urbanistica) per il suo contributo alla documentazione dello spazio urbano contemporaneo.

Nel 2002 la GAM (Galleria d’Arte Moderna) di Torino gli dedica una retrospettiva, e nell’ambito di Photo España con il volume Berlin vince il premio per il miglior libro fotografico dell’anno.  Nel 2003 partecipa alla V Biennale di Architettura e di Design di Sao Paulo con una mostra in collaborazione con Alvaro Siza, successivamente esposta alla Triennale di Milano e al PAN di Napoli.

Nel 2005 pubblica il libro Scattered City, raccolta di immagini inedite di città d’Europa. Nel 2006 espone alla Fundação Calouste Gulbenkian di Lisboa e riceve un incarico di lavoro dal Nouveau Musée National de Monaco.

Nel 2006 pubblica il volume Photo Books 1978-2005, che raccoglie e illustra i suoi libri personali e molti dei più importanti libri collettivi a cui ha partecipato. Lo stesso anno, in occasione di una grande retrospettiva alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi, pubblica la monografia Appunti di un Viaggio/Carnet de travail 1969/2006.

Nel 2007 espone al Palazzo della Ragione di Mantova, all’Ara Pacis di Roma, alla Fondazione Ragghianti di Lucca, alla Pinacoteca Provinciale di Bari. È anche invitato alla 52ª Biennale d’Arte di Venezia dove presenta fotografie della serie Beirut 1991. Sempre nel 2007 realizza una grande campagna fotografica sulla Silicon Valley su incarico del SFMoMA (San Francisco Museum of Modern Art) di San Francisco, dove espone nel 2008, pubblicando il volume Gabriele Basilico-Silicon Valley. Inoltre, riceve dalla Fondazione Astroc di Madrid il “Premio Internazionale per la Fotografia di Architettura” ed espone in quella sede. La mostra è accompagnata dal volume Intercity.

Nel 2008 realizza una ricerca sulla città di Roma, presentata al Palazzo delle Esposizioni con il libro Roma 2007. Lo stesso anno presenta una ricerca sulla trasformazione della città di Mosca vista dalle sette “torri staliniane”, svolta in collaborazione con Umberto Zanetti, alla Cité de l’Architecture/Palais de Chaillot di Parigi. Il volume che raccoglie il lavoro si intitola Mosca verticale.

La sua ricerca va sempre più allargandosi alle grandi metropoli del mondo e nel 2010-2011 lavora su Istanbul, Shanghai, Rio de Janeiro, pubblicando nel 2010 Istanbul 05.10, nel 2011 Da Istanbul a Shanghai, sempre nel 2011 Basilico. Rio de Janeiro 2011.

Nel 2012 partecipa alla 13ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia con il progetto “Common Pavilions”, ideato da Adele Re Rebaudengo e realizzato in collaborazione con Diener & Diener Architekten, Basilea. Il libro Common Pavilions viene pubblicato nel 2013. 

Basilico ha sempre intrecciato il suo instancabile lavoro fotografico sulla morfologia e le trasformazioni della città e del paesaggio contemporaneo con attività seminariali, lezioni, conferenze, riflessioni condotte anche attraverso la parola scritta. Il suo pensiero è stato raccolto e sintetizzato nel 2007 nel volume Gabriele Basilico. Architettura, città, visioni, a cura di Andrea Lissoni, mentre nel 2012 Rizzoli ha pubblicato Leggere le fotografie in dodici lezioni.

L’opera

Le trasformazioni del paesaggio contemporaneo, la forma e l’identità delle città e delle metropoli, sono stati gli ambiti di ricerca privilegiati di Gabriele Basilico. Su questi temi ha pubblicato oltre cento libri personali. Tra le molte città metodicamente affrontate vi sono Amburgo, Barcellona, Bari, Beirut, Berlino, Bilbao, Francoforte, Genova, Graz, Istanbul, Lisbona, Liverpool, Losanna, Madrid, Montecarlo, Mosca, Napoli, Nizza, Palermo, Parigi, Roma, Rio de Janeiro, Rotterdam, San Francisco, San Sebastian, Shanghai, Torino, Trieste, Valencia, Zurigo. Ha partecipato a innumerevoli progetti di committenza pubblica su incarico di importanti istituzioni ed è stato insignito di molti premi. Le sue fotografie fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private italiane e internazionali.

All’interno della sua vasta opera di riflessione sulle trasformazioni dei territori urbanizzati nel passaggio dall’era industriale a quella postindustriale, il tema della città come complesso e raffinato prodotto dell’economia e della storia occupa un posto centrale. Guidato da una passione sincera e da una viva ammirazione per le architetture e tutti i manufatti che nel tempo hanno dato forma alle città, ha scelto il rigore dello stile documentario per raccontarne il costante processo di stratificazione e ibridazione che le modella, in un lavoro di indagine del rapporto tra l’uomo e lo spazio costruito durato quasi quarant’anni.

Informazioni

Titolo: GABRIELE BASILICO | METROPOLI

Sede: Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194 – 00184 Roma

A cura di Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia

Promossa da: Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, Azienda Speciale Palaexpo

Organizzata da: Azienda Speciale Palaexpo

Periodo: 25 gennaio – 13 aprile 2020

Promossa da: Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale; Azienda Speciale Palaexpo

Organizzata da: Azienda Speciale Palaexpo

Realizzata in collaborazione con: l’Archivio Gabriele Basilico

A cura di: Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia

Media Partner: Dimensione Suono Roma

Si ringrazia: Krumiri Rossi

Sponsor tecnici: Trenitalia, Coopculture

Partner: Alitalia

Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso

Biglietti: fino al 9 febbraio 2020 con Gabriele Basilico. Metropoli Intero € 8.00; Ridotto € 6.00;

dall’11 febbraio 2020 con Gabriele Basilico. Metropoli e Jim Dine Intero € 12.50; Ridotto € 10.00

Audioguide comprese nel prezzo del biglietto per tutti i visitatori

Informazioni e prenotazioni: Singoli, gruppi e laboratori d’arte tel. 06 39967500; www.palazzoesposizioni.it

Ufficio stampa Azienda Speciale Palaexpo

Piergiorgio Paris, T 06 48941206 – [email protected]

Francesca Spatola T 06 48941212 [email protected]

Segreteria: Dario Santarsiero T 06 48941205 – [email protected]

Scarica il comunicato stampa


In occasione della mostra

GABRIELE BASILICO | METROPOLI a cura di Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia

l’Azienda Speciale Palaexpo presenta

LA DEMOCRAZIA DELLO SGUARDO

incontri fotografici al Palazzo delle Esposizioni

un progetto a cura di Marco Berti e Francesca Pappalardo | Azienda Speciale Palaexpo

con Chiara Capodici, Leporello

e la collaborazione di Niccolò Fano e Alessandro Imbriaco

Palazzo delle Esposizioni – Sale Cinema e Auditorium

25 gennaio – 2 febbraio 2020

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

In occasione del ritorno dello sguardo di Gabriele Basilico al Palazzo delle Esposizioni, oltre quaranta personalità tra le più autorevoli tra quante operano nella fotografia a livello nazionale – tra curatori, photoeditor, giornalisti, fotografi, editori, studiosi e docenti – si confrontano in una ricca serie di riflessioni sul linguaggio fotografico e la sua capacità di definire i contorni del vivere contemporaneo. Il programma si articola in: conversazioni che partendo dall’esperienza di Gabriele Basilico perlustrano tutti gli orizzonti possibili della fotografia, dal racconto di guerra allo sberleffo comico, passando attraverso il paesaggio e l’indagine indiziaria; tavoli di confronto tra operatori del settore, chiamati a discutere tra loro e in pubblico i loro “lavori in corso” in ambito progettuale, didattico e curatoriale. Due giornate sono interamente dedicate agli studenti delle scuole e degli istituti di Roma con un corso di specializzazione in fotografia, coinvolti in una serie di seminari sugli aspetti principali di una produzione di documentazione. È l’inizio di un percorso didattico che proseguirà nelle rispettive sedi e si concluderà con il ritorno al Palazzo delle Esposizioni, per un workshop rivolto alla documentazione dei suoi spazi in relazione con la città. Completa il programma un ciclo di proiezioni di documentari dedicati a esperienze significative in ambito fotografico e, dal 19 marzo, una rassegna di grande cinema dal titolo La città negli occhidedicata al racconto della metropoli moderna attraverso lo sguardo critico di grandi maestri del nostro schermo, quali Antonioni, Fellini, Visconti.

Si ringrazia per la collaborazione ai seminari: Accademia di Belle arti di Roma, Centro Romano di Fotografia e Cinema, Centro Sperimentale di Fotografia Adams, IED Roma, ISFCI – Institute of Photography, Officine Fotografiche – Roma, REA Academy, RUFA – Rome University of Fine Arts

Si ringraziano per i film: Christian Frei Filmproduktion, Fondazione Cineteca di Bologna, Fondazione Cineteca Italiana di Milano, Lucky Red, Magnolia Pictures, Mercury Films, Officine UBU, Park Circus, Tamasa Distribution, Wanted

INFORMAZIONI

Palazzo delle Esposizioni – Sale Cinema e Auditorium

scalinata di via Milano 9 A, Roma

www.palazzoesposizioni.it

PROGRAMMA

sabato 25 gennaio ore 16:30, Cinema – conversazione

Roberta Valtorta e Francesco Moschini, modera Filippo Maggia

L’esperienza di Gabriele Basilico

Dopo aver introdotto la mostra Metropoli, Filippo Maggia dialoga con Roberta Valtorta e Francesco Moschini sull’opera di Gabriele Basilico, soffermandosi in particolare sul rapporto del fotografo milanese con le città, ripercorrendo il suo percorso artistico e ricordando alcune missioni fotografiche.

Roberta Valtorta, storico e critico di fotografia, vicepresidente della SISF (Società Italiana per lo Studio della fotografia), ha curato il progetto Archivio dello spazio della Provincia di Milano, collaborato alla creazione degli archivi fotografici della Regione Lombardia, diretto la collana di libri Art& (Udine), progettato il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo-Milano assumendone la direzione scientifica dal 2004 al 2015. Ha tenuto corsi universitari a Udine, Roma, Milano, e dal 1984 insegna al Centro Bauer di Milano. Ha curato mostre in Italia e in Europa e pubblicato molti libri e saggi.

Filippo Maggia vive e lavora a Milano. Dal 1993 al 2005 è stato curatore per la fotografia presso la Galleria Civica di Modena. Dal 2006 è editor per la fotografia per Skira. Dal 1998 è curatore per la fotografia presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Dal 2006 al 2008 è stato curatore per la fotografia presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Dal 2013 al 2017 è stato Direttore di Fondazione Fotografia Modena. Dal 2019 è Head of Projects dell’Archivio Basilico.

Francesco Moschini, critico indipendente di arte e di architettura, storico dell’arte e dell’architettura, insegna Storia dell’Arte e Storia dell’Architettura al Politecnico di Bari. È direttore scientifico e culturale della A.A.M. Architettura Arte Moderna (A.A.M. Galleria). Ha costituito nel tempo una collezione di disegni ed opere originali tra arte, architettura, design, fotografia, grafica e illustrazione, interamente fruibile on line, dedicata agli autori più importanti nazionali e internazionali, frutto di collaborazioni con gli stessi.

sabato 25 gennaio ore 18:30, Cinema – conversazione

Roberto Koch e Nicolò Degiorgis, modera Giovanna Calvenzi

Dialoghi sui libri di Gabriele Basilico

Il lavoro di Gabriele Basilico è raccontato da oltre centoventi pubblicazioni, fra libri e cataloghi, da Milano. Ritratti di fabbriche, a Bord de Mer, passando per Beirut e i molti volumi dedicati a città come Mosca, Milano, Roma. Ne parlano Roberto Koch, editore di Contrasto e di molte pubblicazioni del fotografo, e Nicolò De Giorgis, in un dialogo che mette a confronto l’esperienza di una grande casa editrice e quella di un giovane editore, curatore e artista.

Giovanna Calvenzi dal 1985 al 2019 è stata photo editor per diversi periodici italiani. Nel 1998 ha diretto i Rencontres Internationales de la Photographie di Arles, nel 2002 è stata guest curator di Photo Espana a Madrid e nel 2014, con Laura Serani, delegato artistico del Mois de la Photo a Parigi. Ha insegnato storia della fotografia e photo editing a Milano e a Bologna e svolge un’attività di studio sulla fotografia contemporanea. Ha pubblicato, tra gli altri, Italia. Ritratto di un Paese in sessant’anni di fotografia (2003), Letizia Battaglia. Sulle ferite dei suoi sogni (2010), Le cinque vite di Lisetta Carmi (2012) e Interviste (2019).

Nicolò Degiorgis è nato a Bolzano nel 1985. È fondatore della casa editrice Rorhof, co-curatore presso la galleria Foto-Forum di Bolzano ed è stato guest-curator 2017 di Museion, il museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano. Come artista fotografo, ha all’attivo diverse mostre in istituzioni e rassegne nazionali e internazionali. Il suo volume Hidden Islam (Rorhof, 2015) ha ottenuto vari riconoscimenti internazionali tra cui l’Author Book of the Year, Rencontres d’Arles (2014) e l’Aperture Paris Photo First Book Award (2014).

Roberto Koch è editore, curatore, fotografo e organizzatore di eventi culturali intorno alla fotografia. Nel 1986 ha fondato Contrasto, la più importante struttura di produzione fotografica italiana, e nel 1994 la casa editrice omonima, che ha all’attivo più di 500 titoli dedicati alla grande fotografia internazionale. È ideatore e presidente della Fondazione Forma per la Fotografia a Milano.

sabato 25 gennaio ore 21:00, Cinema – proiezione

Il sale della terra

di Julian Ribeiro Salgado, Wim Wenders. Francia, Brasile, Italia, 2014, 110’, vo sott. it. 

Da oltre quarant’anni, il grande fotografo Sebastião Salgado attraversa i continenti sulle tracce di un’umanità in costante cambiamento. Testimone dei principali eventi che hanno segnato la nostra storia recente, si lancia alla scoperta di territori inesplorati in un grande omaggio alla bellezza del Pianeta.

domenica 26 gennaio ore 18:30, Cinema – conversazione

Marco Damilano, Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi, modera Renata Ferri

Dal lavoro su Beirut di Gabriele Basilico, l’occasione per una riflessione sulle conseguenze della guerra

“Quando si arriva a Beirut si sente il peso della storia. Ricordo di essere arrivato di notte, in una notte molto chiara. La città non era illuminata e gli edifici sembravano dei fantasmi. Lo spazio era percepibile ma non la materia”. Basilico, Beirut (Art&;1994). Dalla narrazione per immagini e parole di Gabriele Basilico, l’occasione per una riflessione sulle conseguenze della guerra. 30 anni dopo la guerra in Libano ci confrontiamo con la guerra all’Isis attraverso il lavoro del fotografo Alessio Romenzi in Libia, Iraq e Siria e la scrittura di Francesca Mannocchi che con il suo ultimo libro – Porti ciascuno la sua colpaCronache dalle guerre dei nostri tempi (Laterza, 2019) – ci accompagna nella conversazione con Marco Damilano, direttore de L’Espresso, per comprendere le conseguenze e il ruolo dei media nei conflitti di ieri e di oggi.

Marco Damilano è direttore del settimanale l’Espresso. Giornalista politico e cronista parlamentare, il suo ultimo libro è Un atomo di verità. Il caso Moro e la fine della politica italiana (Feltrinelli, 2018). Ha pubblicato, tra gli altri, Democristiani immaginariIl Partito di DioLost in Pd, Eutanasia di un potereChi ha sbagliato più forteMissione incompiuta, intervista con Romano ProdiLa Repubblica del Selfie. Dalla meglio gioventù a Matteo Renzi e Processo al nuovo.

Renata Ferri, giornalista, dal 2005 è caporedattore photoeditor di iO Donna il femminile del Corriere della Sera. Dal 2010 al 2018 ha ricoperto lo stesso ruolo anche per Amica, il femminile mensile di Rcs Mediagroup. Dal 1991 al 2005 ha diretto la produzione fotografica di Contrasto. Insegna in scuole di fotografia e corsi specialistici dedicati. Ha partecipato a numerose giurie italiane e internazionali, incluse due edizioni del World Press Photo (2011 e 2012). Dal 2010 al 2015 ha tenuto blog di storie fotografiche su ilpost.it. Cura progetti editoriali ed espositivi di singoli autori e collettivi.

Francesca Mannocchi è una giornalista freelance, si occupa di migrazioni e conflitti e collabora con numerose testate italiane e internazionali. Ha ricevuto il Premiolino per il giornalismo nel 2016 e vinto il Premio Giustolisi con l’inchiesta Missione impossibile sul traffico di migranti e sulle carceri libiche. Nel 2018 il documentario diretto con il fotografo Alessio Romenzi è stato presentato alla 75° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Ha scritto Io Khaled vendo uomini e sono innocentePorti ciascuno la sua colpaLibia.

Alessio Romenzi ha lavorato a lungo nelle acciaierie prima di dedicarsi professionalmente alla fotografia. Nel 2009 si trasferisce a Gerusalemme per documentare la nascente Primavera araba. Successivamente entra in Siria dove è tra i primi fotografi ad introdursi nel Paese in rivolta. Attualmente si concentra sui fenomeni migratori. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali: Sony Award 2017; due World Press Photo (2013 e 2017), altrettanti POY (Picture of the year, 2013 e 2017), Foto dell’anno UNICEF e il Premio Ponchielli.

domenica 26 gennaio ore 21:00, Cinema – proiezione

War photographer

di Christian Frei. Usa, 2001, 96’, vo sott. it.

Nominato al premio Oscar 2002 come miglior documentario, il film segue uno dei più importanti fotoreporter di guerra contemporanei, James Nachtwey, in due anni di esperienza nei più rischiosi fronti internazionali. Grazie a una serie di accorgimenti tecnici, il film offre una prospettiva diretta e immersiva nell’esperienza del fotogiornalismo.

martedì 28 gennaio, Cinema – seminario

ore 10:45

Presentazione

ore 11:00

Giovanna Silva

La fotografia di paesaggio come forma di investigazione artistica

Il seminario illustra come viene realizzato un progetto fotografico, descrivendo i vari aspetti concettuali che portano alla creazione di una narrazione di paesaggio, nel raccontare i luoghi attraverso un’angolatura chiara e sintetica: un carotaggio visivo nella ricerca e nella costruzione di una precisa dimensione fotografica. Giovanna Silva, editrice e fotografa, concepisce le mostre come prodotto editoriale, come strumento di approfondimento personale e conoscenza di culture altre. Dalla serie Narratives, pubblicata da Mousse Publishing, e dedicata alla fotografia dei paesi in guerra, si passerà al suo ruolo editoriale per Humboldt Books, dove utilizza le sue competenze editoriali per lavorare sulla fotografia di archivio e artistica.

Giovanna Silva vive e lavora a Milano. Ha collaborato con le riviste Domus e Abitare e pubblicato i suoi progetti con le case editrici A+M bookstore, Quodlibet, Mousse Publishing, Motto Publishing e Art Paper Editions. Ha partecipato alla 14° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia con il progetto Nightswimming, Discotheques in Italy from the 1960s until now. Ha fondato la rivista di architettura San Rocco e la casa editrice Humboldt Books, di cui è direttrice editoriale. Insegna fotografia editoriale alla NABA di Milano, allo IUAV di Venezia e all’ISIA di Urbino.

martedì 28 gennaio, Cinema – seminario

ore 14:30

Fabio Severo

Il racconto del museo

L’immagine fotografica ha sempre incontrato l’arte e l’universo museale al crocevia tra riproduzione, rappresentazione e appropriazione. La storia dell’arte e dei suoi luoghi d’elezione è stata continuamente rivisitata dall’interpretazione fotografica: ripercorrere alcune di queste esperienze permette di confrontarsi con letture diverse dell’identità e del ruolo sociale e culturale del patrimonio artistico, rivelando la complessità di significati che sta dietro l’apparente semplicità della registrazione fotografica.

Fabio Severo, giornalista, ha scritto di fotografia, cinema e cultura visiva su diverse riviste italiane tra cui Il Tascabile, IL Magazine, Rivista Studio, pagina99. Per diversi anni ha curato Hippolyte Bayard, un blog dedicato alla fotografia contemporanea. Insieme a Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco è autore del progetto fotografico Corpi di Reato. Un’archeologia visiva dei fenomeni mafiosi nell’Italia contemporanea.

ore 16:15

Davide Di Gianni

Il progetto fotografico e la sua trasformazione in opera

La figura professionale dello stampatore, dalla stampa analogica alla stampa a getto d’inchiostro, dalla progettazione alla postproduzione, dalla collaborazione con gli autori alla trasformazione in opera cartacea della fotografia.

Davide Di Gianni è un esperto di stampa fotografica che inizia la sua attività nel 1989 lavorando all’interno del laboratorio fotografico di Franco Bugionovi. Dal 2000 apre il proprio laboratorio rigorosamente in bianco e nero e dal 2007 inserisce il digitale con particolare attenzione alla stampa a colori e bianco e nero. Collabora con musei, gallerie, fotografi, artisti. Particolarmente intensa la sua collaborazione con Paolo Pellegrin per il quale ha curato le stampe delle sue più importanti esposizioni in tutto il mondo.

martedì 28 gennaio ore 21:00, Cinema – proiezione

Smash his camera

di Leon Gast. Usa, 2010, 87’, vo sott. it.

La vita di Ron Galella, il Re dei Paparazzi, che ha creato alcune tra le più durature icone fotografiche dei nostri tempi. Ostinato nella sua ricerca di celebrità in momenti di abbandono, era il tormento del jet-set americano: Jacqueline Kennedy Onassis lo citò in giudizio e Marlon Brando gli spaccò la mascella. Uno straordinario docufilm premiato al Sundance Festival.

mercoledì 29 gennaio, Cinema – seminario

ore 11:00

Francesco Careri

Dall’esperienza alla visione progettuale

L’esperienza del museo e del territorio abitato che lo circonda. Possibili pratiche di esplorazione e lettura del tessuto urbano.

Francesco Careri, architetto, dal 2005 è ricercatore universitario presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre. Dal 1995 è membro fondatore del laboratorio di Arte Urbana Stalker Osservatorio Nomade, con cui sperimenta metodologie di intervento creativo nella città multiculturale e dell’abitare informale a Roma.

ore 12:00

Edda Bracchi e Stefano Cremisini – Etaoin Shrdlu Studio

La mostra come progetto grafico

Il ruolo del progetto grafico nella realizzazione della mostra. Processi e linguaggi che definiscono la relazione tra le opere e lo spazio espositivo per la restituzione di un immaginario visivo di supporto e riferimento ai temi in mostra.

Etaoin Shrdlu Studio (Edda Bracchi e Stefano Cremisini) è uno studio di progettazione grafica che attraverso un approccio sintetico e sperimentale, basato sulla ricerca e sul linguaggio, ma anche connotato da un marcato uso della tipografia, progetta per l’architettura, il design, l’arte e le iniziative culturali. Si occupa di editoria, allestimento e identità visiva.

mercoledì 29 gennaio, Cinema – seminario

ore 15:00

Mario Cresci

Storie di grafica e fotografia

La grafica e la fotografia sono due linguaggi e due scritture della visione e della raffigurazione del mondo che attraversano le arti, la comunicazione visiva, l’editoria e ogni forma espressiva in cui le immagini si collocano tra il reale e il virtuale dei supporti cartacei e di quelli luminescenti dei monitor. In queste nuove dimensioni del pensiero e della ricerca di senso delle immagini dalle infinite prospettive e dagli infiniti spazi virtuali dove tutto è possibile immaginare, è fondamentale trovare il filo rosso della nostra visione personale dentro la realtà che abitiamo e che condividiamo con gli altri.

Mario Cresci fin dagli anni Sessanta è autore di opere eclettiche caratterizzate da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, l’esperienza video, le installazioni, il site specific. Tra i primi in Italia della sua generazione, applica la cultura del progetto e la coniuga a una sperimentazione sui linguaggi visivi, attribuendo alla funzione del mezzo fotografico una valenza opposta a quella di conferma di veridicità del reale. Dal 1974 alcune sue fotografie, assieme a quelle di Luigi Ghirri, fanno parte della collezione del MoMa di New York. Altre sue opere sono presenti nelle collezioni di vari musei, istituti e centri di ricerca.

ore 17:00

Conclusioni

mercoledì 29 gennaio ore 21:00, Cinema – proiezione

Annie Leibovitz – Life through a lens

di Barbara Leibovitz. Usa, 2006, 80’, v. it.

Annie Leibovitz ha fotografato generazioni di artisti e politici con uno smisurato talento visivo: le sue immagini sono considerate tra le più memorabili degli ultimi trenta anni. Il documentario ripercorre la sua carriera dalle prime foto durante la guerra del Vietnam alla collaborazione decennale con Rolling Stone, di cui ha contribuito a creare lo stile inconfondibile: celebre la copertina con John Lennon nudo abbracciato a Yoko Ono vestita.

giovedì 30 gennaio ore 18:30, Cinema – conversazione

Paolo Fattori e Goffredo De Pascale (Chi l’ha visto?)

La fotografia indiziaria, ricostruire un fatto di cronaca attraverso un’immagine

La sera del 18 novembre 1989 Denis Bergamini muore travolto da un camion sulla statale jonica. Ha solo 27 anni il centrocampista del Cosenza calcio, idolo della tifoseria della squadra che milita in serie B. La ex fidanzata e il camionista, unici testimoni, sostengono che Denis si sia suicidato. È andata davvero così? Un mistero ancora aperto, risolto in parte grazie ad alcune fotografie. L’incontro vuole mostrare le tecniche dell’inchiesta televisiva attraverso lo studio di atti, come le fotografie e le planimetrie, per cercare di capire cosa sia effettivamente accaduto.

Paolo Fattori ha collaborato per numerose trasmissioni per Rai, La7 e Sky: SfideResidence BastoggiAmore CriminaleCittà Criminali. Vincitore del Premio Drago Leone al Valdarno Cinema Fedic nel 1999, con il documentario El Cerro Rico – la montagna d’argento, racconto sul lavoro dei minatori in Bolivia. Regista in collaborazione con Simona Ercolani del film documentario La classe operaia va all’Inferno, racconto della tragedia nello stabilimento ThyssenKrupp di Torino in cui morirono sette operai. Dal 2010 lavora a Chi l’ha visto? – Rai3.

Goffredo De Pascale, nato a Napoli, si occupa di cinema e di cronaca. Collabora con il Domenicale del Sole24Ore, iO Donna, il Corriere della Sera e a numerosi programmi radiotelevisivi per RadioDue e RaiTre. Ha vinto il premio Giancarlo Siani con il libro Africa bomber e il Premio Enzo Baldoni con il documentario Primo giorno di Dio. Dal 2010 lavora a Chi l’ha visto? – Rai3. Con Paolo Fattori si è occupato anche dei casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, Attilio Manca, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

giovedì 30 gennaio ore 21:00, Cinema – proiezione

Born into brothels

di Zana Briski, Ross KauffmanIndia, 2004, 83’, vo sott. it.

Ha conquistato l’Oscar per il miglior documentario questo viaggio sconvolgente nella miseria del quartiere a luci rosse di Calcutta. La fotografa Zana Briski ha regalato ai figli delle prostitute una macchina fotografica e impartito lezioni per insegnare loro ad apprezzare la bellezza e la dignità, rendendo la fotografia l’unico mezzo di emancipazione da un destino segnato.

venerdì 31 gennaio ore 15:00, Auditorium – tavolo di lavoro

Fabio Barile, Luca Capuano, Camilla Casadei Maldini e Moira Ricci, modera Fabio Severo

Il progetto e la fotografia

Tre racconti di lavori fotografici in corso d’opera. Il progetto fotografico in divenire fra pratica, sperimentazione e fallimento.

Fabio Barile ha studiato fotografia alla Fondazione Studio Marangoni. Negli ultimi anni il suo interesse si è focalizzato sullo studio dei fenomeni naturali e della complessità, tema del suo ultimo lavoro in fase di sviluppo Works for a Cosmic Feeling. Nel 2019 partecipa alla collettiva curata da FOAM On Earth – Technology and the natural world a Les Rencontres de la photographie di Arles, e con Domingo Milella alla mostra Le forme del tempo al Centro per le Arti Visive Pescheria di Pesaro.

Fabio Severo, giornalista, ha scritto di fotografia, cinema e cultura visiva su diverse riviste italiane tra cui Il Tascabile, IL Magazine, Rivista Studio, pagina99. Per diversi anni ha curato Hippolyte Bayard, un blog dedicato alla fotografia contemporanea. Insieme a Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco è autore del progetto fotografico Corpi di Reato. Un’archeologia visiva dei fenomeni mafiosi nell’Italia contemporanea.

Luca Capuano, fotografo, ha realizzato numerosi progetti di documentazione e di analisi del paesaggio contemporaneo commissionati da enti pubblici e fondazioni private in Italia e all’estero, come l’Unesco, il Ministero dei Beni Artistici e Culturali, il Ministero degli Affari Esteri, DAAR, Royal Academy of Fine Art, Provincia di Ferrara, Comune di Bologna, Provincia di Siena, Regione Emilia Romagna, Comune di San Gimignano, Fondazione Musei Senesi, Politecnico di Milano, Isia di Urbino, Regione Toscana e Regione Lazio.

Camilla Casadei Maldini, architetto, è da sempre interessata alle arti performative, alla danza contemporanea e allo studio del movimento in relazione allo spazio, che indaga attraverso varie metodologie di ricerca che coniugano le arti figurative con quelle performative al fine di rappresentare il corpo come elemento generante della progettualità architettonica e spaziale. Si è formata e ha collaborato con artisti e coreografi tra cui Virgilio Sieni, Mk, Monica Francia, Alessandro Carboni.

Moira Ricci è un’artista e una fotografa il cui lavoro, spesso d’impronta autobiografica, indaga i temi dell’identità individuale e sociale, della storia familiare, della casa e del legame originario con il territorio, intrecciando invenzione tecnologica e riscoperta dell’immagine di appartenenza popolare.

venerdì 31 gennaio ore 18:30, Cinema – conversazione

Francesca Fabiani e Gabi Scardi

La fotografia come linguaggio della contemporaneità: da documentazione a progetto

Da decenni il ruolo della fotografia si è andato espandendo: da registrazione e testimonianza a forma di espressione legata alla poetica individuale degli artisti, spesso utilizzata all’interno di cornici progettuali specifiche. Nell’ambito dell’incontro vengono analizzati progetti curatoriali in cui la fotografia assume un ruolo centrale. Francesca Fabiani e Gabi Scardi, l’una portatrice di un’esperienza istituzionale, l’altra di un percorso indipendente, illustrano esempi di pratiche fotografiche diverse.  ​

Francesca Fabiani, curatore e conservatore museale, è attualmente Responsabile dei Progetti di Fotografia Contemporanea all’ICCD (MiBACT) di Roma. Dal 2003 al 2015 è stata Curatore per la Fotografia al MAXXI, avviando la collezione del museo e curando mostre, eventi, committenze, ricerche e pubblicazioni. Nel 2015-2017 ha lavorato alla Direzione per l’Arte Contemporanea elaborando linee programmatiche di sostengo alla fotografia che si sono sostanziate in diversi progetti. Insegna al Master di Fotografia della Fondazione Modena Arti visive. È membro del Consiglio Direttivo della SISF.

Gabi Scardi è curatrice e critico di arte contemporanea. La sua ricerca si focalizza sulle ultime tendenze artistiche e sulle relazioni tra arte e discipline limitrofe. Si interessa di politiche culturali e da anni è impegnata nell’ambito di progetti pubblici. Ha lavorato con musei e istituzioni in Italia e all’estero. Tra gli altri: Provincia di Milano, Pac, Museo del Novecento, Pirelli Hangar Bicocca, Milano; MAXXI, Roma; Biennale di Venezia; Royal Academy, Londra; Louisiana Museum, Copenhagen. Dal 2011 è direttrice artistica del progetto nctm e l’arte.

venerdì 31 gennaio ore 21:00, Cinema – proiezione

Manufactured landscapes

di Jennifer Baichwal. Canada, 2007, 83’, vo sott. it.

Documentario pluripremiato che segue il celebre artista Edward Burtynsky nel suo viaggio in Cina per testimoniare gli effetti dello sviluppo economico incontrollato. Riconosciuto a livello internazionale per le sue fotografie di grande formato di paesaggi post-industriali – discariche, fabbriche, miniere, dighe – trasforma gli scarti della civilizzazione in impressionanti spunti di riflessione sulle conseguenze del nostro impatto sul Pianeta.

sabato 1° febbraio ore 11:00, Auditorium – tavolo di lavoro

Lorenza Bravetta, Jonathan Pierini, Giovanni Fiorentino e Stefano Graziani, modera Augusto Pieroni

La didattica e la fotografia

Quattro esperienze a confronto. La didattica del Diploma Accademico di secondo livello in Fotografia dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA), il Master Iuav in photography dell’Università Iuav di Venezia, la Summer school della Società Italiana per lo studio della fotografia (SISF) e i risultati del Piano Strategico del MiBACT sui temi dell’educazione all’immagine e della formazione universitaria e accademica.

Lorenza Bravetta è consulente nel campo della fotografia, attualmente presso la Fondazione MAST di Bologna. Da gennaio 2017 a giugno 2018 presso il MiBACT, è stata Consigliere del Ministro per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale, con il compito di censire e coordinare le attività nel campo della fotografia in Italia e di redigere un Piano strategico di sviluppo sui temi della conservazione e valorizzazione del patrimonio, della creazione contemporanea, dell’educazione all’immagine e della formazione universitaria e accademica. Ha ideato e, fino a settembre 2016, diretto CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia. Dal 2011 al 2014 è stata Direttore di Magnum Photos per l’Europa Continentale.

Giovanni Fiorentino è professore ordinario di Teorie e tecniche dei media e Sociologia dei consumi e della pubblicità, è Direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo dell’Università degli Studi della Tuscia. Membro del Board del Distretto tecnologico per i Beni e le Attività Culturali (DTC Lazio) è Presidente della Società Italiana per lo Studio della Fotografia. Collabora con Il Mattino e ha pubblicato i suoi libri con Marsilio, Meltemi, Einaudi e Sellerio.

Stefano Graziani si muove al confine tra la fotografia, l’arte e l’architettura. I suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero da istituzioni culturali quali la Fondazione Prada a Milano, la Biennale di Venezia e Manifesta; sono parte di collezioni pubbliche e private come CCA Montréal, Fondazione Prada, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Fondazione Fotografia Modena. Insegna fotografia all’Università Iuav di Venezia e all’Isia di Urbino, collabora con alcuni studi di architettura: Baukuh, Milano; Christ & Gantenbein, Basilea; Office KGDVS, Bruxelles; Piovenefabi, Milano; Kuehn Malvezzi, Berlino; Onsite, Milano; Studio Mumbai, Mumbai; 51N4E, Bruxelles.

Jonathan Pierini ha insegnato progettazione grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e svolge l’attività di tutor in type design presso ISIA Urbino. Collabora con l’Università per Stranieri di Perugia con un progetto di ricerca sulla retorica della cartografia web. Lavora per lo studio Dalton Maag alla progettazione di caratteri tipografici per clienti quali Nokia e Vodafone. Da settembre 2017 è direttore di ISIA Urbino, dove insegna tipografia e tecniche di produzione grafica. Fa parte della redazione di Progetto Grafico, di cui è direttore dal 2018.

Augusto Pieroni, storico e critico delle arti contemporanee, curatore e saggista. Già docente di storia e critica della fotografia alle università di Roma-Sapienza e di Viterbo, e presso la Scuola Romana di Fotografia, IED moda, attualmente insegna discipline fotografiche autoriali presso Officine Fotografiche, RUFA e Door. Ideatore e coordinatore del Master di fotografia autoriale Firma Visiva presso Officine Fotografiche e del Master di nudo Il Corpo Visivo presso Door.

sabato 1° febbraio ore 16:30, Cinema – conversazione

Michele Smargiassi

Say Cheese. La fotografia comica e quella ridicola

Perché ridiamo nelle fotografie? Perché ridiamo con le fotografie? Nonostante seriorissimi studiosi si ostinino a negarlo, la fotografia comica esiste. Grandi autori l’hanno praticata. La fotografia, anzi, possiede le qualità migliori per corrispondere al meccanismo freudiano del motto di spirito. Ma grandiosa è la fotografia quando varca il territorio del ridicolo, ossia il comico che non sa di essere tale. La fotografia ci coglie sempre come non sappiamo di essere. Perché ci vede come non ci possiamo vedere. Basta spostare il punto di vista di qualche passo, e i turisti che reggono con le mani la Torre di Pisa diventano maldestri lottatori marziali, o acchiappamosche. La fotografia è una mosca con grandi occhi. Un tafano. Che guarda e punge.

Michele Smargiassi si occupa da trent’anni di fotografia e cultura visuale. Nel 2009 ha creato e ora gestisce il blog Fotocrazia. Oltre a testi per mostre, cataloghi, riviste e volumi altrui, ha scritto Un’autentica bugia. La fotografia, il vero, il falso (Contrasto, 2009); Ora che ci penso. La storia dimenticata delle cose quotidiane (Dalai, 2011). Fa parte del direttivo della Sisf, del comitato scientifico del Centro italiano per la fotografia d’autore di Bibbiena e del comitato scientifico della Fondazione Nino Migliori.

sabato 1° febbraio ore 18:30, Cinema – conversazione

Matteo Balduzzi, Benedetta Cestelli Guidi, Giulia Ticozzi

Paesaggi plurali. Fotografia come pratica di costruzione condivisa

Negli anni più recenti assistiamo a un ampliamento e un’ibridazione delle pratiche artistiche, che si confrontano con pubblici vasti e non specializzati per proporre un’indagine dei luoghi caratterizzata da una dimensione condivisa e plurale. Mossi dallo stesso impegno civile che ha alimentato la stagione della committenza, fotografi, curatori e operatori culturali riattivano in senso collettivo e multidisciplinare, con grande libertà e nuove progettualità, ambiti e linguaggi consolidati della fotografia.

Matteo Balduzzi, architetto di formazione, è curatore nel campo dell’arte pubblica e della fotografia, intesa principalmente come mezzo per stabilire relazioni tra persone, ambiente, memoria. Collabora stabilmente con il Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo, per cui cura la programmazione, che ruota intorno alle parole-chiave collezione, giovani, comunità.

Benedetta Cestelli Guidi si occupa di critica d’arte e di fotografia. Ha pubblicato Photographs at the Frontier. Aby Warburg in America 1895 – 1896. Tra il 2008 ed il 2011 ha curato, con Leonardo Palmieri e Matteo di Castro, la programmazione di s.t. foto libreria galleria. Ha curato L’Inferno di Dante di Valentina Vannicola, la mostra di Fabio Barile Osservare la terra. Un progetto fotografico a confronto con gli archivi fotografici storici dell’ICCD, e la pubblicazione In pieno vuoto di Antonio di Cecco. Nel 2019 ha preso parte al progetto Archivio Bellosguardo.

Giulia Ticozzi si interessa di immagine attraverso la progettazione di laboratori, opere di arte pubblica e ricerche fotografiche. Ha svolto progetti commissionati dal MuFoCo e dall’Istituto Beni culturali Emilia-Romagna. Ha esposto alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nella mostra Altro dalle immagini. Da Guarene all’Etna 2014. Ha collaborato con il progetto Exposed, una piattaforma multidisciplinare sui temi legati all’Esposizione Universale 2015. Nel 2016 ha partecipato al progetto collettivo The third Island. È photo editor del quotidiano la Repubblica.

sabato 1° febbraio ore 21:00, Cinema – proiezione

Finding Vivian Maier

di John Maloof, Charlie Siskel. Usa, 2014, 84’, vo sott. it. 

L’eccezionale storia di Vivian Maier, la misteriosa bambinaia vissuta nella Chicago di mezzo secolo fa, che era solita scattare foto della vita quotidiana durante le giornate libere in città. L’esercizio di una passione per la fotografia divenuta arte: volti e attimi di vita meravigliosamente catturati con la naturalezza che solo il talento possiede.

domenica 2 febbraio ore 11:00, Auditorium – tavolo di lavoro

Matteo Balduzzi, Alessandro Dandini de Sylva, Mauro Zanchi, modera Emilia Giorgi

La curatela e la fotografia

Tre esperienze di curatela molto diverse tra loro che hanno al centro del progetto la fotografia: come opera, narrazione, pratica partecipativa e riflessione sul linguaggio.

Matteo Balduzzi, architetto di formazione, è curatore nel campo dell’arte pubblica e della fotografia, intesa principalmente come mezzo per stabilire relazioni tra persone, ambiente, memoria. Collabora stabilmente con il Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo, per cui cura la programmazione, che ruota intorno alle parole-chiave collezione, giovani, comunità.

Alessandro Dandini de Sylva è artista e curatore. I suoi lavori sono stati esposti in istituzioni pubbliche e private tra cui la Flowers Gallery a Londra, la Humble Arts Foundation a New York, il Bund 33 Art Center a Shanghai e l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi. È stato curatore di FOTOGRAFIA Festival di Roma, alla Fondazione Pastificio Cerere di Roma e alla Fondazione Ermanno Casoli di Fabriano. È direttore della Fondazione Malaspina e curatore alla Fondazione Pescheria Centro Arti Visive di Pesaro.

Emilia Giorgi è curatrice di arti visive e architettura contemporanee. Ha curato esposizioni e conferenze per diverse istituzioni come La Triennale di Milano, il Centro Pecci di Prato, il MAXXI, l’Istituto Centrale per la Grafica, la Fondazione VOLUME! e la Fondazione Pastificio Cerere di Roma, il Museo Marino Marini di Firenze, lo IUAV e La Biennale di Venezia. Scrive per le principali testate italiane, (Il Manifesto, Domus, Artribune, Icon Design, Abitare, la Repubblica). È nel consiglio direttivo dell’INARCH Lazio.

Mauro Zanchi, critico, saggista e curatore, scrive per Art e Dossier, Doppiozero e Atpdiary. Dal 2011 dirige il museo temporaneo BACO (Base Arte Contemporanea Odierna) di Bergamo. Ha curato mostre personali di Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Guido van der Werve, Navid Nuur, Dan Rees, Daniel Knorr, Adrian Paci, David Adamo, Israel Lund, Francesco Arena, Alis & Filliol, Andrea Kvas, Irene Fenara, May Hands. Abitare il silenzio e Metafotografia. Dentro e oltre il medium nell’arte contemporanea sono le due mostre collettive più recenti allestite a BACO, nel 2019. Suoi saggi e testi critici sono apparsi in varie pubblicazioni edite, tra le altre, da Giunti, Silvana Editoriale, Electa, Mousse, CURA, Skinnerboox, Moretti & Vitali e Corriere della Sera.

domenica 2 febbraio ore 16:30, Cinema – conversazione

Giovanna Silva e Alberto Saibene

Basilico prima di Basilico

A partire dalle foto di un viaggio giovanile in Iran di Gabriele Basilico, HumboldtBooks indaga negli archivi di fotografi, registi, architetti e artisti per tirar fuori dai cassetti viaggi memorabili, esplorazioni nella conoscenza, reportage poi dimenticati. Istantanee di un tempo in cui il rapporto tra lo spazio e il tempo era diverso e che, viste con gli occhi di oggi, assumono valori e significati nuovi. Nuovo è anche lavorare con autori che spesso non ci sono più e che vanno studiati e interpretati per non tradirne le intenzioni.

Giovanna Silva vive e lavora a Milano. Ha collaborato con le riviste Domus e Abitare e pubblicato i suoi progetti con le case editrici A+M bookstore, Quodlibet, Mousse Publishing, Motto Publishing e Art Paper Editions. Ha partecipato alla 14° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia con il progetto Nightswimming, Discotheques in Italy from the 1960s until now. Ha fondato la rivista di architettura San Rocco e la casa editrice Humboldt Books, di cui è direttrice editoriale. Insegna fotografia editoriale alla NABA di Milano, allo IUAV di Venezia e all’ISIA di Urbino.

Alberto Saibene ha curato per le Edizioni di Comunità due antologie di scritti di Olivetti e si è occupato della storia della Olivetti attraverso mostre in Italia e all’estero. Ha fondato con Giovanna Silva la casa editrice Humboldtbooks nel 2012. Lavora come consulente presso la casa editrice Hoepli, è autore di oltre una ventina di documentari televisivi di divulgazione culturale ed è regista del film La ragazza Carla (2015). È stato autore radiofonico per Radio Tre ed è collaboratore della rivista culturale online Doppiozero.

domenica 2 febbraio ore 18:30, Cinema – conversazione

Marina Spada e Maurizio G. De Bonis

Fotografia e Cinema: una connessione indissolubile

La connessione tra fotografia e cinema è un dato di fatto inoppugnabile non solo per quel che riguarda questioni tecnico-linguistiche. La relazione tra queste due discipline visive è infatti regolata anche da elementi poetici e filosofici condivisi e può essere, con tutta evidenza, identificata nelle articolazioni stilistiche sia di opere cinematografiche di importanti registi sia nei lavori visuali di grandi fotografi.

Marina Spada si occupa dal 1979 di televisione, cinema e documentari. Tra i suoi lavori ricordiamo i videoritratti per la serie televisiva Grandi Fotografi, tra i quali quello dedicato a Gabriele Basilico. Il lungometraggio Forza Cani (2002) è la prima esperienza italiana di produzione compartecipata sul web e in digitale. Il mio domani è stato presentato al Festival di Roma 2011. Al film è stato dedicato un libro fotografico i cui autori sono Gabriele Basilico e Toni Thorimbert. Con i suoi lavori ha vinto circa 30 premi nazionali e internazionali.

Maurizio G. De Bonis è giornalista, critico cinematografico e delle arti visive e curatore. È direttore responsabile di Cultframe – Arti Visive. Ha diretto per quindici anni CineCriticaWeb. Ha scritto di cinema su cinema.it, CineCritica, La Voce Repubblicana e curato un blog di fotografia per L’Huffington Post Italia. Ha pubblicato cinque libri sul rapporto tra cinema e fotografia e sulla fotografia contemporanea. Ha curato mostre fotografiche per istituzione pubbliche, gallerie e musei internazionali.

domenica 2 febbraio, ore 20:00  proiezione, Sala Cinema

Come l’ombra

di Marina Spada. Italia, 2006, 87’

Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 63 e in prestigiosi festival internazionali, il film ci racconta una storia di solitudine al femminile, costringendoci a interrogarci sul significato della nostra presenza fra le cose e le persone. La straordinaria fotografia di Gabriele Basilico trasporta Milano oltre il tempo presente, in un luogo dove l’identità umana sembra smarrirsi.

Si ringrazia per la collaborazione ai seminari: Accademia di Belle arti di Roma, Centro Romano di Fotografia e Cinema, Centro Sperimentale di Fotografia Adams, IED Roma, ISFCI – Institute of Photography, Officine Fotografiche – Roma, REA Academy, RUFA – Rome University of Fine Arts

Si ringraziano per i film: Christian Frei Filmproduktion, Lucky Red, Magnolia Pictures, Mercury Films, Officine UBU, Wanted

INFORMAZIONI

Palazzo delle Esposizioni – Sale Cinema e Auditorium

scalinata di via Milano 9 A, Roma | www.palazzoesposizioni.it

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

I posti per le conversazioni, i tavoli di lavoro e le proiezioni verranno assegnati a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni appuntamento. Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della PdE card. L’ingresso non sarà consentito a evento iniziato.

I posti per i seminari sono riservati agli studenti delle scuole e degli istituti di formazione superiore con un corso di specializzazione in fotografia di Roma, su prenotazione.


In occasione della mostra

GABRIELE BASILICO | METROPOLI a cura di Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia

l’Azienda Speciale Palaexpo presenta

LA CITTÀ NEGLI OCCHI

rassegna cinematografica

a cura di Marco Berti e Francesca Pappalardo | Azienda Speciale Palaexpo

promossa da

Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema

19 marzo – 10 aprile 2020

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

Le città nelle fotografie di Gabriele Basilico suggerisce la dimensione di un palcoscenico vuoto, fermato e sospeso nell’attimo che precede l’ingresso in scena delle persone. Un istante prezioso per gli attori e gli spettatori che lo sperimentano, in cui tutto può accadere, carico di emozione per le possibilità e le speranze ancora inespresse. Negli occhi dei maestri che hanno costruito la grandezza del nostro cinema nel dopoguerra, quali Rossellini, Visconti, Antonioni, Fellini, Pasolini e Olmi, la città è anche questo: non più uno sfondo sul quale muovere drammi e personaggi, ma uno degli elementi della narrazione, che al pari delle persone esprime una condizione e un’esperienza, privata e collettiva, da comprendere nel suo compiersi.

La città negli occhi di grandi attrici, quali Anna Magnani, Monica Vitti e Jeanne Moreau o di grandi attori quali Marcello Mastroianni, Giancarlo Giannini e Alain Delon – che di questi maestri sono stati incarnazione e alter ego sullo schermo – è quella della bulimia del cemento, della fiducia incosciente verso il boom economico, dello sfaldamento dei rapporti personali, della solitudine dei migranti inurbati, della dimensione estranea delle periferie e della lotta nelle fabbriche.

Queste città, che lo schermo della Sala Cinema riflette nei nostri occhi, sono ancora le nostre, seppur segnate dal tempo trascorso: non un fondale neutro ma una condizione determinante per le nostre esperienze ed emozioni, che il cinema ci aiuta a misurare e comprendere.

giovedì 19 marzo ore 21:00

La notte

di Michelangelo Antonioni. Italia, Francia, 1961, 122’ – proiezione in pellicola 35mm

La crisi sentimentale di Giovanni e della moglie Lidia diventa una parabola simbolica del diffuso male di vivere della società moderna. Nella Milano del boom economico, Antonioni mette in scena la solitudine dell’uomo, sovvertendo il linguaggio cinematografico tradizionale con una regia capace di captare atmosfere ed emozioni inespresse.

venerdì 20 marzo ore 21:00

Mamma Roma

di Pier Paolo Pasolini. Italia, 1962, 105’ – proiezione in pellicola 35mm

Anna Magnani è Mamma Roma, prostituta in cerca di riscatto e una vita ‘per bene’ per il figlio. Dopo aver assistito alla proiezione di Accattone l’attrice propose a Pasolini di interpretare la sua seconda creazione da regista: fu un’esperienza burrascosa che ci regala lo sconvolgente ritratto di un’umanità in trasformazione, schiacciata ai margini della metropoli.

sabato 21 marzo ore 21:00

Il posto

di Ermanno Olmi. Italia, 1961, 93’ – proiezione in pellicola 35mm

Un giovane lascia la campagna per il posto di lavoro in una grande azienda di città. Olmi trionfa al Festival di Venezia ottenendo il Premio della Critica, che coglie il talento nascente di un osservatore profondo e partecipe dell’Italia e dei suoi cambiamenti epocali.

domenica 22 marzo ore 21:00

Mimì Metallurgico ferito nell’onore

di Lina Wertmuller. Italia, 1972, 121’ – proiezione in pellicola 35mm

Lina Wertmuller porta la satira dei costumi sessuali sul terreno del confronto sociale, raccontando con piglio grottesco lo scontro tra nord e sud, ricchi e poveri, mafiosi e onesti, grazie al fortunato sodalizio con Giancarlo Giannini.

martedì 24 marzo ore 21:00

Mirafiori Lunapark

di Stefano di PolitoItalia, 2014, 78’ – proiezione in DCP

Una fabbrica abbandonata viene strappata all’oblio dal sogno di tre ex operai in pensione, per trasformarla in un lunapark che riporti i bambini nel quartiere Mirafiori di Torino, sorto intorno all’omonima fabbrica. Una parabola postmoderna sulla desolazione delle nostre periferie dimenticate e la forza rigenerante della memoria.

mercoledì 25 marzo ore 21:00

Et in terra pax

di Matteo Botrugno e Daniele Colucci. Italia, 2010, 89’ – proiezione in pellicola 35mm

Tre storie di umana sopravvivenza nei sobborghi romani tra miseria e criminalità, dannazione e redenzione. Con il linguaggio del primo Pasolini, un racconto secco e affilato di adolescenza negata e di speranza tradita sullo sfondo degradato delle nostre metropoli.

giovedì 26 marzo ore 21:00

Rocco e i suoi fratelli

di Luchino Visconti. Italia, Francia, 1960, 180’ – proiezione in pellicola 35mm

Capolavoro tra i più alti del nostro cinema, che unisce con straordinaria sapienza registica il racconto realistico al più cupo melodramma, le tensioni sociali ai sentimenti forti, sullo sfondo della moderna città industriale, la Milano del dopoguerra, che tutto fagocita o tragicamente respinge.

venerdì 27 marzo ore 21:00

Roma

di Federico Fellini. Italia, Francia, 1972, 119’ – proiezione in pellicola 35mm

L’evento fa parte delle celebrazioni Fellini 100, in occasione del centesimo anniversario dalla nascita del regista, promosse dal Mibact e da un comitato organizzatore di cui fa parte il CSC-Cineteca Nazionale

Attraverso un magma travolgente di personaggi e di stili, dal lirismo alla satira, l’immenso talento di Fellini ci restituisce un ritratto crudele e visionario di Roma dagli anni ’30 agli anni ’70, tra memoria e deformazione fantastica. Con sequenze divenute memorabili, come la dissacrante sfilata di moda ecclesiastica.

sabato 28 marzo ore 21:00

Gli amanti del Pont-Neuf

di Leos Carax. Francia, 1991, 125’ – proiezione in pellicola 35mm

Un salto a Parigi per ammirare l’intensa storia d’amore tra un vagabondo mangiatore di fuoco e una pittrice malata, incarnata dalla sempre straordinaria Juliette Binoche. Il maestro del cinema visionario francese realizza il suo capolavoro con uno sguardo a L’Atalante di Jean Vigo.

domenica 29 marzo ore 21:00

Il deserto rosso

di Michelangelo Antonioni. Italia, Francia, 1964, 116’ – proiezione in pellicola 35mm

Nel deserto industriale di Ravenna, una giovane traumatizzata cerca invano un equilibrio: la straordinaria Monica Vitti incarna una nevrosi comune nel contesto della società dei consumi. Leone d’oro a Venezia per il primo film di Antonioni a colori, usati in funzione soggettiva di una realtà dissociata.

mercoledì 1° aprile ore 21:00

Nina

di Elisa Fuksas. Italia, 2010, 84’ – proiezione in digitale

Nella calura estiva di una Roma desertificata, una trentenne passa le sue giornate alternando il ruolo di studentessa a quello di insegnante. Palcoscenico ideale alla sua esistenza straniata è il quartiere Eur, che la regista inquadra pensando alla pittura metafisica di De Chirico e al cinema degli anni ‘60.

giovedì 2 aprile ore 21:00

Germania anno zero

di Roberto Rossellini. Italia, 1947-48, 75’ – proiezione in DCP

La macchina da presa del grande maestro del Neorealismo pedina passo passo il vagabondaggio del piccolo Edmund tra le macerie di Berlino, polverizzata dalla guerra, nella totale perdita di senso della realtà fattasi tragedia. Un’opera totale che rivoluziona la narrazione cinematografica classica trasformandola in poesia della visione.

venerdì 3 aprile ore 21:00

L’eclisse

di Michelangelo Antonioni. Italia, Francia, 1962, 126’ – proiezione in pellicola 35mm

Antonioni prosegue l’introspezione nella crisi della coscienza contemporanea in questo ulteriore capolavoro, che non lascia spiragli ad un’umanità disanimata. Guidata da una nostalgia indistinta e dall’incapacità a comprendere il senso del proprio agire, è ancora Monica Vitti l’icona di un’incertezza esistenziale, che scorre sul frastuono quasi tribale della Sala Borse e nel silenzio sospeso dell’Eur in costruzione.

sabato 4 aprile ore 21:00

Così ridevano

di Gianni Amelio. Italia, 1998, 124’ – proiezione in pellicola 35mm

Un’opera potente premiata con il Leone d’oro a Venezia, che racconta l’esperienza degli immigrati meridionali nella Torino industriale, fra gli anni ‘50 e ‘60. Un’epica corale e appassionata alla ricerca delle origini, private e collettive, della nostra confusa modernità.

domenica 5 aprile ore 21:00

Milano ‘83

di Ermanno Olmi. Italia, 1983, 65’ – proiezione in DCP

Un documento straordinario che uno dei maestri del nostro cinema dedica a Milano e i suoi abitanti. L’anatomia della vita urbana viene raccolta in inquadrature senza voci – parla solo la città – che ricompongono sullo schermo la ritualità quotidiana di pendolari, studenti e lavoratori, dal centro alle periferie dormitorio.

martedì 7 aprile ore 21:00

Carne tremula

di Pedro Almodóvar. Spagna, 1997, 100’ – proiezione in pellicola 35mm

Cinque personaggi e una città, Madrid, colta nel passaggio dai bui anni franchisti alla libertà. Una cornice nella quale si inscrivono le inarrestabili passioni e ossessioni umane, che la personale cifra poetica del regista colora di commedia e tragedia, grottesco e noir.

mercoledì 8 aprile ore 21:00

La donna della domenica

di Luigi Comencini. Italia, 1975, 105’ – proiezione in pellicola 35mm

Tratto dal celebre giallo di Fruttero e Lucentini ambientato nella Torino borghese, svela i grovigli di una città misteriosa dai vizi inconfessabili, offrendo uno spaccato dell’Italia di fine anni ‘60. Mastroianni è straordinario nell’equilibrismo tra distaccata ironia e dramma.

giovedì 9 aprile ore 21:00

La dolce vita

di Federico Fellini. Italia, Francia, 1960, 180’ – proiezione in pellicola 35mm

L’evento fa parte delle celebrazioni Fellini 100, in occasione del centesimo anniversario dalla nascita del regista, promosse dal Mibact e da un comitato organizzatore di cui fa parte il CSC-Cineteca Nazionale

Capolavoro unico e inimitabile nella storia del cinema, che ha trasformato per sempre il nostro sguardo sul mondo: nel centro della decadenza contemporanea, una Roma caotica e dalla bellezza smagliante, il quotidiano scivola verso una dimensione sempre meno autentica, tra sogno, stordimento e spettacolo mostruoso.

venerdì 10 aprile ore 21:00

Blow-up

di Michelangelo Antonioni. Italia, Gran Bretagna, 1966, 110’ – – proiezione in DCP

Sullo sfondo della Swinging London, una giornata nella vita di un fotografo è segnata da una scoperta sconvolgente. Capolavoro pop-art di Antonioni, la cui acutissima riflessione su realtà e riproduzione meccanica appare attuale ancora oggi, a più di cinquant’anni dalla vittoria al Festival di Cannes.

Si ringraziano: Fondazione Cineteca di Bologna, Fondazione Cineteca Italiana, Milano, Park Circus, Tamasa Distribution.

INFORMAZIONI

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema

scalinata di via Milano 9 A, Roma

www.palazzoesposizioni.it

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

I posti verranno assegnati a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni proiezione. Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della PdE card. L’ingresso non sarà consentito a proiezione iniziata.


in occasione della mostra

GABRIELE BASILICO | METROPOLI a cura di Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia

il Laboratorio d’arte propone
EVENTI, INCONTRI, LABORATORI

mercoledì 12 febbraio 2020

Insegnanti

Un’intera giornata gratuita dedicata agli insegnanti delle scuole dell’infanzia e della primaria.

Presentazione delle attività didattiche legate alle mostre e gli spazi allestiti.

ore 10:00 > 18:00

Ingresso libero – prenotazione obbligatoria tel. 848082408

dal 13 febbraio al 10 aprile 2020

Scuole

Sguardi sulla città

Un percorso animato per osservare come sono cambiati gli spazi delle città attraverso gli scatti del grande fotografo. Un viaggio suggestivo e inedito tra le vie e i quartieri delle più grandi città del mondo. Da Roma a San Francisco da Napoli a Mosca, le immagini dei centri urbani sono accostate secondo analogie e differenze, assonanze e dissonanze per restituire la complessità del mondo che ci circonda.

scuola • primaria

martedì > venerdì ore 11:30

attività € 80,00 per gruppo classe

ingresso € 4,00 per ragazzo/a

è possibile accogliere due classi per ogni fascia oraria

prenotazione obbligatoria inclusa nel costo dell’attività tel. 848082408

offerta scuole

€ 70,00 per le classi che prenotano entro il primo mese di mostra o partecipano a due attività

domenica 9 febbraio ore 11:00

domenica 15 marzo ore 11:00 

Ragazzi e ragazze 7/11 anni

Ritratti urbani

Un percorso animato alla mostra Gabriele Basilico. Metropoli per osservare come le città sono cambiate nel corso degli anni. Come le pagine di un libro, gli scatti in bianco e nero raccontano infinite storie. Vie, edifici e palazzi sembrano inanimati e sospese in un mondo senza tempo.

attività € 12,00 – prenotazione consigliata € 2 tel. 06 39967500

febbraio – marzo ore 18:00

Per tutti

Spot! 20 minuti un’opera in LIS

lettura guidata di un’opera con i curatori della mostra Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia.

L’evento, a cura del Laboratorio d’arte, prevede la traduzione in LIS – Lingua Italiana dei Segni ed è aperto a tutti i visitatori.

info partecipazione inclusa nel biglietto della mostra

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