Roma, “Il Male” è in mostra

“Gli anni del ‘Male’ 1978-1982”, una mostra, un tuffo nei ricordi per più generazioni e una scoperta curiosa e originale per tanti giovani.

Al “WeGil” a Trastevere a Roma è possibile visitare questa suggestiva esposizione che ripercorre i cinque anni di vita del più importante fenomeno della satira italiana del dopoguerra, quella del giornale “Il Male”, quintessenza del giornale cartaceo: coloratissimo, smontabile e rimontabile a seconda degli usi che venivano suggeriti ai lettori e ai giornalai (il più famoso era la metamorfosi in un altro giornale di cui veniva falsificata la testata). Un giornale da esposizione, che i giornalai appendevano nelle edicole e che i lettori mettevano in mostra per far cadere gli amici nella trappola dell’evento falso architettato dalla redazione.

Un giornale ideato e realizzato da uno straordinario gruppo di disegnatori, scrittori e grafici: i disegnatori: Vincino, Angese, Alain Denis, Jacopo Fo, Cinzia Leone, Roberto Perini, Giuliano Rossetti, Enzo Sferra, Carlo Zaccagnini (Carlo Cagni). Poi gli scrittori: Mario Canale, Piero Lo Sardo, Angelo Pasquini, Sergio Saviane, Alessandro Schwed (Jiga Melik), Vincenzo Sparagna. I disegnatori di Cannibale, poi diventati collaboratori organici del “Male”: Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Stefano Tamburini. I grafici: Marcello Borsetti, Giovanna Caronia, Francesca Costantini, Cinzia Leone, Francoise Perrot. Lo specialista dei collage fotografici, Francesco Cascioli. I fotografi: Sandro Giustibelli, Gianni Morbioli, Sandro Palombi

“Il Male” è stato anche lo specchio di un’epoca particolare per l’Italia, caratterizzata da rilevante creatività, ma, nello stesso tempo, di eventi terribili che hanno segnato il lavoro satirico del giornale: gli Anni di piombo tra le Brigate Rosse e l’omicidio Moro, il terrorismo nero, gli attentati, gli omicidi di stato, il delitto Pecorelli, la mafia, Andreotti, Sindona, Ambrosoli e la P2 solo per fermarsi a qualche accenno.

L‘esposizione, promossa dalla Regione Lazio e organizzata da Manafilm srl in collaborazione con Laziocrea, a cura di Angelo Pasquini, Mario Canale, Giovanna Caronia e Carlo Zaccagnini in collaborazione con Vincino Gallo, è aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2020.

Il percorso della mostra comincia con le gigantografie dei “falsi”, veri e propri antesignani delle attuali fake news. Riproducendo fedelmente la grafica dei più noti quotidiani dell’epoca, gli autori del “Male” intervenivano sull’attualità politica e sociale, in un vertiginoso rovesciamento della realtà, con titoli altisonanti e testi provocatori. Quei falsi dissacranti, insieme a disegni per l’epoca altrettanto scandalosi, hanno reso famoso il giornale, ma hanno causato anche denunce e processi: “Il Male” è stato forse il periodico più denunciato e sequestrato dal dopoguerra.

La mostra racconta anche i famosi happening de “Il Male” attraverso foto, video di repertorio e l’esposizione del “busto di Andreotti”, eseguito in marmo da un abile artigiano su disegno di Angese e di Vincino. Alcune colossali caricature d’autore introducono a una lunga carrellata dei temi principali sui quali si è esercitata la satira corrosiva del “Male”, dalla politica, alla religione, al sesso. In questa sezione è ospitata anche una ricca raccolta di disegni originali. Infine, una riproduzione della redazione fa rivivere l’atmosfera viva del giornale, come se un’animata riunione fosse da poco terminata, tra macchine da scrivere, fogli accartocciati, pennarelli, portacenere colmi e pezzi di pizza, e l’ultimo ad uscire avesse appena spento la luce.

Durante il periodo della mostra, sono previsti appuntamenti di approfondimento: martedì 3 dicembre, alle 18, è in programma l’incontro “Dai falsi del “Male” alle fake news” che vedrà la partecipazione di Franco Berardi – “Bifo”, Eugenio Lo Sardo, Andrea Purgatori, Claudio Strinati e Maurizio Torrealta.

(Giampiero Castellotti)

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