S’è concluso il congresso Fidae

Alle arti e ai linguaggi per educare i giovani è stato dedicato il Congresso nazionale di quest’anno della Fidae (Federazione istituti di attività educative), dal 4 al 6 dicembre a Roma.

Dopo l’udienza con il Santo Padre e l’assemblea dei soci, il Congresso si è aperto con una sessione pubblica dal titolo “Non fate male a uno solo di questi piccoli”, incentrata sul tema degli abusi sui minori.

“Vogliamo proporre delle indicazioni nazionali, creare un modello che possa essere adottato nelle diverse realtà educative che appartengono al nostro mondo”, ha affermato Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione la scuola e l’università della Cei, sottolineando come “l’elaborazione di queste norme vedrà al centro la persona, la cura e la tutela di essa”.

Per Diaco, “La scuola cattolica in Italia è una realtà che tiene, ma fino a che punto? Sussiste ancora una domanda educativa verso le scuole cattoliche che quest’anno sono 7.955, più 22% rispetto all’anno scorso. Ma continuano a calare gli studenti che sono oggi 170mila, meno 12mila rispetto all’anno scorso”.

Chi ha parlato delle linee guida adottate dalla Cei per la prevenzione e il contrasto degli abusi è stato monsignor Lorenzo Ghizzoni, Arcivescovo di Ravenna-Cervia e presidente del Servizio nazionale per la tutela dei minori della Cei. “Come Chiesa stiamo affrontando in modo nuovo un problema antico. Un reato che lascia un segno indelebile nei bambini e che talvolta si realizza anche nei nostri ambienti”. Monsignor Ghizzoni ha evidenziato uno dei punti fondamentali delle linee adottate dalla Cei: “la nomina da parte di ogni singola diocesi di un referente che deve affiancare il vescovo e supervisionare su tre livelli: quello delle parrocchie, dei sacerdoti, degli educatori e dei catechisti; quello dei ragazzi; e quello delle famiglie”.

A proposito delle linee operative per la protezione dei minori nelle opere della Chiesa individuate nel congresso Oiec del giugno scorso, l’avvocato Emanuele Montemarano, presidente organo di vigilanza Uni–Accredia, ha detto: “si baseranno su una visione comprensiva di tutti gli abusi sui minori, sessuali e non sessuali, di cyberbullismo”.

Nella giornata del 5 dicembre, una tavola rotonda, moderata dalla giornalista di Rai New,s Vania De Luca, è stata dedicata ai linguaggi dell’arte usati dalle nuove generazioni. Durante le relazioni, lo street artist noto anche all’estero, Alessio-B, ha realizzato una performance creando un’opera ispirata ai temi del Congresso.

“Non è mai semplice decifrare i linguaggi giovanili che sono sorprendenti, oltre le nostre possibilità – ha commentato Armando Matteo, docente di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma -. I loro linguaggi devono restarci fortemente alieni, se fossero comprensibili sarebbero altro. Noi adulti non vogliamo fare più gli adulti ma il nostro compito principale è quello di scomparire perché quando i giovani non possono fare i giovani è tutta la società a soffrirne”.
Su come avvicinare i ragazzi all’arte e all’immenso patrimonio artistico italiano, è intervenuto Antonio Scattolini, responsabile della Pastorale dell’arte della Diocesi di Verona: “Va favorito un approccio interdisciplinare, capace di rendere la persona attenta. Il compito educativo è suscitare una responsabilità che passa attraverso tre fasi: conoscere, far apprezzare e far affezionare”.

Di presa d’atto del cambiamento digitale, ha parlato Matteo Adamoli, Docente di Digital Storytelling e Pedagogia dell’Università Salesiana di Venezia: “La rivoluzione digitale ha cambiato il nostro modo di stare al mondo: il linguaggio è formattato in base alle abitudini, come il fissare un PC o uno smartphone per tante ore al giorno. Viviamo in una fase ibrida, fra realtà e virtuale, chiamata infosfera. Nessuno ci ha detto come viverci. Le relazioni umane o il grado di attenzione, che nel web è stimato essere di 7 secondi, cambiano. Non è né giusto nè sbagliato, dobbiamo adattarci”.

Il segretario della Congregazione per l’Educazione cattolicamonsignor Vincenzo Zani, è intervenuto sul patto educativo globale, in vista dell’incontro mondiale voluto da Papa Francesco il prossimo 14 maggio 2020. “Bisogna ricostruire il patto educativo – ha osservato – perché qualcosa si è rotto. Per ravvivare l’impegno con le giovani generazioni bisogna rinnovare la passione per l’educazione che deve essere: più aperta, inclusiva, capace di ascolto e di dialogo costruttivo”. Monsignor Zani ha anche ricordato che nella giornata del 14 maggio verrà annunciato un manifesto in cui saranno illustrati diversi obiettivi.

Nella terza e ultima giornata, Giuseppe Maffeo, formatore della Fidae, ha offerto un aggiornamento del servizio Pronto Fidae – S.O.S. Scuola. Da quando è stato lanciato, il 1° ottobre scorso, è stato formato il personale di più di 100 scuole e assistite più di 60 scuole del Centro-Sud per la presentazione dei progetti Pon scuola. Sono stati presentati a FondEr e avviati 10 progetti formativi su: responsabilità civile e penale nella scuola, privacy, implementazione dei sistemi di gestione della qualità. È stata inoltre avviata la progettazione per la Fidae nazionale dei sistemi di gestione della qualità e di Erasmus Plus mobilità per 25 scuole, senza dimenticare il progetto Io Posso!, illustrato durante il primo Children’s global summit a Roma dal 26 al 30 novembre.

Infine sono state presentate alcune esperienze significative di utilizzo delle arti nella didattica, attraverso il contributo di numerosi testimonial: Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, Davide Stecca, esperto di ritmo corpo voce ed emozioni (Rcve), Elena Grassi dell’Associazione Cattolica Esercenti Cinema (Acec) e Giulia Frazza, insegnante di religione di Verona.

Per tutti i partecipanti al congresso, nella seconda e terza giornata, è stato possibile partecipare a sette workshop sui diversi linguaggi artistici, dallo storytelling, al teatro, alla fotografia, alla danza curati dagli stessi esperti.

“L’idea di proporre quest’anno come tema del congresso nazionale della Fidae quello di educare attraverso le arti, nasce dall’invito che il Santo Padre ha rivolto al mondo della scuola nel maggio 2014 in cui aveva sottolineato come la sua missione fosse quella di sviluppare il senso del vero, del bene e del bello. Attraverso un cammino ricco, fatto di tanti ingredienti per tradurli in occasione di crescita”, ha commentato Virginia Kaladich, presidente della Federazione nazionale.

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