Viaggio tra gli studenti universitari "made in Molise"
Il pianeta "matricolare"
E i tanti fuoricorso d’importazione


ROMA – Ogni fine estate la comunità molisana a Roma si arricchisce di nuovi membri appartenenti ad una speciale categoria: gli studenti universitari. Ai primi rigori dell'autunno essi abbandonano la terra natia e si preparano ad una lunga stagione di studi invernali, la cui durezza viene solo parzialmente lenita dal favorevole clima romano. La retorica invita a chiederci chi sono, cosa fanno, come vivono gli studenti molisani; tentiamo una risposta occupandoci delle matricole. Riluttante a concludere una lunga stagione di vacanze, ma al tempo stesso bruciato dal desiderio di iniziare la propria esperienza nella Grande Città, il novizio impatta la realtà urbana.
Superato lo shock della ricerca di un appartamento in cui vengono coinvolti parenti apprensivi, amici riluttanti, conoscenze dimenticate da tempo e qualsiasi malcapitato che passi a tiro, la matricola affronta il grande rito di passaggio.
La città appare come un immenso territorio di conquista e scorribande che cela inesplorate occasioni di notti brave ed esotici rendez-vous, incontri mirabolanti, feste e sollazzi di ogni genere.
Le preoccupazioni dello studio sono lontane, l'Università è ancora il luogo di aggregazione e di incontro, una specie di Tortuga da cui salpare per l'Oceano metropolitano.
Il tormentone degli esami è di là da venire: crescerà verso primavera per intensificarsi vieppiù in misura inversamente proporzionale ai giorni che mancano alla sessione estiva.
Gli esemplari maschi si trovano di solito in biblioteca dediti a insidiare le virtù delle colleghe: siciliane, calabresi e lucane, sono al top delle preferenze, le romane snobbano, almeno per ora.
La sera, piazza Navona è il palcoscenico di goffi tentativi con turiste straniere, con la tipica padronanza di un idioma che i flottologi hanno classificato come “sanniosassone”.
Le femmine molisane, quelle sfuggite al gramo destino del collegio, hanno come obiettivo la vita da glamour descritta nei rotocalchi. Il Gilda e il Tartarughino rimangono fuori dal circuito, ma un salto in discoteca ogni tanto lascia il sapore di una botta di vita lungamente agognata.
Al natio borgo selvaggio giungerà l'eco non troppo ovattata delle avventure più insolite. Saranno oggetto di scrupoloso scrutinio nelle sere dedite ai pettegolezzi.
Alla matricola, in qualsiasi ambiente la incontraste, potrete offrire senza timore noccioline e caramelle o qualsiasi altra forma di cibo. Le lunghe crisi di astinenza da pasta fatta in casa lo avranno reso sicuramente mansueto e vedrete verrà grato a mangiare dal vostro palmo.
Passiamo ora al mondo nascosto e affascinante dei fuoricorso cronici, un mondo che ha stimolato le curiosità più sfrenate e le libidini più inconfessabili, ma che è rimasto per lo più impenetrabile agli estranei e legittime curiosità non hanno mai trovato soddisfazione.
Quante volte alla domanda del tipo "ma cosa starà facendo da sedici anni a Pedagogia?", oppure "ma non aveva detto tre anni fa che gli mancava un solo esame?" vi sarete imbattuti in un muro di omertà appena attenuata da poco eleganti scrollate di spalle?
L'attività del fuoricorso sono circondate da un alone di mistero simile a quello che circondava le sette gnostiche nell'Alto Medio Evo.
Ebbene, oggi siamo in grado (a prezzo di lunghi appostamenti, incontri equivoci, pedinamenti ed altro su cui preferiamo non dilungarci per non turbare il sonno delle anime semplici) di svelarvi splendori e miserie di questo universo.
In effetti i fuoricorso cronici o patologici che dir si voglia vanno catalogati secondo delle tipologie che ne mettano in risalto la specificità etologica (ci si consenta l'aggettivo il cui uso, ad un'analisi superficiale, potrebbe apparire improprio).
A questo fine ci siamo rivolti agli esperti del Censis i quali hanno elaborato uno schema classificatorio che di seguito riportiamo:
Il Mistico-penitenziale: prodotto di una tradizione che affonda le radici nei conventi duecenteschi dei monaci visionari di Turingia e indietro fino ai cortei di flagellanti millenaristi, il mistico-penitenziale è una figura spesso preda di impeti espiatori che lo portano a sacrificarsi fino all'estremo nello studio. Il libro non costituisce uno strumento di apprendimento ma di mortificazione dello spirito, e i deludenti risultati agli esami contribuiscono all'esaltazione dell'ascetismo masochistico nella quale il nostro trova sublimazione.
La fine del secondo millennio è vicina e già vi è tutto un fiorire di sette che propugnano il pentimento in vista della fine del mondo per cui anche il mistico-penitenziale assurgerà ad un ruolo sociale di tutto rispetto nel decennio che ci troviamo di fronte. Penitenziagite!
Il Meticoloso: spesso confuso con il mistico penitenziale, il meticoloso è mosso da una motivazione diversa: egli non aspira alla sofferenza quanto all'onniscenza. Ogni piccolo cavillo va sviscerato all'infinito, ogni capello spaccato in quattro e poi in otto e poi ancora in trentadue e così via senza soluzione di continuità. Ogni teorema rimanda a mille altri, ogni regola deve essere supportata da sedicimila verità, per ogni verità esistono dieci perchè. Il labirinto della conoscenza ha ragione di qualsiasi filo di Arianna che il meticoloso cerca di mantenere. E quando, dopo una media di 1736,5 giorni passati a preparare l'esame, arriva l'inevitabile bocciatura (nessun professore è disposto ad ascoltare troppo a lungo elucubrazioni selvagge) pensa: "Sicuramente non ho approfondito abbastanza".
Il Leader: è una figura che aveva perso di smalto negli anni recenti, ma oggi col nuovo rigurgito di occupazioni che investe tutta Italia il leader sta riprendendosi la rivincita. Dopo anni bui passati nei collettivi o nei centri sociali della periferia romana ad arringare sparuti manipoli di improbabili rivoluzionari, ecco che il fremito di rivolta lo ha spinto di nuovo sotto le luci della ribalta. I più audaci che fino a poco tempo fa avevano scarsa dimestichezza con la sintassi oggi si districano sicuri tra fax e comunicati stampa, tra le pupe che a stento trattengono gridolini di ammirazione. Difficilmente si laureerà, ma avrà tante favole da raccontare ai nipotini prima che si addormentino.

(Fabio Scacciavillani)


© Forche Caudine – Vietata la riproduzione