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Incontro con Luciano De Crescenzo

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A cura di Roberto Colella e Andrea Rosati.

"Prenderla con un po' di filosofia". Potrebbe essere questo il titolo dell'incontro tra il gruppo dei giovani universitari molisani dell'associazione "Forche Caudine" e l'ingegnere nonché filosofo Luciano De Crescenzo.
L'iniziativa s'è svolta nella splendida dimora romana del "pensatore" napoletano, con affaccio sui Fori. I molisani hanno pensato bene di coinvolgere De Crescenzo per un appuntamento culturale su un tema "impegnativo": il pensiero politico di Platone in rapporto ai giorni nostri.
Per il polivalente scrittore campano, autore di più di venti libri, Platone è l'autore che maggiormente lo attrae soprattutto nelle opere del "Simposio" e della "Repubblica".
Proprio questo ultimo testo è stato al centro dell'incontro. 


ARTICOLO

Luciano De Crescenzo
incontra i molisani di Roma

ROMA - "Prenderla con un po' di filosofia". Potrebbe essere questo il titolo dell'incontro, avvenuto nei giorni scorsi, tra il nutrito gruppo dei giovani universitari molisani dell'associazione "Forche Caudine" e l'ingegnere nonché filosofo Luciano De Crescenzo. L'iniziativa s'è svolta nella splendida dimora romana del "pensatore" napoletano, con affaccio sui Fori, grazie soprattutto all'intraprendenza del giovane campobassano Roberto Colella, tra i leader dei "giovani leoni" di "Forche Caudine". I molisani hanno pensato bene di coinvolgere De Crescenzo per un appuntamento culturale su un tema "impegnativo": il pensiero politico di Platone in rapporto ai giorni nostri.
Per il polivalente scrittore campano, autore di più di venti libri, Platone è l'autore che maggiormente lo attrae soprattutto nelle opere del "Simposio" e della "Repubblica". Proprio questo ultimo testo è stato al centro dell'incontro.
"Il mio amore per la filosofia inizia durante gli anni del liceo grazie al mio professore di filosofia che è rimasto a lungo un mio grande amico - ha esordito De Crescenzo. "Ma per motivi economici ho dovuto intraprendere altri studi, così mi sono laureato in ingegneria anche se nel frattempo facevo il cassiere in una casa di tolleranza. Poi dopo la laurea sono entrato nell'Ibm e di lì a poco ho scritto il mio primo libro".
Colella, che studia scienze politiche alla "Sapienza" di Roma, ha quindi lanciato una provocazione: "Le opere di Platone vanno lette più in chiave politica o pedagogica? Egli descrive lo Stato per comprendere l'uomo oppure no?"
De Crescenzo non s'è scomposto. "Platone descrive lo Stato per comprendere l'uomo, ma una cosa sono le idee e una cosa l'applicazione di queste - ha spiegato il filosofo. "Platone si può dire che sia l'inventore del partito comunista ma quando ha provato a mettere in atto le sue idee è risultato un fallimento".
Ma è davvero giusto equiparare la democrazia alla quale si riferisce Platone con quella attuale?
De Crescenzo replica: "Ma oggigiorno siamo sicuri che la democrazia abbia mantenuto le sue promesse tra le quali una società egualitaria, l'eliminazione di poteri invisibili e di poteri oligarchici ecc? A mio parere la democrazia di cui parla Platone non può essere paragonata a quella attuale anche se molti personaggi illustri, non ultimo il presidente del Senato Pera, ne ha generato una discussione. Per il filosofo greco la condizione ideale è quella che vede governare Dio mentre la peggiore è la tirannide . La democrazia tra le forme destrutturate è migliore della tirannide. Ma è condizionata dall' eccesso assoluto di libertà".
I molisani non si sono fatti intimorire. E' il caso di Andrea Rosati, anch'egli campobassano. "La giustizia per Platone è quando l'uomo si trova nella giusta posizione. E' possibile realizzare questo principio oppure è solo un'utopia? O forse aveva ragione Sant'Agostino il quale riteneva che l'unica giustizia esistente era quella divina?"
De Crescenzo spiega: "Il concetto di Platone sicuramente è utopico, per ciò che concerne Sant'Agostino credo che sia il santo filosofo che preferisco maggiormente perché lui dapprima è stato un peccatore e a tal proposito voglio citare una frase dalle sue Confessioni: "Dio dammi la castità ma non subito".
Il proficuo incontro s'è concluso con regali materiali (libri con dedica) e verbali (aforismi) che lo scrittore ha voluto offrire ai giovani molisani, ripromettendosi di approfondire la conoscenza della nostra regione dove non si è mai soffermato ma sarebbe ben lieto di tornarci e trascorrere qualche ora in più. L'aforisma che ha dedicato, decisamente generazionale, è il seguente: "La vita si divide in tre parti che io ho denomino: Gioventù (Rivoluzione), maturità (Riflessione) e vecchiaia (Televisione). Si comincia con il voler cambiare il mondo e si finisce con il cambiare i canali della televisione".


In alto: la foto-ricordo dei molisani Andrea Rosati e Roberto Colella con Luciano De Crescenzo.