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"Safinim" IV edizione

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Festa alternativa ad Halloween, contro la cultura globalizzata, per salvaguardare le tradizioni sannite (memorie, racconti, storia).

Halloween sì, Halloween no. Se la popolare festa americana del 31 ottobre ha ormai messo salde radici anche nel nostro continente, non mancano agguerrite sacche di resistenza contro questa saga del consumismo "made in Usa".
Da quattro anni, ad esempio, la comunità molisana di Roma promuove una propria contro-festa denominata "Safinim", dalla denominazione in lingua osca dei Sanniti, avi degli attuali molisani. Il rito beffeggia palesemente la "riproposta" americana della celebrazione celtica: al posto delle zucche si utilizzano caciocavalli maggiolini (il logo della festa, creato da Andrea Vitariti, è rappresentato proprio da questo prezioso formaggio svuotato e trasformato in lanterna), ai bambini si raccontano favole raccolte da Italo Calvino e da Mauro Gioielli nel territorio molisano e appartenenti soprattutto alla tradizione contadina e pastorale e anche i giochi e i disegni effettuati nell'ambito del "Safinim" s'ispirano al patrimonio culturale regionale.
"Abbiamo trasformato tale occasione in un momento capace di coniugare gioco e trasmissione di saperi - sottolinea Gabriele Di Nucci, segretario dell'associazione "Forche Caudine", il circolo dei romani d'origine molisana, promotore dell'originale iniziativa. "L'evento è suddiviso in due stadi ben distinti: una prima fase di preparazione della festa, che rappresenta un momento aggregativo già molto stimolante, implica l'approfondimento delle conoscenze storiche sul territorio. Nella seconda fase, una sorta di celebrazione, ci misuriamo con la creatività di grandi e piccoli. Lo scorso anno, quando la festa s'è svolta a Roma nel quartiere San Giovanni - continua Di Nucci - il successo ha oltrepassato le più rosee aspettative, tanto da chiudere l'elenco degli ospiti con tre giorni d'anticipo: persino tante persone adulte hanno voluto presiedere al rito per manifestare il loro dissenso dal consumismo festaiolo, privo di significati e di riferimenti storici".
Quest'anno il "Safinim", organizzato da alcuni romani originari di Capracotta (Isernia), avrà luogo in un locale del quartiere Prenestino. E, manco a dirlo, le prenotazioni sono già chiuse.


"Safinim", per non dimenticare

Su Halloween annualmente prende forma un rituale e inutile parolaio tra schiere di adepti ed eserciti di 'resistenti' della saga celtico-americana.
Ci sottraiamo alla sterile disputa, permettendoci, però, di aggiungere una piccola considerazione fuori dal coro.
C'è un'intera - per quanto piccola - regione italiana dove Halloween sostanzialmente non si festeggia. Un robusto e dignitoso ricordo offusca le sparute celebrazioni. Perché esattamente cinque anni fa, in questa data maledettamente allegorica, nel Molise, 27 bambini sono morti sotto le macerie di un terremoto anomalo, che ha provocato una strage in un solo edificio. Circostanza cui la giustizia dei tribunali, e talvolta la fragilità della fede, non ha saputo offrire spiegazioni, anche solo parzialmente appaganti.
La nostra associazione da tre anni promuove a Roma una sorta di simbolica "cerimonia-altra" che abbiamo battezzato "Safinim" (l'antica denominazione dei Sanniti) perché crediamo che ogni momento di condivisione, anche ludica, rappresenti - soprattutto per i più piccoli - un'esigenza di trasmissione di valori. E il sacrificio di quei bambini, di quei coetanei dei nostri figli, di quei piccoli corregionali, non può essere sepolto da una schizofrenica e corale celebrazione del nulla.